Riconquistare la dignità di esseri umani

1865666_orig9 marzo, nono giorno

di Anita Eusebi

La dignità di un uomo esiste a prescindere dal suo stato di salute e dai reati che possa aver commesso: questo il messaggio ripetuto in ogni dove da Marco Cavallo nella campagna a fianco di StopOPG. Un principio che vale per tutti, anche per coloro che sono internati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, privati di ogni diritto e soggettività, spesso legati e violati, dimenticati e soli, ridotti a “oggetti”. Persone rese vuote “dallo sguardo e dalla parola della psichiatria”, come afferma Peppe Dell’Acqua, abbandonate nel loro problema psichico e nel loro delirio. Persone alle quali è urgente restituire volto, storia, diritti, cittadinanza nel senso più ampio del termine, dignità di esseri umani.

È per questo motivo che Marco Cavallo scalcia con forza davanti ai letti di contenzione, alle porte chiuse, agli abbandoni, alle miserie di quelli che dovrebbero essere luoghi di cura. La contenzione, fisica o chimica che sia, le sbarre alle finestre, le porte chiuse a chiave, non possono che generare malessere, paura e violenza. La pericolosità e la malattia sembrano così abitare ogni angolo, e gli internati si ritrovano doppiamente costretti e sottomessi all’istituzione che mette in gabbia la malattia che dovrebbe invece ‘curare’. Un’istituzione che a sua volta ingloba il reato senza dare possibilità di espiazione e riabilitazione.

Il problema non è dunque soltanto la condizione di estremo disagio fisico, igienico, ambientale che è già essa stessa in assoluta contraddizione con il concetto di cura, e ancor prima con quello di dignità umana, ma soprattutto il grande disagio psicologico che ne è conseguenza, un disagio che va ad aggravare ulteriormente e inevitabilmente le problematiche preesistenti delle persone internate.

Nello spirito originale della legge 180, che chiudendo i manicomi ha restituito dignità e cittadinanza ai ‘matti’, il cavallo azzurro chiede allora altrettanto per i ‘folli rei’. Chiede cioè soluzioni radicalmente diverse, basate su processi di inclusione sociale e buona assistenza sul territorio.

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