Servono davvero questi mini Opg?

1450085_437022263070516_114287969_ndi Peppe Dell’Acqua e Silvia D’Autilia

Al 9 gennaio, i dati relativi alle presenze negli Ospedali psichiatrici giudiziari ci dicono che sono esattamente 280 (44 donne) i nostri concittadini “ospitati” negli Opg in esecuzione di una misura di sicurezza provvisoria. A quella stessa data risultano essere presenti in totale 894 internati nei sei Opg. Si tratta dunque del 31%, quasi un terzo, e per le donne la metà (44 su 87 totali).

Se i tribunali, in accordo coi Dipartimenti di salute mentale, in ottemperanza delle prescrizioni del codice di procedura penale e tenendo contro delle due sentenze della Corte Costituzionale, azzerassero il ricorso alla misura di sicurezza provvisoria, le presenze in Opg si ridurrebbero a 614.

Non senza meraviglia abbiamo constatato che il numero degli internati si è ridotto sensibilmente a meno di mille: circa 400 unità in poco più di tre anni. Pensiamo sia questo frutto della rinnovata attenzione che l’inchiesta Marino del 2010 ha acceso. E osiamo pensare a una maggiore presenza critica dei servizi di salute mentale e degli psichiatri nell’interrompere questo non ineluttabile determinismo che porta alla riproduzione dei meccanismi d’internamento.

In altri momenti StopOpg e il Forum di Salute Mentale vorranno interrogarsi con maggiore determinazione sulla prosecuzione del progetto di edificazione dei mini Opg. E anche chiedere ragione di un numero così elevato di posti letto, circa 1100, che si deduce dai singoli progetti regionali.

Che intanto si impedisca l’uso e l’abuso del ricorso all’art.  206 del codice penale è quanto immediatamente possibile fare. Anche questo StopOpg ha chiesto negli incontri al Ministero della Salute e al Ministero della Giustizia: impedire il ricorso al 206. Ma giĂ  il codice di procedura penale aveva tentato di farlo. Significherebbe ridurre certamente di poco la gigantesca orrenda insensatezza della persistenza degli Ospedali psichiatrici giudiziari e del ricorso davvero non necessario alle residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza (cosiddette “rems”).

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Un Commento a “Servono davvero questi mini Opg?”

  1. FESTINA LENTE
    Trovo estremamente utile poter disporre di dati non approssimativi sulla popolazione internata negli OPG, che può permetterci di porre in essere un ulteriore momento di critica costruttiva all’aberrazione portata dalle REMS,
    Oltre alla categoria riportata nell’articolo, dei soggetti sottoposti alle misure di sicurezza provvisoria, sono da aggiungere altre sottopopolazioni che rappresentano una diversificazione non solo in termini giuridici, ma pure psichiatrici, di cui non sembra chiara la quantificazione.
    Sono in sintesi gli internati per sopravvenuta infermitĂ  durante la carcerazione (art. 148 cp), con vizio parziale di mente (art, 219cp), minorati psichici (art. 111 DPR 230/2000), detenuti in accertamento di infermitĂ  psichica (art. 112 cp). Pur non avendo dati, immagino che la somma potrebbe abbattere ancora sensibilmente l’eventuale e non auspicabile ricorso alle REMS.
    Il direttore dell’OPG di Castiglione delle Stiviere ha riportato recentemente alcuni dati della struttura, dove la percentuale di internati realmente critici (ovviamente da definire la criticitĂ , comunque riferibile a difficoltĂ  di intervento piuttosto che rischio di violenza) si aggirerebbe intorno al 20% (ovviamente con la cautela, essendo dato riportato di verifica e di possibile fraintendimento da parte mia),
    Creo opportuno un impegno di approfondimento anche di questo aspetto nella ipotesi di poter orientare l’intervento dei DSM.
    Gianmaria Formenti

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