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		<title>Marino: negli ospedali psichiatrici giudiziari i detenuti legati ai letti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 07:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) ROMA &#8211; La descrizione evoca immagini datate almeno due secoli fa, quando non si aveva cognizione dei principi base della psichiatria e della riabilitazione della pena e &#8221;i pazzi&#8221; erano tenuti reclusi nei manicomi criminali. Internati seminudi legati per i polsi e le caviglie ai letti, celle per nove e lenzuola ingiallite e impregnate: &#8216;&#8217;scene ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/marino-negli-ospedali-psichiatrici-giudiziari-i-detenuti-legati-ai-letti/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) ROMA &#8211; La descrizione evoca immagini datate almeno due secoli fa, quando non si aveva cognizione dei principi base della psichiatria e della riabilitazione della pena e &#8221;i pazzi&#8221; erano tenuti reclusi nei manicomi criminali. Internati seminudi legati per i polsi e le caviglie ai letti, celle per nove e lenzuola ingiallite e impregnate: &#8216;&#8217;scene ottocentesche&#8221; ha riassunto Ignazio Marino, che presiede la Commissione d&#8217;inchiesta sul Servizio Sanitario che sta conducendo ispezione nei sei ospedali psichiatrici giudiziari. &#8221;La situazione peggiore nell&#8217;Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) ispezionati l&#8217;11 giugno scorso&#8221;, ha denunciato Marino. Una condizione che il direttore della strutture, Nunziante Rosania, ha spiegato alla Commissione come un mix di carenza di fondi e ritardi della politica: &#8221;in sette anni il budget e&#8217; stato piu&#8217; che dimezzato e l&#8217;istituto e&#8217; rimasto in mezzo al guado, in attesa del passaggio della sanita&#8217; penitenziaria dal ministero delle Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale&#8221;. Nell&#8217;istituto siciliano celle luride e affollate al di la&#8217; della soglia di tollerabilita&#8217;, internati seminudi sotto l&#8217;evidente effetto di forti dosi di psicofarmaci, penuria di agenti della polizia penitenziaria e pressoché assenza di medici e psicologi, contenzioni operate &#8211; come emerge anche dai referti della struttura, agli atti dell&#8217;inchiesta &#8211; per un periodo di tempo che va da quattro ai cinque giorni e motivate da una semplice dichiarazione di necessita&#8217;. Quando la delegazione di parlamentari ha ispezionato la struttura almeno un detenuto era legato al letto, &#8216;&#8217;scarsamente sedato, perche&#8217; in grado di rispondere, coperto da un lenzuolo ma completamente nudo, con polsi e caviglie strettamente legati agli assi metallici del letto&#8221;, ha spiegato durante una riunione della Commissione il senatore Michele Saccomanno, che ha compiuto l&#8217;ispezione assieme ai Nas. E, particolare forse piu&#8217; raccapricciante, &#8221;il letto era, oltre che arrugginito, predisposto con un foro centrale per feci e urina a caduta libera in una pozzetta posta in corrispondenza sul pavimento&#8221;. La Regione Sicilia si scagiona da ogni colpa: &#8221;non ha ancora nessuna competenza nella gestione della medicina penitenziaria perche&#8217; e&#8217; in attesa delle decisioni della commissione paritetica Stato-Regioni&#8221;. E proprio da questa giustificazione muove la sua critica Livia Turco che considera &#8221;gravissimo&#8221; che il governo siciliano non abbia ancora provveduto a &#8221;rendere concreto il diritto di cura per tutti, anche per chi ha gravi problemi o sta in carcere&#8221;. Ma quello della struttura messinese non e&#8217; l&#8217;unico caso. Nell&#8217;inchiesta condotta nei sei Opg italiani (Aversa, Napoli Sant&#8217;Eframo, Reggio Emilia, Castiglione delle Stiviere, Barcellona Pozzo di Gotto e Montelupo Fiorentino), nei quali 1.305 persone su un totale di 1.535 sono internate (ossia non scontano una pena per un reato ma sono recluse in ragione di una dichiarazione di pericolosita&#8217;) e&#8217; stato riscontrato un altro caso limite con condizioni igieniche oltre il limite della decenza ad Aversa. Dove i detenuti per tenere in fresco l&#8217;acqua da bere le conservano nei water. Su questo istituto si era gia&#8217; puntata l&#8217;attenzione del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d&#8217;Europa. Ora si attendono le conclusioni dell&#8217;inchiesta parlamentare.</p>
<p>(di Melania Di Giacomo)</p>
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		<title>Caso Mastrogiovanni. Quando l&#8217;indifferenza è un reato morale</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 21:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamane è cominciato il processo che vede imputato il personale medico coinvolto nella morte di Francesco Mastrogiovanni. Ben presto davanti al tribunale di Vallo ha preso forma e sostanza il gruppo di sensibilizzazione organizzato dal Comitato &#8220;Verità e giustizia per Franco&#8221;: c&#8217;erano, oltre alle persone di Vallo e dintorni (una ventina), una delegazione salernitana composta ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/caso-mastrogiovanni-quando-lindifferenza-e-un-reato-morale/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane è cominciato il processo che vede imputato il personale medico coinvolto nella morte di Francesco Mastrogiovanni. Ben presto davanti al tribunale di Vallo ha preso forma e sostanza il gruppo di sensibilizzazione organizzato dal Comitato &#8220;Verità e giustizia per Franco&#8221;: c&#8217;erano, oltre alle persone di Vallo e dintorni (una ventina), una delegazione salernitana composta dai vari centri sociali e Sinistra Critica, l&#8217;USI, il sindacato anarchico, e il circolo Malatesta di Ancona che ha prodotto un volantino.</p>
<p>Presenti anche moltissime associazioni che si occupano di salute mentale, tra cui il Telefono Viola, il Centro Relazioni Umane di Bologna, e qualche giornalista e qualche artista noto (uno, per la precisione: Angelo Loia).</p>
<p>Tutti hanno discusso e denunciato la condizione disumana cui viene costretto chi si rivolge al servizio sanitario per l&#8217;igiene mentale: tra i presenti anche il compagno di stanza di Franco, tenuto in contenzione anch&#8217;egli per diversi giorni, che dichiara: &#8220;Franco è morto, potevo esserci io al suo posto&#8221;, e il suo sguardo mi trapassa il cuore.</p>
<p>La moglie, prima timida, poi prende coraggio: oggi la novità è che si parla di reparto psichiatrico senza la vergogna del paziente. Si vergogna chi sta &#8220;dall&#8217;altra parte&#8221;, chi è &#8220;normale&#8221;.</p>
<p>Le immagini del video mi tormentano, non lo nascondo, mi hanno creato una specie di buco interno che mi fa sudare freddo la schiena, mi sembra di sentirle quelle fasce sui polsi, l&#8217;aria mi pare viziata dall&#8217;odore di disinfettante e sudore. Mi sembra di vedere gli occhi di Franco. Mi sembra di sentirne le urla. Questo pensiero mi accompagna fisso durante questi giorni, quelli che hanno preceduto l&#8217;udienza e oggi, che questa ha avuto luogo, ho rilevato come ogni faccenda umana che finisce in tribunale si trasforma da scandalosa in ordinaria.</p>
<p>Queste le premesse che covano nel mio animo, che mi hanno accompagnato durante la mattinata. Questo ciò che ha dato colore al mio sguardo nell&#8217;osservare gli imputati presenti ridacchiare o lanciare sguardi che manco una tifoseria avversaria negli occhi umidi di Caterina, la sorella di Franco, che invece ha pianto composta, ha sperato con discrezione, è stata in un angolo. A differenza di alcuni imputati, una in particolare si aggirava per l&#8217;aula nascosta da occhialoni da diva, non mancando di dispensare sorrisi: se glielo avessero chiesto, probabilmente, avrebbe rilasciato di buon grado anche autografi.</p>
