OPG. Dieci domande di Franco Rotelli sulla nuova legge
(OPG di Reggio Emilia, libreria. © Roberto Boccaccino / Grazia Neri)

(OPG di Reggio Emilia, libreria. © Roberto Boccaccino / Grazia Neri)

A proposito di diritti universali

1. Qual è la proposta d’immediata e possibile applicazione per far cessare l’abuso della proroga della misura di sicurezza che, con il falso concetto di pericolosità sociale e d’incapacità totale di intendere e volere, costituisce il pilastro dell’attuale e scandalosa realtà?

A proposito di crisi economica, buon uso delle risorse e regole della pubblica amministrazione

2. La proposta di legge prevede 120milioni di euro per il 2012 per la costruzione di strutture sostitutive agli attuali OPG: è realmente fattibile?

3. Se davvero si volessero fare queste strutture e prendiamo atto dei tempi medi di costruzione o ristrutturazione (progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, indizione e aggiudicazione di gare di appalto, ecc.), il nostro sistema pubblico arriverà a realizzarle in almeno cinque anni: nel frattempo che cosa si pensa di fare? Forse l’avvalimento di strutture private? e, in questo caso: in affitto solo quanto alla logistica o in gestione appaltata ‘global service’, criminologo incluso?

4. La legge prevede inoltre, sempre per il 2012, 36milioni per la gestione di queste strutture: dove e a chi andranno quindi questi soldi?

A proposito di normative d’applicazione e rispetto di diritti riconosciuti dalle leggi italiane vigenti

5. Il Ministero della Salute dovrà stabilire i requisiti per le nuove strutture: ci saranno vetri antiproiettili, telecamere ovunque, strumenti di contenzione, porte blindate, recinzioni esterne oppure qualcosa di tutto ciò sarà espressamente vietato?

6. Come saranno queste strutture: da 20 letti, come proposto inizialmente, o da 40 come dichiarato successivamente oppure “all’italiana”?

7. Supponendo che si tratti di strutture da 40 letti: quante se ne prevedono in tutta Italia? 20, 40, 80?

8. L’internato è in misura di sicurezza detentiva: chi risponde se scappa?

9. Le strutture previste sono definite “sanitarie”: da chi dipenderanno?

Se dipenderanno dall’amministrazione penitenziaria: quale normativa impedirà che accolgano anche i “periziandi”, i “detenuti in osservazione”, i “soggetti disturbatori”, i borderline, tossicodipendenti, ecc., come da manicomiale memoria?

Se dipenderanno dal sistema sanitario/Dipartimenti di Salute Mentale: quale normativa impedirà l’invio di “infermi di mente resistenti alle cure” o recidivi di piccoli reati o semplicemente in TSO? …sempre da manicomiale memoria.

A proposito di logica e di buon governo

10. Non si chiameranno più OPG ma non si sa qual è il nome di queste strutture. Se non è rimossa nemmeno una delle cause dell’attuale situazione: perché il rimedio dovrebbe essere credibile?

E’ evidente che ci auguriamo che i rilevanti stanziamenti iscritti in legge (domande 2, 3 e 4) siano immediatamente utilizzati a coprire budget individuali – gestiti dai DSM – finalizzati alla dimissione, riabilitazione e re-inclusione nei territori di origine delle persone attualmente internate.

Se poi questi interventi fossero coordinati da un apposito ufficio, nel corso dei diciotto mesi previsti dalla proposta di legge per il superamento degli attuali OPG probabilmente si scoprirebbe che non c’è un gran bisogno di “mini-opg”; e se nel frattempo si ponessero correttivi ai codici (penale e di procedura penale) si scoprirebbe, infine, che dei nuovi mini-opg non c’è alcun bisogno.

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