Sassari: il silenzio degli innocenti nel reparto di Psichiatria

jpg_5545645di Gabriella Grimaldi

SASSARI. Psichiatria, sottopiano dell’ospedale civile Santissima Annunziata: a mezzogiorno i neon illuminano il corridoio centrale e tutte le stanze del lato sinistro. Quelle di destra sono meno buie. In compenso, come nelle strutture più antiquate, hanno tre letti ciascuna mentre i bagni sono comuni e se si apre la porta esce una nube di fumo di sigaretta. I pazienti infatti si radunano lì in mancanza di una sala apposita. L’aspetto delle corsie è davvero squallido.

La denuncia di una situazione disastrosa arriva dalla Rsu aziendale, la rappresentanza sindacale degli infermieri che tutti i giorni e da tantissimi anni devono fare i conti con i problemi di un reparto che avrebbe bisogno urgente di un progetto di ristrutturazione. «In effetti un progetto ci sarebbe – dice Antonio Tatti, membro del sindacato – ma nel corso dell’ultima riunione del personale l’ingegnere dell’ufficio tecnico ci ha detto che i soldi non ci sono. Si potrebbero fare tuttalpiù dei piccoli aggiustamenti ma qui l’emergenza è sempre dietro l’angolo, gli incidenti sono già avvenuti e potrebbero verificarsi ancora perchè il reparto di psichiatria dell’ospedale di Sassari è totalmente fuori norma».

Un primo passo incontro alla legge in effetti è stato fatto di recente ed è ancora in fase di completamento: riguarda il numero dei posti letto che fino a poco tempo fa era altissimo. La legge prevede infatti che nel territorio sia presente un posto letto ogni diecimila abitanti, quindi l’ultimo piano sanitario regionale aveva stabilito per Sassari (circa 300mila utenti della Asl) una dotazione di 33 letti da dividere però tra il reparto di Sassari e uno nuovo da istituire ad Alghero.

«Nel centro catalano non è stata mai realizzata alcuna struttura – continua Tatti – e fino a poco tempo fa il nostro era il reparto più affollato di tutta Italia». La direzione del presidio però ha posto rimedio all’incongruenza riducendo il numero dei ricoverati della metà. In questo momento infatti nel sottopiano del Santissima Annunziata sono ricoverati dieci uomini e sei donne. I letti in esubero invece sono ancora al loro posto: un’operazione che dovrebbe essere completata entro breve tempo.

I problemi della Psichiatria però non si limitano al mumero di pazienti da seguire. La rappresentanza sindacale denuncia il totale immobilismo della dirigenza per quanto riguarda le altre decisioni da prendere. In primo luogo le modifiche da attuare per eliminare il grave problema della mancanza di un’adeguata uscita di sicurezza. Il corridoio infatti finisce con una porta che dà su un locale ricavato probabilmente da un terrazzo chiuso da una vetrata che però a sua volta è protetta dalle inferriate. La porta antipanico invece porta a una rampa di scale che però non ha un’uscita verso l’esterno.

«Ci sono gravi problemi di sicurezza – conclude Antonio Tatti – che vengono ignorati da troppo tempo. Il risultato è che i pazienti, già così particolari, stanno malissimo anche a causa dell’accoglienza che gli viene riservata». È ancora fresco il ricordo del terribile incidente in cui una paziente morì dopo che la sua tuta aveva preso fuoco a causa di un mozzicone di sigaretta. Da allora niente è cambiato e il personale e i parenti dei ricoverati aspettano con ansia un cambio di rotta.

Al coro di proteste si unisce anche il sindacato degli infermieri Nursind: «Chiediamo alla Regione che si faccia carico di questa vergogna. È urgente la realizzazione di una sala fumo e di un ambiente ricreativo dove i pazienti si possano sentire un po più a loro agio. Perchè bisogna ricordarlo, quello del Santissima Annunziata è un reparto di diagnosi e cura non un carcere».

Da La Nuova sardegna, 17 gennaio 2012

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