In Calabria continuiamo a lavorare e a discutere sulla salute mentale.

di Assunta Signorelli

Sono appena rientrata da una settimana in Calabria dove, nonostante i tempi, continuiamo a lavorare e a discutere sulla salute mentale. Oggi è stata una bella giornata si è concluso il processo per quanti avevano chiesto il rito abbreviato: don Luberto e i 4 medici, tutti condannati! Nei prossimi giorni invierò i particolari della sentenza relativa alla questione degli ospiti riconosciuti parte offesa! Bella giornata offuscata da quanto accaduto mercoledì notte contro le persone della comunità di Progetto Sud, un attentato vile e di pretto stampo mafioso che, solo per caso, non ha causato morti: sono stati manomessi i freni di due autovetture quella di Nunzia Coppedè, la presidente della FISH Calabria, e quella di un ragazzo che abita nella comunità. Il gesto non è stato rivendicato e questo rende il tutto ancora più oscuro, di certo si è voluto colpire l’impegno di tutto il gruppo dell’Associazione Progetto Sud onlus che da anni è rivolto contro la malavita organizzata ed a favore dei diritti dei più deboli: da un centro diurno a comunità di accolgienza a cooperative di servizi il lavoro si articola in modo continuo e trasparente in un territorio dove non esistono servizi e il malaffare nel socio sanitario è notizia quotidiana! Eppure giovedì notte eravamo insieme a mangiare, discutere e ragionare sul futuro in modo tranquillo e sereno: certo la preoccupazione era nell’aria ma come un elemento da tenere presente, qualcosa con cui fare i conti ma forte era per tutti e tutte la consapevolezza che non ci si ferma, che bisogna andare avanti e portare sempre di più tutto alla luce del sole! Trasparenza, coerenza ed etica è la cornice del lavoro di progetto sud e questo infonde in ciascuno e ciascuna una forza e un’autoconsapevolezza che non si lascia abbattere! Della serenità e della forza che questi giorni mi hanno dato voglio ringraziare pubblicamente Giacomo, Nunzia, Marina, Marco, Emma, Rita, Giuseppina, Francesca, Roberto e tutte le persone di via Conforti, del Dopo di Noi, della Cooperativa Agricola, del Centro Diurno e perdonatemi se dimentico alcune sigle e i tanti nomi! A queste esperienze tutti e tutte dobbiamo tanto, è importante tenere alta la tensione e far sì che di quanto accaduto mercoledì notte si parli, i giornali locali hanno dato poco o nullo spazio alla notizia, quindi invito gli aderenti al forum a diffondere la notizia e a dar vita ad iniziative che, come suggerisce Vito Inserra, obblighino i politici locali a impegnarsi seriamente su questo terreno e a non limitarsi a parole o gesti di circostanza, anche questi, in verità, a tutt’oggi pochi e poco significativi!

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