<p>C&#8217;è una responsabilità in questa storia, per dichiarare la quale non c&#8217;è bisogno di aspettare che la giustizia faccia il suo corso: è della società. La società non è un concetto fumoso che comprende tutto e niente, la società è somma di persone.</p>
<p>Penso a quelli che non si sentono indignati per questa storia, tutti quelli che non dichiarano a gran voce che dei medici così non li vogliono, che quella sciatteria che dal video prende corpo in maniera evidente non è una cosa legittima. In un ospedale, a maggior ragione. Non è eticamente corretto agire in quel modo.</p>
<p>Tutti quelli che non saltano dalla sedia al solo pensiero, sono sul banco degli imputati.</p>
<p>Ce li metto io, che non essendo nessuno ho pur sempre un dovere, quello di raccontare cosa accade. La notizia di oggi è questa: l&#8217;indifferenza è un reato morale.</p>
<p>Se non avete speso un pensiero per Franco, l&#8217;avete ucciso anche voi, contribuendo a formare una società fatta di individui non più umani.</p>
<p>Le lacrime che ho speso per Franco, per Riccardo Rasman, Giuseppe Casu (morto in seguito ad un trattamento sanitario obbligatorio che lo ha visto legato al letto per sette giorni consecutivi), Edmond Idehen, Roberto Melino, soltanto alcuni di una lunga lista di morti avvenute all&#8217;interno di reparti psichiatrici, bruciano dall&#8217;impotenza di non poter fare granché, ma con la loro consistenza mi rendono umanità, intesa come complesso di doti e sentimenti che si ritengono propri dell&#8217;uomo e lo distinguono dalle belve.</p>
<p>&#8220;Perché Mastrogiovanni non buca il diaframma del nazionale?&#8221; ha chiesto un giornalista, quasi tra sé e sé, intendendo esprimere con questa metafora forse un rammarico per il fatto che i media a respiro nazionale non hanno dato all&#8217;episodio l&#8217;attenzione che merita, accantonandolo subito dopo lo scalpore iniziale.</p>
<p>Perché forse la maggior parte della gente ragiona come quei medici, mi rispondo.</p>
<p>Tullia Conte • 28 giugno 2010</p>
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		<title>L&#8217;assurda fine di un maestro elementare</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 19:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone e cattive pratiche]]></category>
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		<category><![CDATA[dalla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Michele Fumagallo
Francesco Mastrogiovanni 30 anni fa era stato accoltellato a una gamba da fascisti a Salerno. Per difenderlo l&#8217;anarchico Marini colpì a morte Carlo Falvella. È morto dopo essere stato fermato e sottoposto a Tso a Vallo della Lucania
Ci sono vite che sembrano destinate a portare sulle spalle il dolore del mondo e altre ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/lassurda-fine-di-un-maestro-elementare/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Michele Fumagallo</p>
<p>Francesco Mastrogiovanni 30 anni fa era stato accoltellato a una gamba da fascisti a Salerno. Per difenderlo l&#8217;anarchico Marini colpì a morte Carlo Falvella. È morto dopo essere stato fermato e sottoposto a Tso a Vallo della Lucania</p>
<p>Ci sono vite che sembrano destinate a portare sulle spalle il dolore del mondo e altre che sembrano destinate a procurare un dolore indicibile. Dentro questa forbice si è svolta l&#8217;avventura umana di Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare, morto in circostanze assurde (nel senso di assurdamente brutali, come documentiamo con le foto a lato) l&#8217;anno scorso nel padiglione adibito alle cure psichiatriche dell&#8217;ospedale di Vallo della Lucania, cittadina del Cilento. Una morte decisa nello spazio di 4 lunghissimi giorni di agonia e vera e propria tortura, per cui adesso dovranno comparire nel tribunale di Vallo della Lucania (la prima udienza del processo è fissata per il 28 giugno prossimo) 18 imputati, 7 medici e 11 infermieri, accusati tutti di sequestro di persona e morte derivata da altri delitti (la contenzione forzata), mentre per i medici vi è anche l&#8217;accusa di falso ideologico nell&#8217;alterazione della cartella clinica. E davvero la storia di Francesco, a partire dalle foto che lo vedono sul letto di contenzione prima di morire, è uno di quei racconti che si farebbe bene a narrare sempre ai bambini con cui lui aveva vissuto.</p>
<p>Sempre, a ricordo di quanto può essere triste la vita degli uomini quando si distaccano dagli altri uomini e rendono emarginata la vita di chi non si adagia all&#8217;egoismo dominante. Una vita &#8220;normale&#8221; che Francesco non poteva vivere, perché altra era la sua natura e la sua storia. Una scelta a favore degli ultimi, che gli aveva fatto abbracciare in gioventù (ma come è curioso parlare di gioventù per una persona che è morta, anzi uccisa, quando era ancora nel pieno della maturità, a soli 58 anni) l&#8217;idea anarchica, che per lui era più un modo di vivere che un&#8217;ideologia, per cui aveva anche pagato dei prezzi molto salati e sofferto ingiustizie e umiliazioni che non lo avrebbero più abbandonato. Una sofferenza accresciuta, tra l&#8217;altro, dal fatto che Francesco non era un militante classico, impegnato in riunioni e quant&#8217;altro, ma più un sognatore che la sua scelta preferiva viverla nel suo modo di condurre l&#8217;esistenza.</p>
<p>Il fantasma del caso Falvella</p>
<p>Dunque Francesco viene prelevato dai carabinieri il 31 luglio del 2009 sulla spiaggia di San Mauro Cilento dove trascorreva qualche giorno di vacanza. Il prelievo forzato non era il primo. Era già stato sottoposto a Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) altre due volte, e sempre la cosa aveva destato stupore nei suoi amici, conoscenti e parenti. Francesco infatti non era mai stato violento, né tossicodipendente se si esclude qualche spinello (tutto convalidato dalle analisi post decesso). Andava sì, a volte, in escandescenze ma senza mai degenerare in atteggiamenti violenti. Erano piuttosto i fantasmi di una gioventù scossa a presentarsi sempre davanti ai suoi occhi. Quei fantasmi che si incarnavano nelle forze dell&#8217;ordine che gli procuravano sempre incubi e paure. Che lo facevano tornare indietro nella memoria, agli anni in cui era appena un ventenne. Alla Salerno dei primi Anni Settanta quando, nella sera del lontano 7 luglio del 1972, in una strada buia della città, lui ed altri compagni furono aggrediti da alcuni fascisti. Allora Salerno era infestata da bande di fascisti che tentavano di &#8220;prendersi la città&#8221; (il Movimento sociale italiano era il secondo partito), dopo lo smacco e la sconfitta subita nella rivolta di Reggio Calabria. Le aggressioni fasciste erano all&#8217;ordine del giorno, documentate scrupolosamente da questo giornale che aveva allora in città un nucleo forte del manifesto. Francesco fu accoltellato a una gamba, il suo amico Giovanni Marini intervenne per aiutarlo e nella colluttazione cadde colpito a morte il fascista Carlo Falvella. Anche lì il ruolo di Francesco era anomalo: si trovava infatti per caso a Salerno per andare a teatro e si era aggregato con gli amici incontrati durante il tragitto. Mastrogiovanni fu assolto al processo dopo un anno di galera mentre Marini fu condannato a nove anni (nel collegio di difesa, tra gli altri, vi era Umberto Terracini, già membro della Costituente e dirigente del Pci). Quello stigma giovanile Francesco non riuscirà più a toglierselo di dosso nonostante il tentativo di riprendersi col lavoro (era stato per anni in quel di Bergamo a insegnare) e con la dimenticanza che sempre lenisce le ferite col passare del tempo. Una cosa, però, Francesco non riuscirà mai a cancellare dalla sua mente, ed è la preoccupazione alla vista delle forze dell&#8217;ordine. Emblematico di questa &#8220;fobia&#8221; è l&#8217;episodio accaduto nel 1999 a Salerno. E&#8217; da poco rientrato dal Nord perché è riuscito a trovare un posto nella scuola elementare di Castelnuovo Cilento, il paese dov&#8217;è nato. Pare che, fermato dai carabinieri nel capoluogo, abbia reagito in modo inconsulto a un controllo. Viene portato in caserma, processato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, condannato in primo grado a tre anni. Riemerge il passato nella requisitoria dove il pubblico ministero lo definisce «noto anarchico», come se l&#8217;idea anarchica fosse di per sé un delitto oltre ad ignorare, il giudice, il modo del tutto particolare in cui viveva Francesco la sua &#8220;anarchia&#8221;.</p>
