Basaglia
40#180: GORIZIA 1961. Con Antonio Slavich, là dove tutto ebbe inizio mercoledì, giugno 13th, 2018
di Paolo F. Peloso Ha fatto molto bene l’editore Alphabeta di Merano a proporre quest'anno nella collana 180 (e dove sennò?) diretta da Peppe Dell’Acqua con consulente Pier Aldo Rovatti il libro postumo di Antonio Slavich All’ombra dei ciliegi giapponesi[i]. ...
19 Giugno 2018 convegno sul 40° della legge Basaglia martedì, giugno 12th, 2018
depliant convegno 40 LEGGE BASAGLIA PROGETTO-OBIETTIVO...
40#180: Le parole di Franco Basaglia lunedì, giugno 11th, 2018
di Massimo Bucciantini Le quattordici conferenze che tenne in Brasile a giugno e novembre del 1979 sono il testo di Basaglia più conosciuto fuori dall’Italia. E al tempo stesso – come osserva Maria Grazia Giannichedda – sono «il modo migliore ...
“Chissenefrega”, il libro del Pulizer Powers che racconta la malattia mentale sabato, giugno 9th, 2018
di PEPPE DELL'ACQUA* È il viaggio del giornalista e scrittore nel mondo delle cure Usa. I suoi due figli i sono ammalati di schizzofrenia, uno si è suicidato. Da lì è iniziata in cammino drammatico durante il quale ha ...
Libri bellissimi anche per chi non si occupa di manicomi martedì, maggio 29th, 2018
Piccoli passi, muri ridipinti, uniformi sostituite da vestiti, giri in Cinquecento, per gente che aveva preso solo ambulanze di Adriano Sofri Ho incontrato Peppe Dell’Acqua, che è sempre un piacere. Dell’Acqua (Solofra, 1947) è dei protagonisti della rivoluzione che aprì i manicomi e volle trasformare i matti in cittadini. L’esperienza di Dell’Acqua è legata soprattutto a Trieste, città nella cui lingua covava una bella premessa, perché a Trieste si dice “matto” per dire una persona, “un bon mato” per dire una brava persona. Lui l’ha raccontata nei suoi libri, in particolare “Non ho l’arma che uccide il leone. La vera storia del cambiamento nella Trieste di Basaglia e nel manicomio di San Giovanni”. Dal 2010 ha inaugurato una collana, “180. Archivio critico della salute mentale”, Edizioni Alpha Beta, Merano, che è diventata lo strumento più ricco per chi abbia interesse alla questione della salute mentale.
L’Avvenire e la 180: Tre Articoli su Basaglia martedì, maggio 29th, 2018
Proponiamo tre articoli significativi su Basaglia e la 180 per una rubrica in collaborazione con L'Avvenire Così il malato divenne un cittadino Mi portai via quei dieci fantasmi Basaglia: Il sistema ...
40#180 L’anno che cambiò il volto della sanità italiana sabato, maggio 26th, 2018
Di Pietro Greco Nell’anno 1978, quarant’anni fa, la sanità italiana cambiò radicalmente volto. Era tra le meno moderne d’Europa, divenne la più avanzata. Con tre mosse affatto nuovo: il 13 maggio, appena quattro giorni dopo l’assassinio di Aldo Moro e il ...
40#180 Dal caso Moro alla legge Basaglia quarant’anni dopo, è l’anno che verrà sabato, maggio 26th, 2018
Di Ilaria Romeo “Meno botti del solito a mezzanotte – annota nel suo diario l’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti alla data del primo gennaio 1978 – Sono grato ai silenziosi perché il mio anno si inizia con un mal di ...
40#180 Un’ora sola ti vorrei sabato, maggio 26th, 2018
Franco Basaglia avrei voluto conoscerlo, e Rosa non era soltanto la più bella del paese di Valentina Furlanetto “Un’ora sola ti vorrei” cantava Fedora Mingarelli nel 1938. Franco Basagliaaveva 13 anni, viveva a Venezia, quartiere san Polo, secondo di tre figli, buona borghesia veneziana. A una sessantina di chilometri di distanza, in piena campagna veneta, anche Rosa aveva 13 anni. Seconda di cinque, famiglia di contadini, pochi libri, molti calli alle mani. Rosa già allora era la più bella del paese, aveva profondi occhi scuri, zigomi alti e pronunciati, lunghe trecce castane. Nelle foto è la più alta, la più altera. Quattro anni dopo Franco Basaglia studiava al liceo classico di Venezia e Rosa camminava sul ciglio della strada, dieci chilometri al giorno all’andata e dieci al ritorno, per andare in fabbrica. Aveva 17 anni, era sempre la ragazza più bella del paese, le sue sorelle la rimproveravano perché era vanitosa e aveva la testa fra le nuvole. Faceva l’operaia in filanda. Camminava diritta e fiera lungo la strada quando venne investita da un’auto, il conducente scappò
40#180: “E mi no firmo”, così cominciò la rivoluzione gentile della 180 mercoledì, maggio 23rd, 2018
Di Toni Jop Un po’ si giocava e un po’ no. Ma Franco stava steso sul suo letto, da un tempo che lui non percepiva con chiarezza, nella casa di Piscina San Samuel, a Venezia e attorno a lui andavano e ...
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