Non santificare le feste

image13di Giovanni Rossi.

Non ci sono solo le “feste comandate”. Natale, Pasqua, Pentecoste. Ogni giorno ha il suo santo.

Anche il calendario laico ha i suoi giorni speciali. C’erano e ci sono la festa della liberazione, la festa del lavoro, la festa della Repubblica e ci sono, spesso predominanti, il ferragosto, i “ponti”, il 25 dicembre di Babbo Natale, il capodanno col botto.

E quasi ogni giorno, accanto al santo, il calendario segnala un tema, cui andrebbero dedicati riflessione e impegno civile. Una pletora quotidiana col rischio che il tema del giorno, in barba al messaggio universale che vorrebbe trasmettere, sia celebrato solo dai devoti di quel santo-impegno. C’è il rischio che ognuno santifichi la sua giornata, perdendo la spinta a cambiare lo stato di cose esistenti che l’aveva generata.

Con questo timore vengo a scrivere del 10 ottobre : giornata mondiale della salute mentale.

Quest’anno l‘OMS (Organizzazione Mondiale della SanitĂ ) la dedica alla dignitĂ  delle persone con problemi di salute mentale.DignitĂ  significa essere protetti da violenze ed abusi, e discriminazioni. DignitĂ  significa autonomia della persona, inclusione sociale, partecipazione ai processi decisionali, autodeterminazione.

L’OMS ha proposto il tema della dignitĂ  perchè le persone con problemi di salute mentale ne subiscono frequentemente la lesione: quando vengono rinchiuse, quando subiscono violenze, quando sono inibite nelle decisioni e scelte che concernono i modi, i luoghi, gli operatori con cui affrontare il problema. Danni alla dignitĂ  vengono anche dalla scarsitĂ  e non-qualitĂ  delle cure o dalla impossibilitĂ  di accedere alla istruzione o al lavoro.

Il Presidente Mattarella, non certo uno che twitta un giorno si e l’altro pure, ha sentito il bisogno di intervenire con un messaggio ufficiale in cui sottolinea l’importanza del “rispetto e del riconoscimento dell’autonomia delle persone affette da malattie mentali”. “L’Italia – prosegue il Presidente – ha rappresentato un modello avanzato di gestione in questo senso, a partire dalla legge Basaglia e sino al superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari” Afferma Mattarella che dal rispetto delle dignitĂ  nasce l’idea stessa della terapia, la cui parola chiave è integrazione, con un ruolo di primo piano affidato al territorio ed alle sue reti,come dimostra la ricerca.

Non vi è ricercatore che, in particolare il 10 di ottobre, non si riconosca in tale affermazione, tuttavia se si va a ben guardare non sempre i fatti confermano tale unanimità.

Castiglione delle Stiviere e Montichiari sono due cittĂ  contigue tra le provincie di Mantova e Brescia. Territorio ricco. In queste due cittadine stannno maturando esperimenti psichiatrici che a mio avviso trascurano il messaggio dell’OMS sulla dignitĂ  e del Presidente Mattarella sulla legge Basaglia.

Scopo di questi esperimenti psichiatrici è la riconfigurazione “moderna” di due strumenti della psichiatria del controllo, che nell’assoggettamento svestiva le persone della dignitĂ .

Gli strumenti cui mi riferisco sono l’ospedale psichiatrico e l’elettroshock.

A Castiglione, rinfrescate le pareti e gli arredi, è in corso la riconversione, solo nominalistica, del manicomio-ospedalepsichiatrico-rems, attivo sin dal 1939. Consiglio la visione di un video celebrativo che rivendica questa continuità, autodefinita eccellente

https://www.youtube.com/watch?v=59g4P3Ny1aw

Di quale eccellenza (psichiatria del controllo) si tratti lo si capisce molto bene ascoltando le interviste, alcune evidentemente addomesticate.

A Montichiari il servizio psichiatrico dell’ospedale pubblico eroga la prestazione della elettroconvulsione. Comunemente chiamato elettroshock (ESK).

Il 27-28 ottobre si terrĂ  il primo congresso della associazione italiana terapie somatiche in psichiatria, che secondo gli organizzatori :”rappresenta un evento potenzialmente storico e fondante per la stimolazione cerebrale in Italia”. Argomento principe, naturalmente, sarĂ  “ la terapia elettroconvulsivante nella pratica clinica” con uno sguardo all’Europa ed agli strumenti per accreditarne l’utilizzo.

Le ambizioni degli organizzatori, che si pongono in un ruolo storico e fondante http://aitesp.blogspot.it/ – anche se sarebbe stato meglio dire rifondante, visto che l’esk è stato sviluppato in Italia da Cerletti – non vanno prese alla leggera. Essi, infatti, sanno che, sottotraccia, molti psichiatri italiani vorrebbero disporre di strumenti “una botta e via” che evitino loro la fatica dell’incontro, del dialogo, dell’ascolto, della negoziazione con la persona con problemi, con le persone che compongono la sua rete naturale, con il “territorio”. Strumenti che o risolvono il problema alla svelta (farmaci, esk) o consentono di rimuoverlo (manicomio-ospedalepsichiatrico-rems).

Colpisce che a questi vecchi strumenti della psichiatria del controllo vengano accostati i volti di psichiatri che si occupano di recovery (a Montichiari) o di partecipazione comunitaria nella programmazione dei servizi per la salute mentale (a Castiglione). Come se si potessero umanizzare strumenti che negano la relazione con l’altro ed obsoleti. Per giunta pagati dal servizio santario pubblico. Cioè dai cittadini che pagano le tasse. Santificato il 10 ottobre, va bene così?

(Dal blog di Giovanni Rossi: http://rossi-mantova.blogautore.repubblica.it/?ref=hfmamabb-2 )

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