<p>Sconta un mese di carcere e cinque di arresti domiciliari, ma intanto si aspetta il ricorso in Appello che gli dà ragione: viene pienamente assolto per non aver commesso il fatto e riceve persino un risarcimento per l&#8217;ingiusta detenzione. Mastrogiovanni però acutizza, con questo episodio, la fobia profonda verso le forze dell&#8217;ordine. Capitano occasioni in cui scappa alla semplice vista di un poliziotto o carabiniere. E, come accade in genere in questi casi, la ribellione si esprime anche nelle cose minute della vita, quasi a rimarcare il diritto di vivere come vuole. Per questo, superficialmente, viene considerato un soggetto patologico, quando invece il suo rifiuto, ad esempio, di assumere i farmaci che gli vengono prescritti, è solo una risposta alla paura e un desiderio di essere rispettato. Magari curato ed aiutato, ma in modo del tutto diverso.</p>
<p>La costruzione del pericolo pubblico</p>
<p>E così cresce la sua &#8220;fama&#8221; di insofferente alle regole, di &#8220;anarchico&#8221;. Alimentata, per la verità, da atteggiamenti borbonici (vale ancora in Italia la vecchia concezione della &#8220;macchia indelebile&#8221;) delle forze dell&#8217;ordine. Racconta Vincenzo Serra, suo cognato: «Attorno alla sua figura si è costruita falsamente un&#8217;immagine di persona violenta, ma non era assolutamente pericoloso per la società. Persino nella cartella clinica c&#8217;è scritto che era soltanto &#8216;aggressivo verbalmente&#8217;. Spesso si arrabbiava, soprattutto quando parlava di politica, ma non passava mai alle vie di fatto. E&#8217; stato trattato come un &#8216;appestato&#8217; senza esserlo. Era sempre dedito alla lettura, collezionava libri, altro che violento. Diceva semplicemente che non si fidava di nessuno, soltanto di se stesso. Pensa che una maestra ha raccontato che Francesco in fondo era buono come i bambini, per questo era ben visto da loro».</p>
<p>Peppino Galzerano, amico e conoscente da tanti anni di Francesco, aggiunge, irato e incredulo: «È incredibile quanto avviene nel nostro paese. Non è che si può tacere di fronte a tanta offesa per la dignità umana. Non è possibile che un uomo entri in un ospedale, cioè il luogo adibito alle sue cure, e ne esca cadavere in un modo così atroce. Un epilogo della storia che nessuno di noi, amici e parenti, poteva immaginare».</p>
<p>I conti che non tornano</p>
<p>Ma cos&#8217;è veramente avvenuto in quei quattro giorni maledetti in cui si è decisa la vita di un uomo in un posto che dovrebbe essere adibito piuttosto alla sua salute? Intanto già dalla mattina di quel 31 luglio 2009 le cose hanno lasciato più di un sospetto in tanti. Il suo internamento coatto era stato ordinato dal sindaco di Pollica senza che mai si sarebbe capito il perché. Il fermo è poi avvenuto in un altro paese senza che il sindaco di San Mauro fosse avvertito e investito del caso. Altra curiosa cosa quella mattina, se si pensa che parliamo di un fermato per malattia del tutto pacifico, è lo straordinario spiegamento di forze: carabinieri in terra ferma e guardia costiera in mare. &#8220;Catturato&#8221;, questo è il termine più giusto da usare, viene portato nel reparto Tso (trattamento sanitario obbligatorio) dell&#8217;ospedale di Vallo della Lucania e lì tenuto per quattro giorni legato a un letto di contenzione, come si usava nei vecchi manicomi. È terribile ciò che tutti hanno potuto vedere grazie al video della telecamera a circuito chiuso dell&#8217;ospedale, prova schiacciante contro i medici e gli infermieri. Un video trasmesso su RaiTre e che circola su YouTube: un uomo che viene brutalmente legato a un letto che neanche lo contiene (Francesco è alto quasi due metri e per questo soprannominato affettuosamente &#8220;il maestro più alto del mondo&#8221;), che cerca di divincolarsi e chiedere aiuto per ben quattro giorni, che viene lasciato solo, e che mano a mano si divincola sempre di meno in preda agli effetti dei sedativi e alla rassegnazione che prende il sopravvento fino alla morte. Un video choc, non c&#8217;è alcun dubbio. Una visione davvero insopportabile che griderebbe vendetta in qualsiasi paese civile. Che inchioda tutte le persone democratiche e sensibili a domande decisive sul nostro paese, sulla sua civiltà in declino, sull&#8217;afasia della nostra democrazia. La società politica e quella civile ha altro a cui pensare? È sembrato di sì, in quei giorni. Ma, grazie a dio, la storia terribile di Francesco è diventata ormai caso nazionale e internazionale. Si sta coagulando attorno alla sua figura un movimento che sta già facendo sentire la sua voce nelle sedi istituzionali e che conta di portare a una prima sintesi il suo impegno in occasione del processo di Vallo della Lucania.</p>
<p>Il &#8220;Comitato verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni&#8221; ha approntato un sito (www.giustiziaperfranco.it), dove si leggono anche denunce dettagliate di medici. In un&#8217;appassionata difesa della vita e della dignità di Francesco, con argomenti di tecnica medica del corretto intervento in casi analoghi, scrive la dottoressa Agnese Pozzi: «Troppo facile legare un paziente in agitazione psicomotoria al letto, eventualmente sedarlo e lasciarlo a morire! Perché se non si tratta di pure cause psichiatriche ma organiche, e queste non vengono trattate, è sicuro che il paziente muore. È altrettanto sicuro che muore quando viene lasciato per giorni interi in una posizione forzata non agevole all&#8217;ossigenazione e al ritorno del sangue al cuore, com&#8217;è accaduto per il povero Francesco Mastrogiovanni». Il Tso era stato stabilito per 7 giorni a partire dalla data del ricovero e contempla controlli accurati del paziente. Ma per ben 80 ore Francesco è stato lasciato del tutto solo, sedato e legato mani e piedi al letto. E&#8217; atroce immaginare che le telecamere a circuito chiuso trasmettevano ai medici e agli infermieri il suo stato di agitazione e nessuno ha visto (o voluto vedere), nessuno ha sentito un minimo di pietà. Tranne, si vede nel video, una inserviente che passa ad asciugare una piccola pozza di sangue che si è formata a terra vicino al letto, causata dai movimenti forsennati e dallo sfregamento sulla pelle del braccialetto che Francesco portava al polso. Nella notte fra il 3 e il 4 agosto, la sofferenza di Francesco, come appare nitidamente dal video, è davvero disumana. La mattina del 4 si vede un Francesco immobile, con la bocca semiaperta e ormai senza vita. Nel referto medico, dopo l&#8217;autopsia, la causa della morte è imputabile a edema polmonare, causato dal condizionamento a cui era stato sottoposto</p>
<p> </p>
<p>IL PROCESSO &#8211; 18 imputati tra cui 7 medici Il 28 giugno la prima udienza</p>
<p>«Nel caso di Francesco Mastrogiovanni &#8211; denuncia la dottoressa Agnese Pozzi &#8211; è oltremodo assurdo che ai parenti sia stato impedito non solo di vedere il loro congiunto, contro ogni Carta dei Diritti del Malato, ma anche e soprattutto impedendo loro di essere consultati in merito alle condizioni precedenti di salute del loro caro. Fuori da ogni norma di buon senso è un simile comportamento che non esito a definire criminale specialmente se perpetrato in un ambiente medico che dovrebbe tutelare e curare il paziente». Sia gli organismi comunitari di Bruxelles che quelli italiani sono stati investiti del caso di Francesco Mastrogiovanni. Ignazio Marino, senatore e presidente della commissione permanente sui casi di malasanità, ha assicurato al comitato di lotta l&#8217;interessamento del caso. Intanto il sito del comitato viene visitato da ogni paese del mondo.</p>
