StopOpg Lombardia su Castiglione

Castiglione-120 marzo, ventesimo giorno.

L’intervento di Luigi Benevelli all’incontro : 31 marzo chiudono gli opg ¬†-¬†¬† apriamo i servizi

La Legge 81/2014, su cui Stoopg  dà un giudizio positivo, ha prorogato per la terza volta la chiusura degli Opg italiani, apportando significative modifiche al testo della precedente Legge 9/2012, in particolare:

  • spostando il focus delle iniziative dalle strutture – le Rems- alle persone con disturbo mentale che, al posto dell‚Äôinternamento manicomiale, diventano titolari di progetti terapeutici individuali;
  • indicando ai giudici, anche quelli di sorveglianza, di favorire misure di sicurezza alternative all‚Äôinternamento, sia per gli attuali internati, sia¬† per le persone con disturbo mentale¬† che¬† commetteranno¬† reato. Le¬† Regioni,¬† di¬† conseguenza,¬† ¬†sono state sollecitate a¬† rivedere¬† il¬† numero¬† dei¬† posti nelle¬† Rems¬† e¬† a convertire¬† il¬† budget¬† loro destinato verso la¬†¬† riqualificazione dei servizi di salute mentale;
  • sancendo¬† che la cosiddetta ‚Äúpericolosit√†¬† sociale‚Ä̬† non¬† pu√≤¬† essere¬† attribuita in base alle condizioni economiche della persona e, soprattutto, in relazione alla mancata presa in carico da parte dei servizi di salute mentale. Questo in contrasto con una situazione che vede gli Opg¬† “contenitori”, pi√Ļ che di pericolosi ‚Äúmatti criminali‚ÄĚ, ¬†di persone a basso potere contrattuale o espulse dal contratto sociale, o di persone che i servizi di salute mentale dimenticano o vogliono allontanare, ‚Äúgli ultimi degli ultimi‚ÄĚ come li definisce la sen. De Biasi;
  • affermando ‚Äúil dovere di documentare¬† ‚Äúin¬† modo¬† puntuale‚Ä̬† la¬† ‚Äúeccezionalit√†¬† e¬† transitoriet√†¬† del prosieguo del ricovero” dei pazienti per i quali √® stata accertata la persistente pericolosit√† sociale;
  • definendo che la durata della MS non pu√≤ superare il massimo della pena edittale prevista per quel¬† reato,¬† quindi¬† prevedendo¬† la¬† dimissione¬† per¬† decorrenza¬† dei¬† termini e¬† ponendo¬† fine¬† agli “ergastoli bianchi”.

Il nuovo scenario prevede quindi:

  1. La dimissione ai Dipartimenti di salute mentale delle persone dimissibili
  2. L’accoglienza e l’assistenza delle persone non dimissibili nelle Rems

La situazione nazionale

La relazione trimestrale al Parlamento del Ministero della Salute e di quello della Giustizia, presentata nell‚Äôautunno 2014 ha documentato che, nella loro maggioranza, le persone internate sono gi√† dimissibili e non dovrebbero quindi¬† sostare pi√Ļ in un Opg. Infatti, su 846 persone internate le Regioni hanno presentato n. 826 progetti individuali dai quali risulta che 476 persone (pi√Ļ del 50% del totale) sono dimissibili; che in numero di 140 sono quelle non immediatamente dimissibili per motivazioni cliniche, e non per pericolosit√† sociale, ( al riguardo andrebbe osservato che i disturbi mentali si curano meglio nel territorio invece che in manicomio o un suo succedaneo). La ‚Äúpericolosit√† sociale‚ÄĚ √® dichiarata solo per l‚Äô8%, quindi circa per 70 persone.

Al 30 novembre 2014 (dati della Relazione trimestrale presentata al Parlamento il febbraio scorso), il numero degli internati è sceso a 761 con una previsione di 450 persone da ospitare in strutture pubbliche o private accreditate.

