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Quale psichiatria? La complessità e l’urgenza per la salute mentale lunedì, luglio 19th, 2021
di Kevin Nicolini. Lo scorso 3 luglio sono stato invitato, assieme al dottor Franco Rotelli (ex direttore dell'Azienda Sanitaria di Trieste), dall'associazione ...
La salute mentale ha bisogno di comunità, ma il modello basagliano è sotto attacco sabato, luglio 17th, 2021
di Marco Dotti da Vita, 13 luglio L'esperienza socio-sanitaria di Trieste, nata dalla lezione di Basaglia, è a rischio. Che cosa sta succedendo a Trieste? Ne parliamo con la psichiatra Maria Grazia Cogliati Dezza C'è un modello, riconosciuto, che unisce cura, comunità, persona, inclusione sociale. È il modello che, a Trieste, inevitabilmente si lega a un'esperienza: quella basagliana di critica delle istituzioni totali e di pratica dell'essere presenti sul territorio, nei quartieri, in quei margini e periferie esistenziali dove si generano disagio e disuguaglianze. Eppure questo modello è oggi al centro di numerosi attacchi. Per tante ragioni: economiche, ideologiche, politiche e culturali.Ne parliamo con Maria Grazia Cogliati Dezza, psichiatra, già responsabile del Distretto 2 e coordinatrice socio sanitaria dell'Azienda sanitaria triestina.
Trieste e l’eredità di Basaglia sabato, luglio 17th, 2021
di Federico Leoni da Doppio Zero, 13 luglio Il lungo addio Trieste è sottosopra. La notizia è che il nuovo direttore della psichiatria triestina è figura destinata a segnare una netta discontinuità rispetto alla storia del luogo. Storia prestigiosa, legata alla presenza di Franco Basaglia, alle battaglie che lo avevano visto protagonista negli anni sessanta e settanta. Legata alla chiusura dei manicomi da lui fortemente propugnata e realizzata, e alla creazione di un modello di gestione della salute mentale modernissimo. A quarant'anni di distanza, viene giudicato da vari osservatori internazionali tra i migliori al mondo. Storia prestigiosa ma a quanto pare in via di dismissione. È l’ultimo atto di un lungo addio. Il recente concorso per il rinnovo della direzione di uno dei servizi chiave della psichiatria triestina, a cui erano iscritti una decina di candidati, ha visto perdente, tra gli altri, uno psichiatra triestino cresciuto all'interno di quel modello e impegnato da trent’anni nella sua difesa e nel suo rinnovamento, Mario Colucci, una figura di clinico e di ricercatore di levatura indiscussa. E ha visto vincitore uno psichiatra, Pierfranco Trincas, legato a tutt'altro modello, quello oggi prevalente in ogni città italiana, europea, occidentale. Modello non basagliano ma farmacologico, probabilmente contenitivo, certamente riduzionistico. In altri termini: psicofarmaci a gogò; pazienti legati ai letti; riduzione di quella cosa complessa e sfuggente che chiamiamo follia, intreccio inestricabile di vicende singole e collettive, enigma pieno di senso anche se difficilmente districabile, a un puro e semplice guasto biochimico.
In Friuli a rischio il modello basagliano venerdì, luglio 16th, 2021
di Linda Caglioni da Il fatto quotidiano, 4 luglio 2021 Nelle scorse settimane è diventato direttore del Centro di salute mentale 1 di Trieste Pierfranco Trincas, medico sardo non basagliano. La denuncia: "Aveva punteggio inferiore degli altri candidati". E il timore è che la nomina rientri in un più ampio progetto di erosione dei servizi di sanità pubblica a favore di un ulteriore avvicinamento al prototipo di medicina privata. Le testimonianze raccolte da ilfattoquotidiano.it di medici, familiari e pazienti “Non creiamo altri luoghi fatti per legare le persone”. Benedetto Saraceno, segretario generale dell’Institute of Global Mental Health di Lisbona, è tra coloro che sono intervenuti alla conferenza nazionale per la salute mentale. Un appuntamento programmato da diverso tempo e che si è tenuto in un momento in cui la psichiatria è tornata a essere di grande attualità, dopo che in Friuli-Venezia Giulia alcuni medici basagliani hanno denunciato presunte irregolarità in un concorso per la nomina del direttore del Centro di salute mentale 1 di Trieste. Dalla selezione, a cui hanno partecipato circa una decina di candidati, è uscito vincitore Pierfranco Trincas, medico sardo non basagliano che, prima della fase orale avvenuta a porte chiuse, partiva con un punteggio inferiore rispetto ai colleghi professionalmente cresciuti seguendo le tracce di Franco Basaglia, lo psichiatra che 40 anni fa chiuse definitivamente i cancelli dei manicomi.