<p>In alcune città italiane sono previste già riunioni e discussioni mentre la mobilitazione più forte si sta concentrando in vista del processo che inizia il prossimo 28 giugno a Vallo della Lucania (Salerno) e che vede imputati 18 membri dell&#8217;ospedale tra cui 7 medici con l&#8217;accusa di sequestro di persona, morte derivata da contenzione forzata, alterazione della cartella clinica. Il processo sarà l&#8217;occasione per affrontare i casi di malasanità, davvero tanti nel nostro paese. Una mobilitazione civile e popolare che, nel nome di Giovanni, vuole chiudere con una fase davvero assurda e insopportabilmente incivile nel nostro paese. Basti pensare che, se Giovanni fosse uscito vivo da quell&#8217;esperienza, sarebbe stato menomato per sempre, e non solo psicologicamente. Il 28 giugno, accanto al procedimento Mastrogiovanni, si terrà anche il processo per sequestro di persona del compagno di stanza di Giovanni, G. M., sottoposto a Trattamento sanitario volontario ma col sopruso della contenzione forzata totalmente inutile.</p>
<p>(da Il Manifesto del 5 giugno 2010)</p>
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		<title>11 domande a Peppe Tarallo sulla contenzione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 17:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Mara Mazzola 
Giuseppe Tarallo, già sindaco di Montecorice (SA), primo sindaco verde d’Italia, promotore del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano di cui è stato anche presidente e commissario straordinario(giugno 2001-febbraio 2008), è da sempre impegnato in tematiche ambientali, civili e sociali. Come il caso della morte di Francesco Mastrogiovanni, il “maestro più ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/11-domande-a-peppe-tarallo/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Di Mara Mazzola</strong><strong> </strong></p>
<p>Giuseppe Tarallo, già sindaco di Montecorice (SA), primo sindaco verde d’Italia, promotore del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano di cui è stato anche presidente e commissario straordinario(giugno 2001-febbraio 2008), è da sempre impegnato in tematiche ambientali, civili e sociali. Come il caso della morte di Francesco Mastrogiovanni, il “maestro più alto del mondo”. Dopo la sua morte, avvenuta il 4 agosto scorso, presiede il comitato di cui fanno parte anche il cognato Vincenzo Serra -il fondatore- e l’editore Giuseppe Galzerano.</p>
<p>Gli abbiamo rivolto qualche domanda sul caso specifico e in materia di contenzione.</p>
<p><strong>1- Lei è coinvolto in prima persona nel caso di Francesco Mastrogiovanni. Ci può dire che cosa è successo?</strong></p>
<p>La morte di Franco, avvenuta il 4 agosto dell’anno scorso, rischiava di passare sotto silenzio, inosservata e senza risposte alle ineludibili domande che essa poneva, di fronte al silenzio ‘tombale’, davvero sconcertante, di enti e autorità agli interrogativi che articoli di stampa ponevano, mi sono sentito in dovere di rompere il silenzio omertoso e porre pubblicamente delle domande a chi, ancora oggi, non risponde.</p>
<p>Franco era passato qualche giorno prima dal ristorante dei miei figli senza trovarmi e lasciando, insieme ai saluti, la promessa di un suo ritorno. A me è mancata questa sua visita e ho sentito questo suo passaggio come una ‘chiamata’.</p>
<p>Dopo qualche giorno ho appreso dai giornali che era morto in ospedale: inizialmente era stata fatta passare come una morte ‘normale’. Ne avevo provato dolore e dispiacere e mi dolevo del fatto che non ero riuscito a vederlo. In seguito, articoli di Antonio Manzo de ‘Il Mattino’ mi hanno allarmato. Si denunciano la modalità della sua ‘cattura’ (peggio che per un camorrista la cui presenza invece è indisturbata) … e l’impiego di carabinieri, vigili urbani e perfino la capitaneria di porto.</p>
<p>Si comincia a parlare di contenzione e di morte per  edema polmonare. Rimaneva però ancora ignoto il motivo della cattura da TSO.</p>
<p>Vado poi ai suoi funerali, che erano stati rinviati a causa dell’autopsia, e a cui partecipa una marea di gente compresi i suoi piccoli alunni che portano disegni in onore e memoria del loro ‘maestro più alto del mondo’. Cerco di capire da un suo parente avvocato cosa fosse successo e quale fosse stato l’esito dell’autopsia e mi conferma: edema polmonare; e già subito lo invito a verificare il nesso tra edema e contenzione. Comincio anche a chiedere notizie sulle motivazioni e le modalità del TSO, ma ancora c’erano poche notizie in merito e faccio rilevare l’incompetenza territoriale del sindaco firmatario dell’ordinanza (Franco residente a Castelnuovo viene sottoposto a TSO dal sindaco di Pollica e il TSO viene eseguito in altro comune, quello di S. Mauro Cilento dove si svolge la vicenda della ‘cattura’ comprese le 2 visite mediche di cui ancora, in quel momento, si sapeva  poco o niente).</p>
<p>In più ero personalmente colpito dal fatto che la morte di Franco fosse avvenuta a ridosso della commemorazione di Falvella, nel cui omicidio Franco era stato coinvolto nel luglio 1972.</p>
<p>A me è sembrato sproporzionato che a far scattare il TSO (eseguito il 31 luglio ’09) sia stato un fatto e un comportamento tutt’al più contravvenzionabile e sanzionabile  secondo il codice della strada.</p>
<p><strong>2) Di quali materiali lei dispone che sono collegati o collegabili alla vicenda di Mastrogiovanni?</strong></p>
<p>I materiali di cui dispone il comitato sono il video, i verbali ufficiali di CC e VVUU, la cartella clinica e le testimonianze da noi raccolte. Sulla base dei verbali abbiamo presentato un dettagliato e circostanziato esposto sulla vicenda del TSO e sul mancato controllo della direzione sanitaria sull’operato del reparto psichiatrico, confermato da dichiarazioni vergognose e inaccettabili di dirigenti.</p>
<p><strong> </strong><strong>3) C’è un disegno generale dietro questa vicenda? </strong></p>
<p>Per ora abbiamo opinioni e sospetti ancora non suffragati da riscontri o prove. Certo è che secondo noi c’è stato prima un uso illegittimo e improprio del TSO anche per le modalità e i tempi. Inoltre sia prima durante la cattura che il ricovero in ospedale c’è stato un accanimento che esige risposte e spiegazioni senza le quali non si capiscono le ragioni di quanto accaduto.</p>
<p>Se passassero certe proposte di legge, una in particolare, temo che quello che è accaduto a Mastrogiovanni possa diventare ordinario.</p>
<p><strong>4) Come cittadini, malati cosa possiamo fare perché non si ripetano casi del genere? A chi rivolgersi?</strong></p>
<p>Spesso i cittadini si accorgono, purtroppo, e intervengono a cose fatte. Sono utili quelle forme organizzative e di aiuto sul territorio a cui  un ‘malato’ può rivolgersi x richiederne l’intervento e il supporto, anche giuridico se occorre, per liberarlo da pratiche e meccanismi perversi di una psichiatria sempre più dipendente da indirizzi sovranazionali delle case produttrici di psicofarmaci o da una funzione di controllo sociale che gli assegna una società che si pretende ‘normale’ e pretende  di ‘normalizzare’.</p>
<p>Peggio ancora quando è lo stesso Stato, e questo è un rischio molto attuale, che ai suoi vari livelli, vuole e richiede una società efficiente, omologata e obbediente.</p>
<p>Oggi il rischio concreto è che ci sia uno Stato, o meglio un  governo, che vuole una psichiatria asservita e una psichiatria obbediente e vocata a una funzione custodialistica.</p>
<p><strong>5) Quale funzione ha la politica?</strong></p>