Alla luce di questi numeri, le Regioni che hanno presentato progetti per l’attivazione complessiva di 900 posti letto di Rems dovrebbero rivedere i loro programmi dimezzando il numero dei letti e vincolando i finanziamenti in conto capitale e correnti  al potenziamento dei Dsm e alla implementazione dei Progetti terapeutico riabilitativi individuali. Queste le ragioni per cui, anche secondo Stopopg, non è necessario disporre la  proroga della chiusura degli opg dopo il 31 marzo 2015 perché non ci sono pronte le Rems. E siamo contenti che si sia deciso di non decretare la proproga.

Le scelte della giunta regionale lombarda

La Giunta regionale lombarda con la deliberazione n. X/1981/ 2014 aveva ‚Äúrimodulato‚ÄĚ il¬† programma di costruzione delle Rems,¬† ignorando la parte del dettato della legge 81/2014¬† che indicava percorsi per la chiusura degli opg diversi¬† dal mero allestimento di altri luoghi di internamento (Rems). La successiva Dgr¬† n¬į X/2989, adottata il 23.12.2014 Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per l‚Äôesercizio 2015 ha corretto le previsioni e gli impegni, abbandonando i progetti di Rems a Leno e Mariano Comense (ma non quello di Limbiate)¬† e scegliendo di¬† utilizzare quale sede di ‚ÄúRems provvisorie‚ÄĚ l‚Äôattuale sede dell‚Äôopg di Castiglione delle Stiviere. Quest‚Äôultimo,nel momento in cui sar√† svuotato delle presenze di pazienti di altre¬† regioni,¬† potrebbe¬† accogliere¬† tutti¬† gli¬† attuali¬† pazienti¬† con¬† residenza¬† lombarda, stimati in numero di 150,¬† in parte ancora internati negli altri¬† opg italiani. Per¬† quanto¬† riguarda¬† la¬† vigilanza/sorveglianza¬† la¬† A.O.¬† Carlo¬† Poma¬† di¬† Mantova¬† dovr√†¬† stipulare appositi accordi con la Prefettura. In¬† tale¬† quadro potr√†¬† essere¬† valutata¬† anche¬† la¬† possibilit√†¬† di accreditare quale struttura terapeutica i posti della SLiEV di Castiglione delle Stiviere, che gi√† dallo scorso anno non rientrava nel blocco degli accreditamenti in quanto legata al processo di superamento degli Opg. La stessa ¬†deliberazione X/2989 della Giunta regionale lombarda prevede la possibilit√† di attivare¬† non meglio precisati ‚Äúprogetti con il privato sociale‚ÄĚ.

Le scelte dell‚Äôamministrazione lombarda sono sostenute dalla convinzione, pare condivisa dal sottosegretario Vito De Filippo nell‚Äôintervista a ‚ÄúVita‚ÄĚ 4 marzo scorso, che l‚Äôopg di Castiglione sarebbe in grado, gi√† cos√¨ com‚Äô√®, di fornire la miglior assistenza possibile alle persone internate, tanto che i suoi operatori transiterebbero tutti, con qualche integrazione, nelle ‚ÄúRems provvisorie‚ÄĚ. Appare questa una ¬†posizione acritica e superficiale perch√© non si preoccupa ( e quindi temiamo non si occuper√†) di migliorare la qualit√† del lavoro e delle competenze degli stessi operatori dell‚Äôopg di Castiglione che, va ricordato, hanno maturato pratiche e culture professionali dentro una struttura storicamente comunque manicomiale. Ci pare grave che, secondo la giunta regionale, occuparsi di una persona internata in Opg non sia cosa diversa dall‚Äôoccuparsi di una persona ‚Äúospite‚ÄĚ di una Rems, sia pure ‚Äúprovvisoria‚ÄĚ. Inoltre la questione ‚Äúsalute mentale in carcere‚ÄĚ continua a rimanere scollegata, separata rispetto al lavoro territoriale per la salute mentale rivolto all‚Äôintera popolazione, ma pi√Ļ in generale la deliberazione si muove dentro una logica di ‚Äúassistenza psichiatrica‚ÄĚ pi√Ļ che di ‚Äúsalute mentale‚ÄĚ.¬† Ne¬† sono esempio la sottovalutazione dell‚Äôimportanza dei fattori extraclinici¬† nei percorsi di salute mentale,¬† l‚Äôassenza di ogni riferimento agli interventi sociali e al loro ruolo nella psichiatria di comunit√† (come appassionatamente argomentato da Luigi Colaianni), l‚Äôimbarazzo intorno alla introduzione dei budget di salute , la marginalit√† dei Sindaci nel governo dei servizi alla persona.

