Psicoradio, puntata 178 – Con Antigone nell’OPG di Reggio Emilia

psicoradio“Io faccio l’avvocato, ma ci penso sempre due volte prima di dare la semi infermità mentale, perché nell’OPG si sa quando si entra e non quando si esce”.

Ai microfoni di Psicoradio c’è l’avvocato Elia de Caro, di Antigone, associazione che si occupa dei diritti degli internati e dei lavoratori negli Ospedali psichiatrici giudiziari.

Attraverso di lui “vediamo” questi luoghi chiusi e sconosciuti.

“Le celle sono 9 metri quadrati compreso il bagno; dovrebbero ospitare una sola persona, invece sono sempre due, a volte anche tre ad occupare una singola cella.

All’interno degli OPG non ci sono persone come Hannibal the Cannibal, ma anche persone con patologie lievi che hanno commesso reati gravi. L’entità del reato non coincide con la gravità della patologia”.

L’avvocato prosegue illustrando la situazione dell’Ospedale Psichiatrico di Reggio Emilia, ritenuto il migliore tra i sei OPG presenti sul territorio nazionale.

L’ospedale di Reggio Emilia dovrebbe contenere 132 persone, ne potrebbe tollerare 256, in realtà ne ospita 295. Per quanto riguarda il personale, nell’ospedale lavorano 80 agenti anziché 150, 3 educatori invece che 6, un medico ogni 50/60 pazienti. Ogni psichiatra può dedicare non più di un’ora al mese ad ogni internato.

La regione Emilia-Romagna, tramite l’ASL, sta tentando un esperimento per migliorare le condizioni degli internati nell’OPG di Reggio Emilia: si tratta di creare strutture più piccole, più simili alla casa-famiglia. Per ora, è stato individuato il luogo.

La puntata si conclude con una considerazione di de Caro: “Se la struttura si apre alla società, la società avrà meno paura di chi ci sta dentro e di chi riesce ad uscire”

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