<p>La funzione è quella di non considerare mai la psichiatria come instrumentum regni e di controllo sociale, ai vari livelli, dal locale al nazionale. Serve una politica che sa accettare diversità e conflitti e che non consideri le manifestazioni e i malesseri sociali e psichici come malattia, ma come disagio da curare non con la sedazione sia farmacologica sia fisica, ma con la ‘cura’ della/e persona/e all’interno di relazioni umane e sociali positive. La politica e le istituzioni hanno il compito di apprestare servizi di cura e assistenza psicologica volti all’integrazione e non alla esclusione-reclusione unitamente al mondo associativo e volontario che si muove in questo ambito e in questa direzione.</p>
<p><strong>6) Le responsabilità vanno ricercate in una psichiatria che non riesce a rinunciare alla sua funzione custodialistica repressiva? Alle cattivhe pratiche? Alle colpe degli operatori? </strong></p>
<p>Una società, uno Stato e istituzioni con apparati impregnati di culture e pratiche intolleranti, e perciò spesso intollerabili, favoriscono e tollerano una psichiatria custodialistica e repressiva e le sue pratiche aberranti e spesso mortali.</p>
<p>Il caso Mastrogiovanni dimostra che in questi reparti si instaura una cultura e una pratica repressiva e omicida che contagia tutti gli operatori: tutti accettano ed eseguono senza capacità di autonomia e di critica personale. Anche il giudice del riesame di Salerno non ha ‘scusato’ né accettato la giustificazione degli stessi infermieri che invocavano il solito dovere di ‘eseguire gli ordini’, ricordando invece che in capo a loro e alla loro professione c’è il diritto e il dovere di ribellarsi a ordini illeciti segnalandoli e denunciandoli.</p>
<p>Ogni singolo operatore deve sentire questa responsabilità altrimenti si rischia di cadere nella logica e nella pratica propria dei lager nazisti e totalitari.</p>
<p><strong>7) La storia del “maestro più alto del mondo” può essere considerata un esempio di repressione psichiatrica come controllo sociale e discriminazione?</strong></p>
<p>Il caso del “maestro più alto del mondo” è sicuramente un esempio di ciò ma, a mio parere, rischia di prefigurare ciò che potrà ordinariamente accadere a ciascuno di noi in caso passino proposte raccapriccianti e preoccupanti di modifica della legge 180.</p>
<p><strong> <img src='http://www.news-forumsalutementale.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Secondo lei come si potrebbe rompere lo stigma che continua a persistere nei confronti delle persone con disturbo mentale?</strong></p>
<p>Fino a quando si considera il disturbo mentale come malattia, minorazione psichica e pericolo sociale sarà difficile, soprattutto quando cresce l’intolleranza e la paura (sia pure solo percepita) per tutti i diversi considerati sia inferiori che, di conseguenza, pericolosi.</p>
<p>Deve crescere quindi la cultura e la pratica della convivenza e della integrazione basate sul rispetto delle differenze e il dialogo.</p>
<p><strong>10) Quali sono le responsabilità del contesto culturale? Come è possibile che accada una cosa del genere nel nostro paese?</strong></p>
<p>La cultura del dialogo è stata da tempo sostituita dall’intolleranza e dallo spirito di confrontation. La nostra società è pervasa dai miti dell’efficientismo, del successo individuale e della ricchezza, del profitto, dell’utile &#8211; e ciò che è non è utile non serve, è da scartare. Come meravigliarsi se anche le persone, gli individui che non rispondono a questi requisiti siano poi considerati e trattati come inferiori e scarti umani.</p>
<p><strong>11) In questi ultimi mesi la politica sta mettendo in discussione la Legge 180. Cosa ne pensa? È davvero necessaria una sua revisione?</strong></p>
<p>Ogni legge può risentire del tempo e richiedere di essere rivista. Ma rivista come? A mio parere andrebbe rivista nella direzione auspicata dallo stesso Basaglia che all’epoca l’accettò come un utile compromesso. E oggi ci sono esperienze e pratiche diffuse nel nostro paese che possono consentire di rivedere  punti critici nella direzione giusta. Ma oggi, leggendo per esempio la proposta di legge dell’on Carlo Ciccioli che mira a stabilire “DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ASSISTENZA PSICHIATRICA”,  c’è da accapponarsi la pelle.</p>
<p>Siamo in uno Stato in cui la psichiatria svolge la funzione tipica dei sistemi totalitari. Lo stesso governo che mira a stravolgere la Costituzione mira in questo caso a costruirsi uno strumento di controllo sociale, culturale e politico formidabile degno di un regime che si fa bene a temere. In un momento in cui le carceri scoppiano ci si inventa un modo più spiccio e semplice di risolvere problemi  di ordine sociale, etnico o di disagio. Attualmente non c’è più spazio nelle carceri per i reati della Bossi-Fini (immigrati), della Giovanardi (drogati) o ex Cirielli (recidivi ladri di polli) e allora riapriamo i manicomi diversamente denominati, pubblici e perfino privati, in cui (de)portare questi soggetti senza la complicazione delle garanzie processuali. TSO e TSOP senza limiti che si ripetono di fatto in automatico e, se volontario, il ricovero diventa un contratto … a vita. Io spero che ci sia la forza e la capacità di tenere lontani questi rischi mortali per la nostra convivenza e la nostra democrazia.</p>
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		<title>Francesco Mastrogiovanni: delitto di stato?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 19:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone e cattive pratiche]]></category>
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		<category><![CDATA[dalla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[ Carla Liberatore intervista Vincenzo Serra e Giuseppe Tarallo, rispettivamente: cognato e amico di Francesco Mastrogiovanni, lo sventurato maestro morto ad agosto del 2009 a seguito di un ingiustificato trattamento TSO a cui era stato sottoposto e fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Franco, rispondono alle domande che molte persone si stanno facendo sulla storia del ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/francesco-mastrogiovanni-delitto-di-stato/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Carla Liberatore intervista Vincenzo Serra e Giuseppe Tarallo, rispettivamente: cognato e amico di Francesco Mastrogiovanni, lo sventurato maestro morto ad agosto del 2009 a seguito di un ingiustificato trattamento TSO a cui era stato sottoposto e fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Franco, rispondono alle domande che molte persone si stanno facendo sulla storia del Maestro più alto del mondo. Con il loro comitato si stanno battendo in un estenuante processo contro l’ospedale di Vallo della Lucania, in cui tante, troppe verità vengono ancora tenute nascoste.</p>
<p>Giuseppe Tarallo e Vincenzo Serra fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Franco rispondono alle domande di un’intervista doppia sulla vicenda di Francesco Mastrogiovanni</p>
<p>INTERVISTA DOPPIA</p>
<p>C.L.: Sig. Tarallo, in una intervista lei asseriva che Francesco Mastrogiovanni è stato letteralmente sequestrato dalle forze dell’ordine. Può dirci perché si parla addirittura di sequestro?</p>
<p>G. TARALLO – Il Tso ha a che fare con la libertà della persona e i suoi diritti fondamentali e inviolabili. Il TSO va emanato secondo una procedura di garanzia e soprattutto il motivo non ha nulla a che fare con la pericolosità di qualsiasi tipo,sociale o politica o altro che sia. Il Tso viene emanato e firmato dal sindaco quando ci sono 2 certificati medici che lo richiedono e c’è il rifiuto della cura da parte del soggetto…quindi viene fatto nell’interesse della persona e non x motivi di ordine pubblico o altro. Poi ci sono le modalità con cui è stato ‘catturato’.In assenza di motivazioni valide e legittime la persona non può essere privata della propria libertà personale. Francesco è stato inseguito e braccato prima che fosse disposto e firmato lo stesso TSO. E lo stesso TSO non è basato su motivazioni e presupposti di legge. Franco aveva accettato di essere sedato né aveva rifiutato la cura e già questo fa venire meno le ragioni del TSO:per questo è stato,per noi,un sequestro di persona.</p>