Stopopg Lombardia ritiene che la revisione in corso dei servizi socio-sanitari-assistenziali  lombardi sia una occasione per portare:

-          alla costituzione in ogni Dsm di Unità operative per la salute mentale in carcere con il compito anche di promuovere e gestire le misure di sicurezza alternative al carcere, con attribuzione della quota principale delle risorse assegnate per la chiusura degli opg e la qualificazione/formazione degli operatori dedicati;

-          alla sospensione del programma di Rems da ricavare dall’opg di Castiglione delle Stiviere, in attesa dell’accertamento del reale fabbisogno; all’abbandono del progetto di Rems nell’area del manicomio di Limbiate.

Stopopg Lombardia esprime la sua contrarietà alle scelte che vedrebbero l’opg di Castiglione diventare l’unico punto di riferimento per la psichiatria penitenziaria dell’intera Italia Nord occidentale (tutti i pazienti da Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria), a scapito della garanzia di un diritto alla cura da esercitare nella dimensione locale, nel rapporto diretto con i servizi territoriali di salute mentale.

Sappiamo tutti benissimo che ‚Äúnon vi √® partita‚ÄĚ fra Castiglione e gli altri 5 opg ‚Äústatali‚ÄĚ (del resto √® sempre stato oggetto di invidia e proteste da parte degli altri opg perch√© da solo si portava via met√† delle risorse dedicate del Ministero della Giustizia)¬† e che Castiglione¬† ha accumulato una esperienza unica, con cui bisogna fare i conti,¬† per il trattamento in regime ospedaliero di pazienti con diagnosi psichiatrica autori di reato. Quindi massimo rispetto per gli operatori di Castiglione che oggi possono tirare un sospiro di sollievo dopo aver temuto la perdita di posti di lavoro.

Ma bisogna tenere a mente che l‚Äôopg di Castiglione/Ghisiola √® comunque un manicomio, gestito secondo regolamenti che legittimano la coazione farmacologica, meccanica, architettonica, non perch√© gli operatori siano dei¬† sadici, ma perch√© tale √® il mandato custodialistico sociale (e della Giustizia). Per questo se si vogliono ‚Äúsuperare‚ÄĚ davvero gli opg, bisogna che tutti gli operatori, sanitari e non, imparino a lavorare in modo non manicomiale, secondo le culture della salute mentale, accompagnando le persone in percorsi di vita che aprano al riscatto e alla speranza, come si √® fatto (quando √® stato fatto) per la chiusura dei manicomi ‚Äúcivili‚ÄĚ.

√ą qui il senso della critica a Regione Lombardia, quando ritiene ( e si illude) di aver risolto il problema del superamento dell‚Äôopg¬† da una parte ‚Äúcambiando la targa‚ÄĚ dell‚Äôistituto della Ghisiola, e dall‚Äôaltra, favorendo la diffusione di culture securitarie¬† negli attuali Dsm: la questione delle contenzioni meccaniche negli Spdc lombardi e dei ‚Äúprotocolli‚ÄĚ che le legittimano, ne √® il simbolo.

