Rilanciare e dare concreta attuazione alla legge Basaglia.

senatoPresentato Ddl al Senato da Dirindin (Mdp) e Manconi (Pd)

Piano nazionale per la salute mentale; articolazione sul territorio dei servizi di base dipartimentale; trattamento della crisi e dell’urgenza, raccordo tra Dsm, istituti di pensa e Rems; finanziamenti per il personale, la formazione e la riqualificazione dei luoghi di cura. Questi alcuni dei principali obiettivi del provvedimento che punta a garantire diritti e libertà fondamentali alle persone con disturbi mentali.

Rilanciare i principi e l’applicazione della legge n. 180 del 1978, Legge Basaglia, rafforzandone i contenuti di presa in carico effettiva e universale su tutto il territorio nazionale, confermandone la validità delle linee di fondo e dei principi ispiratori che devono essere sviluppati ed estesi a tutta la cittadinanza. Questi gli obiettivi principali del Disegno di legge sulla Salute mentale, a prima firma dei Senatori Nerina Dirindin (Mdp)Luigi Manconi (Pd), presentato nel corso di una conferenza stampa oggi al Senato.

Il Ddl intende rispondere alla diffusa e profonda preoccupazione nel nostro Paese per lo stato della rete dei servizi di salute mentale e impedire che l’impoverimento progressivo del welfare metta a rischio la possibilità di cura, ripresa, guarigione di tanti cittadini che oggi sarebbe invece alla nostra portata.

Dopo quasi quarant’anni dall’approvazione della 180, la presa in carico delle persone con disagio e disturbo mentale e delle loro famiglie è ancora un punto debole. Servizi frammentati, operatori stanchi e con scarse motivazioni al cambiamento, percorsi di cura e riabilitazione poco segnati dalla speranza e dalle sinergie positive di tutti gli attori che prendono parte alla vita quotidiana di ciascuno.

“L’obiettivo è rivitalizzare l’attenzione al tema da parte di tutte le istituzioni e far sì che i cittadini possano recuperare speranza e fiducia – ha dichiarato la Senatrice Dirindin – È un ddl che nasce dal contributo di tantissime associazioni e professionisti che si occupano di questi temi. La legge Basaglia nacque grazie anche alla spinta di un movimento diffuso di persone. Se adesso riuscissimo a ridestare una nuova attenzione alla salute mentale potrebbe tornare una stagione simile a quella che diede vita a quella legge straordinaria. Come Articolo 1 – Mdp ci impegneremo in questo senso”.

“Questo disegno di legge è il risultato di un lavoro che ha coinvolto molti soggetti: operatori, esperti del settore, familiari e giuristi – ha detto il Senatore Manconi – Dal confronto tra questi è nata una lunga discussione che ha cercato di fare tesoro di tutte le esperienze, anche e soprattutto di quelle del dolore”.

Alcune importanti realtà hanno dato prova della concreta possibilità di strutturare i servizi necessari insieme alla persona con disagio o disturbo mentale e alle loro famiglie, alla realtà sociale locale, realizzando una vera co progettazione degli interventi, ma ciò non accade in molti territori del nostro Paese. Ed è soprattutto per tentare di far sì che tutti i cittadini italiani possano vedere rispettati, allo stesso modo, i diritti e le libertà fondamentali della persona che ha avuto origine il presente Disegno di Legge AS 2850 (vedi il testo). Si è trattato di un lavoro di confronto tra numerosi esperti, professionisti, associazioni e persone che con impegno e competenza si prodigano quotidianamente per il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone con disturbo mentale, affinché sia garantito ovunque l’effettivo accesso a una assistenza sanitaria e socio-sanitaria che tenga conto delle loro specifiche esigenze.

Il Ddl AS 2850 (vedi il testo) è orientato prevalentemente a supportare l’organizzazione dei servizi sanitari e sociali secondo i principi già espressi e sempre validi della Legge Basaglia: fondare la cura e la riabilitazione su percorsi flessibili, orientati al raggiungimento del miglior stato di benessere possibile e non appiattiti sulla ricerca delle possibili “luoghi di ricovero”, di residenze più o meno aperte o leggere.

Si tratta di un obiettivo ambizioso e per il quale sono da mettere in conto fatiche, ostacoli economici, burocratici e culturali, ma solo puntando all’universale rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali della persona, il nostro Paese potrà sostenere la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni e potrà mettere in campo politiche intrise di speranza per coloro che oggi vivono la problematica del disagio mentale ma soprattutto per le nuove generazioni.

Il Disegno di legge si compone di quattro Capi e 18 articoli.

Prevede un Piano nazionale per la salute mentale con interventi, azioni e strategie finalizzati alla promozione della salute mentale, alla prevenzione del disagio e dei disturbi, alla riduzione dello stigma, al contrasto della discriminazione e delle violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Disciplina l’articolazione sul territorio dei servizi su base dipartimentale, individua le figure professionali che operano nei servizi, adotta forme di partecipazione dei cittadini, garantendo prossimità rispetto alle comunità di riferimento.

Il testo contiene esplicite disposizioni dedicate al trattamento della crisi e dell’urgenza. L’articolo 10 in particolare rende esplicito il divieto di praticare la contenzione meccanica in psichiatria, un’attività illegittima e illecita cui si fa ancora ricorso nella rete dei servizi per l’assistenza psichiatrica.

Si prevede un raccordo tra i Dsm, gli istituti di pena e le Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), con l’obiettivo di fornire opzioni di assistenza psichiatrica per le persone con disturbo mentale che hanno commesso un reato in grado di rispondere alle esigenze dei singoli individui.

Sono previsti finanziamenti per il personale, la formazione e la riqualificazione dei luoghi di cura.

(vedi il testo del ddl 2850)

(da QuotidianoSanità: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=53829)

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