<p>C.L.: Sig. Serra, suo cognato Francesco era un ribelle o un malato psichiatrico?</p>
<p>V. SERRA – Francesco per alcuni era un ribelle, per altri un malato psichiatrico. Per tutti quelli che lo conoscevano bene Francesco invece era tutt’altro.</p>
<p>C.L.: Quali sono i reali compiti di un sindaco rispetto ad una persona che presumibilmente potrebbe essere pericolosa?</p>
<p>G. TARALLO – Certamente lo strumento non è il TSO. E a tutt’oggi non sappiamo quale ‘pericolo’ rappresentasse Franco. Da quello che si sa poteva essere oggetto di contravvenzione o sanzione in violazione del codice…stradale ma non altro né di più.</p>
<p>C.L.: Lei pensa che Francesco sia stato vittima di una persecuzione?</p>
<p>V. SERRA – Francesco sicuramente per via del coinvolgimento nei fatti verificatisi a Salerno nel 1972 (morte neofascista Falvella) è stato sempre oggetto di attenzione da parte di certi corpi dello Stato, attenzione che in alcuni casi presenta sicuramente gli aspetti di una persecuzione (e soprattutto durante gli anni di piombo e fino alle soglie del 2000 (con eccezione della permanenza in provincia di Bergamo).</p>
<p>C.L.: Per ordinare UN RICOVERO in TSO, un sindaco, deve essere sollecitato solo dai familiari oppure esistono eccezioni in cui può operare direttamente?</p>
<p>G. TARALLO – Io non credo che ci sia un soggetto deputato, ognuno può segnalare un caso anche se i familiari sono i più titolati a farlo. Ma è necessario che la persona sia visitata accuratamente da un medico e che la richiesta di ricovero venga confermata e avallata da un medico ,possibilmente psichiatra,appartenente a una struttura pubblica. E il TSO scatta solo in presenza di rifiuto da parte dell’interessato. Il sindaco,che firma in qualità di autorità sanitaria,rappresenta lo stato che in quel momento si sostituisce alla persona che si rifiuta e nel suo esclusivo interesse. Nel nostro caso,Francesco dopo essere stato inseguito e braccato alla fine accetta di essere curato e si fa sedare…quindi la questione finiva lì,tutt’al più con ricovero ambulatoriale o extraospedaliero. Inoltre sembra che sia stato proprio il sindaco a sollecitare e volere il TSO…</p>
<p>C.L.: Nel leggere le notizie che voi avete emanato con il comitato dedicato a Francesco, viene da pensare che dietro questa vicenda ci sia dell’omertà. Quali sono precisamente le risposte che a tutt’oggi mancano a questa vicenda?</p>
<p>V. SERRA – Dalle relazioni della polizia municipale e soprattutto da quella dei carabinieri di Pollica si evince che il TSO è stato già deciso dal sindaco del Comune di Pollica ancora prima delle certificazioni sanitarie del medico proponente e dello psichiatra che convalida la proposta di TSO. Dalle “investigazioni svolte” e da quanto riferito dalle persone che hanno avuto contatti con Francesco prima della sua “cattura” da parte delle varie forze dell’ordine non risulta che Francesco presenti patologie psichiche tali da condurre al Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.). A tutti gli interrogativi finora posti dalla vicenda non c’è stata alcuna risposta da parte delle istituzioni a tutti i livelli (dal locale al nazionale).</p>
<p>C.L.: Sig. Tarallo, Chi era Francesco Mastrogiovanni, da quando vi conoscevate?</p>
<p>G. TARALLO – Francesco era una persona per bene,insegnava ai bambini nella scuola elementare di Pollica e quindi il sindaco non poteva non valutare questo. Tutti concordano sulla sua particolare sensibilità e umanità. Egli era stato profondamente segnato da due fatti (l’assassinio di Falvella nel 1972 e da un arresto patito nel 1999 ad opera dei carabinieri) da cui era uscito assolto e indennizzato ma ,come detto, sicuramente segnato. Io lo conoscevo da ragazzo e conoscevo anche suo padre, amico e compagno di mio padre. Non ci vedevamo spesso ,ogni tanto ci siamo incrociati e fermati ed erano appena 2 giorni prima del TSO era venuto a trovarmi al mio paese e non trovatomi aveva promesso ai miei figli di tornare. Quella visita mi è mancata ed è stata per me una ‘chiamata’.</p>
<p>C.L.: Siete mai riusciti mai a capire perché il sindaco ha emanato l’ordinanza di porre Francesco in trattamento TSO?</p>
<p>V. SERRA – Sono mesi ormai che cerchiamo di capire, di individuare le dinamiche che hanno indotto il sindaco Vassallo a disporre il TSO a carico di Francesco con una determinazione che diventa accanimento. Francesco nelle sue ultime ore di “liberta” (ossia dalle ore 9 circa alle ore 12 circa del 31 luglio 2009) si trova nel territorio di un altro comune e non in quello del comune di Pollica. Vassallo non va tanto per il sottile con Francesco e certamente non dimostra con il suo agire di rispettare la legge.</p>
<p>C.L.: Francesco ha mai esternato comportamenti pericolosi verso sé e gli altri?</p>
<p>G. TARALLO – Non risulta né a me né agli altri, ma ripeto, la pericolosità, sociale o politica che sia, non è motivo di TSO,altrimenti non saremmo in un paese democratico e costituzionale, saremmo invece in un paese dittatoriale dove si viene ‘ricoverati’ forzosamente se ritenuto pericoloso.</p>
<p>C.L.: Come può una istituzione come la ASL, accettare di trattenere in contenimento TSO un uomo che non ha commesso nulla di pericoloso e che non ha espresso mai escandescenze che possano far chiaramente pensare a gravi patologie psichiatriche?</p>
<p>V. SERRA – Dal video si evince che nel reparto di psichiatria di Vallo della Lucania la pratica della contenzione è alquanto diffusa. Nei pochi giorni di degenza di Francesco su circa 6, 7 degenti ben 3 pazienti vengono fatti oggetto di contenzione. Probabilmente è una contenzione di comodo. Con Francesco contenuto (che ha quel passato e quel fisico – altezza un metro e 97 cm ) i medici e gli infermieri sono più tranquilli e possono dedicarsi maggiormente alle attività preferite durante l’orario di servizio.</p>
<p>C.L.: Di quale tipo di patologia psicologica soffriva?</p>
<p>G. TARALLO – Io non credo che soffrisse di alcuna patologia psicologica. Esiste disagio o disturbo psichico che non è malattia e non va trattato come tale. Se così fosse tra depressi,iperattivi etc. quasi ognuno di noi sarebbe da TSO. Mi viene da pensare che questo è un pensiero malato,di una società malata, di uno stato malato che ,come cantava Bennato,vorrebbe tutti in fila per tre.</p>
<p>C.L.: Possibile che i medici psichiatri dell’ospedale di Vallo della Lucania abbiano determinato il suo contenimento visto lo stato di sedazione a cui Francesco si era volontariamente sottoposto, senza preventivamente visitarlo e valutarlo come paziente?</p>
<p>V. SERRA – Dal video risulta proprio così. Francesco è stato legato senza alcuna ragione e in circa quattro giorni nei suoi riguardi non è possibile riscontrare alcun approccio terapeutico qualora fosse veramente necessario.</p>
<p>C.L.: Era già in terapia per patologie psicologiche?</p>
<p>G. TARALLO – Non mi risulta e credo che per il suo modo di pensare fosse contrario e che certamente non si sentiva né era un malato…come avrebbe potuto insegnare da anni e per anni a bambini che lo amavano e lo consideravano “il maestro più alto del mondo”?</p>
<p>C.L.: Lei crede che il sindaco che ha emanato l’ordinanza di TSO per Francesco abbia avuto delle ragioni personali?</p>
<p>V. SERRA – Tante sono le congetture. Qualcuno sostiene che qualche volta Francesco abbia in un certo senso punzecchiato pubblicamente il sindaco.</p>
<p>C.L.: Sig. Tarallo lei dice che Francesco Mastrogiovanni fosse un anarchico, è per questo motivo secondo lei che è stato perseguitato?</p>