Revisionare la 180, un antico sogno della S.I.P. martedì, luglio 13th, 2021
Di Antonio Lucchetti – psichiatra, Bolzano Risulta piuttosto curioso come la Società Italiana di Psichiatria abbia deciso di partecipare al dibattito pubblico che si è recentemente aperto, in occasione di un concorso svoltosi a Trieste per l’assegnazione di un posto di primario di struttura complessa, prima, e attorno alla seconda Conferenza Nazionale per la Salute Mentale indetta dal Ministero della Salute, poi, sottraendosi di fatto a un confronto diretto ma favorendo comunicazioni in backstage inviate in via del tutto privata a una lista di contatti di cui io, non so in che modo, faccio parte. Il tentativo piuttosto goffo di informare il proprio esercito di addetti ai lavori, sottraendoli al contempo al dibattito nella sua interezza mi sembra, a questo punto, collegato più all’intenzione di mantenere un potere, mistificando, piuttosto che corrispondere a una vera intenzione di confronto su saperi e pratiche nell’interesse della collettività. La email che mi è arrivata, diventata nel suo contenuto poi pubblica, postata sui social e leggibile da molti, veniva spacciata come una risposta alla intervista di Simonetta Fiori  ad Alberta Basaglia su La Repubblica del 15 giugno scorso dal titolo “Se muore il sogno di mio padre Franco Basaglia”, nel quale veniva espressa la preoccupazione che in Friuli Venezia Giulia fosse attiva un’operazione, a cornice politica, di attacco dell’esperienza cosiddetta basagliana in psichiatria, e della rete dei servizi  di medicina di territorio più in generale.
IL CAMBIAMENTO TRADITO domenica, giugno 6th, 2021
Da "Repubblica Salute", 29 maggio 2021 Il cambiamento tradito Luigi Manconi torna sulla questione del deterioramento delle pratiche di salute mentale con un suo articolo su La Stampa di qualche giorno fa (17 maggio). La lista delle cattive pratiche riscontrabili in molti servizi di salute mentale riesce davvero impressionante. E dolorosa per chi, come tanti di noi, non hanno mai smesso di pensare le persone, i cittadini con l’esperienza del disturbo mentale, al centro delle cure “umane e gentili” che il cambiamento legislativo di quasi mezzo secolo fa voleva garantire. Negata l'istituzione, com’è accaduto in tutto il nostro paese, e meglio, nella concretezza delle pratiche territoriali, in tante realtà locali, bisognava da subito interrogarsi sul che fare, su che cosa poteva voler dire dare continuità al lavoro di critica e di distruzione del manicomio. Sta qui il nodo cruciale che non abbiamo potuto evitare e che non finirà mai di interrogarci: come, negata l’istituzione della psichiatria, pensare, progettare, montare le nuove istituzioni della salute mentale. Ecco il compito, direi l'urgenza, che, impreparati, abbiamo dovuto affrontare.
Quando i manicomi erano una fabbrica martedì, dicembre 15th, 2020
Di Luigi Benevelli È interessante, ma soprattutto importante la discussione innescata dalla bella recensione di Paolo Peloso al libro di Ernesto Venturini sulla fine dell’esperienza goriziana di Franco Basaglia. Secondo me, al fondo delle scelte allora fatte dal gruppo ...
La città che cura. Viaggio nelle periferie della salute mercoledì, dicembre 9th, 2020
Di Francesca de Carolis [articolo uscito su remocontro] Se c’è una cosa che la pandemia di questi nostri giorni ha svelato è «il fallimento del sistema sanitario, ospedale al centro e tanto privato, in alcune regioni più che in altre…e ...
Salute mentale, la legge 180 ancora disapplicata in alcune regioni italiane martedì, ottobre 13th, 2020
[articolo uscito su redattoresociale.it] La denuncia di Legacoopsociali in occasione della Giornata mondiale della Salute mentale. «Aumentano i casi seguiti, diminuiscono gli operatori, secondo una logica miope di riduzione della spesa pubblica». E preoccupa che ci sia ...
Chi non ha, non è giovedì, agosto 6th, 2020
Di Daniele Piccione La scomparsa di Sergio Zavoli ingenera un senso di smarrimento in chi l'ha conosciuto. Ne discende il senso di una perdita aggravata da un rilievo che è spia della sua statura di spettatore di un secolo di storia ...
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