Quindi, per favore, per evitare che le Rems diventino piccoli manicomi violenti, si diffondano e si adottino le culture della ‚Äúpsichiatria di relazione e di comunit√†‚ÄĚ, dei diritti, del protagonismo delle persone con disagio psichiatrico, di cui ancora recentemente ci ha parlato Eugenio Borgna, si¬† impari nei Dsm lombardi a costruire e gestire con competenza i ‚Äúbudget di salute‚ÄĚ.

Il 9 scorso a Milano, in Prefettura, ho partecipato all‚Äôaudizione della Commissione senatoriale¬† che sta visitando alcuni opg. In quella sede gli psichiatri ‚Äúufficiali‚ÄĚ presenti hanno assunto una posizione reticente e difensiva , e me ne dispiace: tutti si sono definiti ‚Äúclinici‚ÄĚ, come a ¬†escludere di potersi dire magari ‚Äúbiologici‚ÄĚ o ‚Äúsociali‚ÄĚ o ‚Äúrelazionali‚ÄĚ, (se continua cos√¨ √® il caso che la Societ√† italiana di psichiatria assuma il nome di Societ√† italiana di psichiatria clinica), arroccandosi nella responsabilit√† della ‚Äúdiagnosi‚ÄĚ e della ‚Äúcura‚ÄĚ per lo pi√Ļ farmacologica, evitando il ‚Äúprendersi cura‚ÄĚ, che comporta lo sporcarsi le mani¬† con le vite di cittadini¬† con gravi problemi di salute, di condotta e ‚Äútenuta‚ÄĚ sociale.

Fra i¬† problemi pi√Ļ rilevanti sollevati dagli stessi¬† psichiatri ‚Äúufficiali‚ÄĚ, il conflitto con i colleghi che si occupano di dipendenze patologiche e di disabilit√† mentali perch√© non √® chiaro chi comanda nei casi di ‚Äúdoppia diagnosi‚ÄĚ o per ‚Äúschivare‚ÄĚ le grane delle gestioni dei casi difficili. Non √® dato sapere quali siano le opinioni sulla questione dei medici che si occupano delle dipendenze e delle disabilit√†, se qualcuno si sia dato da fare per interpellarli.. Al riguardo √® da osservare comunque che se √® difficile lavorare in squadra, lo √® ancora di pi√Ļ se si appartiene ad Aziende diverse. Ma viene da chiedere se non ci si ricorda di aver condiviso, molti con entusiasmo, la scelta di Formigoni di separare gli ospedali dal territorio e di far entrare i Dsm nelle Aziende ospedaliere, lasciando¬† Sert e servizi per disabili nelle Asl.

Il lavoro per la manutenzione della legge 81/2014 richiede di andare a visitare i ‚Äúgroppi‚ÄĚ di interessi corporativo-professionali che si sono consolidati e legittimati da pi√Ļ di un secolo a questa parte. Mi riferisco, per fare alcuni esempi, alle questioni dei ‚Äúsignori delle perizie‚ÄĚ, delle relazioni fra gli stessi e taluni magistrati, della magistratura con gli psichiatri dei Dsm, del fare della misura di sicurezza un t.s.o lungo, potenzialmente infinito, un‚Äôidea su cui¬† qualche anno fa aveva lavorato¬† l‚Äôon. Ciccioli nella sua proposta di revisione della legge 180/78. Per non parlare della riforma dei Codici.

Per contribuire alla costruzione e messa a punto di una adeguata presa in carico della qualità delle vite e dei destini di vita dei cittadini con diagnosi psichiatrica e  autori di reato, Stopopg Lombardia chiede alla giunta regionale di rendere note le informazioni circa:

  • quanti sono i cittadini lombardi attualmente¬† internati in opg per i quali i Dsm abbiano presentato i progetti individuali¬† di dimissioni, e quale sia la loro distribuzione per Dsm;
  • quanti sono i cittadini lombardi per il quali sia stata dichiarata la pericolosit√† sociale, e quale sia la loro distribuzione per Dsm;
  • come vivono, dove sono collocati i cittadini lombardi¬† autori di reato in misura di sicurezza provvisoria e definitiva dimessi dagli Opg¬† nel biennio 2013-2014, quali problemi siano sorti e come siano stati affrontati
  • quanti siano gli operatori dei Dsm lombardi attivi nel lavoro per la salute mentale nelle carceri¬† e quante siano¬† le ore settimanali degli stessi¬† messe a disposizione
  • quali siano le sedi e i contenuti dei programmi di formazione/aggiornamento degli operatori dei Dsm lombardi impegnati nella gestione dei progetti individuali delle persone con disturbi mentali ristrette nella libert√†.

Stopopg Lombardia chiede infine che:

  • sia rivista radicalmente, in coerenza con i dati reali di fabbisogno e delle indicazioni della legge 81,¬† anche la deliberazione del dicembre 2014, in particolare per quanto riguarda il numero dei letti di Rems da attivare;
  • sia fatta chiarezza sull‚Äôapertura a non meglio specificati ‚Äúprogetti del privato sociale‚ÄĚ
  • siano introdotti da subito nella gestione del complesso percorso indicato elementi di trasparenza, e non solo per gli aspetti legati agli appalti dei lavori, a partire dalla costituzione della Consulta e dell‚ÄôUfficio per la salute mentale regionale che ne sia responsabile
  • a livello nazionale sia attivato un gruppo di valutazione indipendente, autonomo rispetto ai servizi impegnati nella gestione della chiusura degli opg che monitori i trattamenti, il triste fenomeno delle contenzioni meccaniche e non, i percorsi di vita delle persone liberate dall‚Äôinternamento rese protagoniste di opportunit√† di inclusione abitativa, lavorativa, sociale e affettiva
  • si eviti che, chiusi gli opg, si creino ‚Äúpacchi‚ÄĚ di persone gravemente disabilitate dall‚Äôinternamento e a basso potere contrattuale¬† da collocare nel mercato dell‚Äôassistenza. Perch√© questo non accada √® utile e necessario adottare il sistema dei Budget di salute che, sulla base delle necessit√† delle singole persone, mette insieme il meglio delle buone pratiche del privato sociale e del sistema pubblico, ¬†valorizza le potenzialit√† della persona attraverso il lavoro, la relazione con il territorio e l‚Äôambiente. ¬†Quello del Budget di salute √® un sistema dove ognuno mette del suo, ciascuno investe una parte importante per raggiungere l‚Äôobiettivo comune di consentire l‚Äôesercizio dei diritti sociali. Riteniamo che le risorse finanziarie utilizzate finora per segregare le persone negli opg dovrebbero essere utilizzate per offrire ad ognuna di loro accoglienza, cura e inclusione nel proprio territorio, un lavoro, ¬†una casa con il suo nome e cognome nel campanello, uno spazio in cui possa ricostruire la socialit√† e l‚Äôaffettivit√† (un nome, un volto).

Rimane ¬†la questione della necessit√† di riformare il Codice penale¬† attraverso la revisione critica del processo penale in cui mantiene un ruolo centrale una psichiatria istituzionale fondata sugli assunti del positivismo tardo ottocentesco e del costituzionalismo della scuola di Pende che fu l‚Äôideologia di riferimento del razzismo fascista (v. l‚Äô istituto della ‚Äúperizia‚ÄĚ, la questione della ‚Äúpericolosit√† sociale‚ÄĚ; la misura di sicurezza).

In conclusione:

Chiudere gli opg senza proroghe e senza trucchi

Nominare un Commissario per l’attuazione della legge 81/2014

Fermare i nuovi ingressi

Favorire le dimissioni adottando le buone pratiche per la salute mentale e una buona integrazione delle attività socio-sanitarie a livello locale

Evitare che al posto dell’opg siano attivate strutture ancora  manicomiali

Liberare le poche decine donne internate (10 giorni fa era l’8 marzo)

Luigi Benevelli, Milano, 18 marzo 2015

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