<p>G. TARALLO – Francesco è stato un anarchico e dal delitto Falvella gli è rimasto appiccicato la fama ma anche il pregiudizio di anarchico e come tale è stato visto e trattato da certe forze dell’ordine che lo hanno tenuto sott’occhio ed osservazione. Lui,pur non facendo vita politica attiva, è rimasto profondamente anarchico come testimoniano le sue dichiarazioni e canzoni all’atto della sua cattura:si è sentito e dichiarato fieramente un ‘prigioniero politico’ di fronte a uno stato che gli negava e lo privava della libertà e dei diritti della persona. Io personalmente non ho elementi per parlare di una persecuzione politica ma sento che verso di lui è scattato un pregiudizio anche politico. Mi ha anche impressionato il fatto che ciò sia accaduto a ridosso della commemorazione di Falvella e mi è sembrata una strana coincidenza…</p>
<p>C.L.: Sig. Serra a tutt’oggi quali sono le risposte delle istituzioni rispetto a questa vicenda?</p>
<p>V. SERRA – Prima della morte di Francesco, secondo la direzione sanitaria, non ci sono mai state lamentele o proteste da parte di altri ricoverati e/o familiari. Pertanto aspettano le decisioni della magistratura.</p>
<p>C.L.: Perché Francesco temeva di morire nell’ospedale di Vallo della Lucania?</p>
<p>G. TARALLO &#8211; Nel nostro esposto,del Comitato cioè, abbiamo messo in rilievo che dai verbali di VV UU e dei CC ,risulta che la calma Francesco l’ha persa solo quando ha visto gli operatori sanitari,inveendo contro di essi, segno che in qualche precedente ricovero già avesse sperimentato i ‘metodi di cura’ dell’ospedale di Vallo dove ha chiesto di non essere ricoverato temendo di non uscirne vivo e così è stato. Questa sua volontà .di non essere portato a Vallo andava rispettata,essendo egli vigile e cosciente,come attestato dai verbali delle forze dell’ordine.</p>
<p>C.L.: Su quali basi la difesa dell’ospedale di Vallo della Lucania sta rispondendo alle vostre accuse?</p>
<p>V. SERRA – Hanno risposto affermando che non hanno visto niente e che nessun altro si è mai lamentato e che sono in attesa delle determinazioni della magistratura.</p>
<p>Con questa intervista Vincenzo Serra e Giuseppe Tarallo hanno dato delle risposte esaurienti quanto agghiaccianti e molte altre ancora non hanno responsi. Loro continuano instancabilmente a lottare per il loro amico e parente, lasciato morire in condizioni disumane legato ad un letto di ospedale e in nome della giustizia ci auguriamo che le loro voci non smettano mai di vibrare domande.</p>
<p>(da Mondo Raro.it)</p>
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		<title>Franco Mastrogiovanni &#8211; Una morte misteriosa</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 16:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone e cattive pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[contenzione]]></category>
		<category><![CDATA[porte chiuse]]></category>
		<category><![CDATA[TSO]]></category>

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		<description><![CDATA[Video estratto da Mi manda RaiTre: Un uomo viene ricoverato il 31 luglio 2009 allospedale di Vallo della Lucania in seguito a una richiesta di trattamento sanitario obbligatorio. Entra con le sue gambe, viene legato a un letto e muore dopo quattro giorni. La procura rinvia a giudizio medici e infermieri del reparto.
 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Video estratto da Mi manda RaiTre: Un uomo viene ricoverato il 31 luglio 2009 allospedale di Vallo della Lucania in seguito a una richiesta di trattamento sanitario obbligatorio. Entra con le sue gambe, viene legato a un letto e muore dopo quattro giorni. La procura rinvia a giudizio medici e infermieri del reparto.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9_PSXYyRJgI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9_PSXYyRJgI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object> </p>
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		<title>ITALIANI DA SLEGARE. Contenzione, la vergogna del silenzio</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/</link>
		<comments>http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 08:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[contenzione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo libro a tema psico-socio-giudiziario, &#8221; ITALIANI DA SLEGARE. Contenzione, la vergogna del silenzio&#8221; (pref. dr. Nicolino D&#8217;Autilia, presidente Ordine dei Medici di Modena, e postfaz. avv. Francesco Miraglia). Segnalo anche che all&#8217;linterno del libro è citata, con esempi, la vostra attività sull&#8217;argomento. Se fosse possibile inserirlo nel vostro sito, ne sarei molto lieta perché così ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3272" href="http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/italiani-da-slegare-copertina/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3272" title="Italiani da slegare - Copertina" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Italiani-da-slegare-Copertina-245x300.jpg" alt="Italiani da slegare - Copertina" width="245" height="300" /></a>Un nuovo libro a tema psico-socio-giudiziario, &#8221; ITALIANI DA SLEGARE. Contenzione, la vergogna del silenzio&#8221; (pref. dr. Nicolino D&#8217;Autilia, presidente Ordine dei Medici di Modena, e postfaz. avv. Francesco Miraglia). Segnalo anche che all&#8217;linterno del libro è citata, con esempi, la vostra attività sull&#8217;argomento. Se fosse possibile inserirlo nel vostro sito, ne sarei molto lieta perché così si potrebbe rafforzare l&#8217;attenzione della pubblica opinione sulla contenzione, sulla quale sembra davvero che si sappia poco o niente!</p>
<p>Ringraziando per l&#8217;attenzione invio i miei più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.</p>
<p>Nunzia Manicardi</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3273" href="http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/italiani-da-slegare-presentazione/">Italiani da slegare &#8211; presentazione</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3274" href="http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/5-indice/">5. Indice</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3275" href="http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/4-in-collab-con/">4. In collab. con</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3276" href="http://www.news-forumsalutementale.it/italiani-da-slegare-contenzione-la-vergogna-del-silenzio/chi-e-lautrice/">Chi è l&#8217;Autrice</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Italiani-da-slegare-presentazione.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>Italiani da slegare &#8211; presentazione</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/5.-Indice.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>5. Indice</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/4.-In-collab.-con.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>4. In collab. con</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Chi-è-lAutrice.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>Chi è l&#8217;Autrice</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>Mastrogiovanni, morto in psichiatria: subito a giudizio medici e infermieri</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 08:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era stato legato a un letto di contenzione. Il dibattimento avrà inizio il 28 giugno, intanto resta chiuso il reparto
SALERNO — Tutti rinviati a giudizio i medici e gli infermieri del reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Imputati di omicidio preterintenzionale, sequestro di persona e falso per la morte di Francesco ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/mastrogiovanni-morto-in-psichiatria-subito-a-giudizio-medici-e-infermieri/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era stato legato a un letto di contenzione. Il dibattimento avrà inizio il 28 giugno, intanto resta chiuso il reparto</p>
<p>SALERNO — Tutti rinviati a giudizio i medici e gli infermieri del reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Imputati di omicidio preterintenzionale, sequestro di persona e falso per la morte di Francesco Mastrogiovanni, l’insegnante di 58 anni morto il 4 agosto scorso dopo essere stato ricoverato d’urgenza. Il gip del Tribunale di Vallo della Lucania, Nicola Morrone, ha ritenuto «evidenti» le prove raccolte dal sostituto procuratore Francesco Rotundo contro l’intero staff del reparto. Responsabile, secondo la pubblica accusa, di aver legato al letto l’insegnante «con fasce strette che gli strofinavano la ferita che aveva al polso fino alla carne viva» e senza dargli la possibilità di bere e di alimentarsi. Prove talmente evidenti da disporne il giudizio immediato, scavalcando la fase dell’udienza preliminare. Il dibattimento comincerà il prossimo 28 giugno, quando sul banco degli imputati saliranno Michele Di Genio (primario del reparto), Rocco Barone, Raffaele Basso, Amerigo Mazza, Michele Della Pepa, Anna Angela Ruberto, Antonio De Vita, Maria Cirillo D’Agostino, Antonio Tardio, Alfredo Gaudio, Massimo Minghetti, Juan Josè Casaburi, Antonio Luongo, Maria Carmela Cortazzo, Nicola Oricchio, Giuseppe Forino, Raffaele Russo e Marco Scarano.</p>
<p>Diciotto imputati contro sei persone offese, costituitesi parte civile in un processo che servirà a far luce sulle cause della morte di Mastrogiovanni. Da un lato c’è un video girato dalle telecamere interne alla stanza in cui era stato ricoverato l’insegnante, considerata la prova schiacciante della pubblica accusa. Che è riuscita a convincere anche il gip Morrone, che fa una ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita dell’uomo. «Fino alle 12.41 è cosciente, non appare aggressivo— si legge nell&#8217;ordinanza— e alle 12.45 si sottopone a trattamento dei sanitari facendosi iniettare una siringa intramuscolo. Alle 12.55 è così tranquillo che si prepara da solo il letto e mangia il cibo fornito dall&#8217;ospedale. È l&#8217;ultima volta che gli sarà consentito di alimentarsi, poiché alle 13.08 si adagia sul letto e rimane tranquillo fino al momento in cui gli saranno applicate le fasce di contenzione. Da quel momento non sarà più slegato, né gli saranno forniti acqua e cibo, e ciò fino al momento della sua morte». In una «sconcertante sequela di abusi» conclude il gip.</p>
<p>Dall’altro lato, invece, c’è la difesa degli imputati che, anche dinanzi al Tribunale del riesame, hanno continuato a professarsi estranei ai fatti. Tanto da convincere il Tribunale delle libertà di Salerno a revocare la misura di sospensione inflitta dal gip. Ma c’è un altro mistero che aleggia nel reparto di psichiatria di Vallo. Il reparto è ancora chiuso, nonostante il sub commissario dell’Asl Walter Di Munzio avesse annunciato la ripresa delle attività mediche non appena la magistratura avesse sbloccato la sospensione. «È in corso un progetto di adeguamento strutturale dell’intero reparto che &#8211; ammette Di Munzio &#8211; era necessario indipendentemente da quello che è successo. Non conoscevo il reparto, ma appena l’ho visto ho detto che andava chiuso. È stato realizzato con criteri troppo vecchi e reclusori».</p>
<p>I lavori dovrebbero cominciare a breve, assicura il sub commissario, ma i medici e gli infermieri, prima sospesi e poi riammessi in servizio, non sono più rientrati in reparto. «Sono stati dislocati sul territorio &#8211; conclude Di Munzio &#8211; e tutti hanno ripreso a lavorare, in attesa della decisione della magistratura, di cui noi come Asl non potremo non tenere conto». Nessun provvedimento interno, dunque. Tranne che per l’ex responsabile del reparto,  Michele Di Genio, che è decaduto dall’incarico di direttore di dipartimento.</p>
<p>Angela Cappetta, da Corriere del Mezzogiorno.it</p>
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		<title>Morte per contenzione, dopo 80 ore.</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 19:33:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Vallo della Lucania  (Salerno), 21 GEN &#8211; (Ansa) Interdizione per quattordici, tra medici e infermieri, del San Luca di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. E&#8217; quanto ha disposto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania Nicola Marrone a proposito della inchiesta sulla morte di Francesco Mastrogiovanni, l&#8217;insegnante cilentano ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/morte-per-contenzione-dopo-80-ore/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Vallo della Lucania  (Salerno), 21 GEN &#8211; (Ansa) Interdizione per quattordici, tra medici e infermieri, del San Luca di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno. E&#8217; quanto ha disposto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania Nicola Marrone a proposito della inchiesta sulla morte di Francesco Mastrogiovanni, l&#8217;insegnante cilentano di 58 anni deceduto nel reparto di Psichiatria del nosocomio vallese dopo quattro giorni di ricovero per un &#8221;tso&#8221; (trattamento sanitario obbligatorio). Al centro dell&#8217;indagine, le cause della morte di Mastrogiovanni, deceduto lo scorso 4 agosto. Secondo l&#8217;accusa, infatti, l&#8217;insegnante sarebbe deceduto in seguito a contenzione farmacologica e fisica durata oltre ottanta ore. L&#8217;interdizione disposta dal gip vallese, riguarda 14 dei 19 indagati, sei medici e otto infermieri del San Luca. Tra essi, anche il primario del reparto di Psichiatria, Michele Di Genio, per il quale il legale Antonio Fasolino ha gia&#8217; annunciato che presentera&#8217; ricorso.</p>
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		<title>La telecamera riprende un corpo legato ad un letto. Era Francesco Mastrogiovanni</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[contenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stata una storia estiva, non propriamente di quelle che si leggono sotto l’ombrellone, ma la sciarada c’è tutta, una scoperta per alcuni che non sapevano cosa fosse essere sottoposti ad un Tso, un Trattamento Sanitario Obbligatorio, storie per adulti. Agli alunni delle elementari del maestro Francesco, quello più alto del mondo, non so come ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/la-telecamera-riprende-un-corpo-legato-ad-un-letto-era-francesco-mastrogiovanni/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata una storia estiva, non propriamente di quelle che si leggono sotto l’ombrellone, ma la sciarada c’è tutta, una scoperta per alcuni che non sapevano cosa fosse essere sottoposti ad un Tso, un Trattamento Sanitario Obbligatorio, storie per adulti. Agli alunni delle elementari del maestro Francesco, quello più alto del mondo, non so come hanno potuto spiegare la sua morte, la cattedra vuota al rientro delle vacanze. I  più grandicelli avevano  appeso alla cronaca un grappolo di dubbi e domande, fatti riemersi dal passato e surreali scenari di una spiaggia estiva a cui seguiva un  reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca. Sono circolati video dell’ amministrazione di controinformazione di informazione liberatasi per un po’ e di amici vecchi e nuovi di quel signore anarchico che non ho mai conosciuto se non da morto. Vincenzo Serra mi ha inviato il cammino legale, l’ha pubblicato sul blog che ha per nome  Giustizia per Franco e la pagina numero 33 è aggiornata, datata al 14 novembre: “Francesco Mastrogiovanni è stato sottoposto a contenzione fisica durante tutto il suo ricovero presso il reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca, dal 31 luglio al 4 agosto, giorno della sua morte. È stato alimentato solo con soluzioni fisiologiche. La conferma arriva dalla telecamera posizionata nella sua stanza. Il video, sottoposto a sequestro, è controllato dai consulenti della Procura di Vallo. Salgono a 19 gli indagati: oltre ai 7 medici, ci sono i 12 infermieri che hanno prestato servizio nel reparto.”</p>
<p>Doriana Goracci</p>
<p>tratto da: <a href="http://www.reset-italia.net" target="_blank">http://www.reset-italia.net</a> 15/11/2009</p>
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