cooperazione sociale
Curare una comunità, coltivarla, sostenerla, ascoltarla venerdì, aprile 30th, 2021
Editoriale di Stefano D'Offizi Ho la netta sensazione che in questi ultimi anni si stia giocando al gioco del terrore, solo che sta volta non ci sono di mezzo persone che si fanno esplodere o che aggrediscono in nome di una fede. Oggi assistiamo alla sistematica generazione di sentimenti di paura con i suoi ben noti effetti sulle masse. In particolare mi riferisco al fatto che quando il terrore si diffonde nella popolazione, questa diventa più docile, cieca per paura, passiva e capace di sottostare a ogni forma di rimedio in nome di una millantata “sicurezza” (penso alla salute, ai flussi migratori, al mondo delle sostanze, alle infrastrutture, agli eventi climatici). Questa atmosfera genera allarme sociale, emergenze, pressioni interventiste, spinte espulsive all’interno delle comunità che, ormai intolleranti al disordine, richiedono soluzioni veloci (efficaci, scientifiche) e un proliferare di luoghi specifici, solitamente adibiti alla reclusione, alla custodia, alla sorveglianza e alla cura di tutto ciò che mette in crisi la sicurezza sociale (così si giustificano i Cpr per i clandestini, gli istituti per gli anziani, le comunità per i tossicodipendenti, i “matti” o i disabili, ecc.). Come a dire che la sicurezza della comunità può essere ottenuta solo attraverso gli spazi chiusi, siano essi istituzionali, utili per il controllo del soggetto allarmante, o siano essi spazi privati, necessari a garantire la “libertà” e la quiete del cittadino. La concomitanza di più eventi, come la crisi economica, la diffusione del virus, il cambiamento climatico, il crescere di nuove disuguaglianze e nuove povertà, che stiamo vivendo, con le rispettive limitazioni imposte, nel circoscrivere gli spazi di vita e molte delle nostre libertà quotidiane, sta facendo emergere molti aspetti critici e criticabili, mettendo così in scacco il sistema politico, sociale ed economico mondiale. Anche dal punto di vista culturale il Covid ha avuto un impatto non banale, basti pensare alla paura della morte, della malattia, all’idea di essere fonte di rischio per i propri cari e all’angoscia che ne consegue, sono queste delle consapevolezze che solitamente teniamo lontane dalle nostre coscienze, e generalmente lasciamo che i nostri pensieri siano guidati da priorità edonistiche, quindi ben diverse dai bisogni di sopravvivenza, di salute, di protezione dell’altro.
L’impresa di Crazy for football, davanti al pallone tutti normali martedì, dicembre 29th, 2020
[articolo uscito su Redattore Sociale] Davanti al pallone ci sono solo giocatori. Una convinzione che ha trasformato la legge 180 e le sfide sul campo in Crazy for football: la Nazionale italiana di calcio a 5 formata solo da ...
Territorio, integrazione sociosanitaria, formazione venerdì, dicembre 25th, 2020
Di Fabrizio Starace...
Marco Cavallo e i suoi 180amici L’Aquila martedì, dicembre 15th, 2020
Dal 17 al 19 dicembre online Il 2020 è l’anno del decennale dell'associazione 180amici L'Aquila, che non vuole lasciarlo andare via senza averlo celebrato! Per questo motivo, nelle possibilità di questo periodo, ha deciso di dedicare al decimo compleanno ...
La sfida della medicina territoriale / 6 giovedì, dicembre 10th, 2020
[Illustration by Rose Wong] Di Maria Grazia Cogliati Dezza, psichiatra, giĂ  responsabile del Distretto 2 e coordinatrice socio sanitaria dell'Azienda sanitaria triestina Il racconto continua In questa direzione, di recente, va l'organizzazione del lavoro dell'assistenza domiciliare: ricercare elementi epidemiologici, ...
La sfida della medicina territoriale / 5 sabato, dicembre 5th, 2020
Di Maria Grazia Cogliati Dezza, psichiatra, già responsabile del Distretto 2 e coordinatrice socio sanitaria dell'Azienda sanitaria triestina Che il cittadino conosca il suo distretto Il lavoro del distretto non ha garanzie di efficacia senza un’interfaccia ...
La sfida della medicina territoriale / 4 mercoledì, dicembre 2nd, 2020
Di Maria Grazia Cogliati Dezza, psichiatra, già responsabile del Distretto 2 e coordinatrice socio sanitaria dell’Azienda sanitaria triestina La medicina si fa realtà Spesso negli anni, e forse ancora oggi qualcuno lo pensa, l'ospedale ha definito la medicina territoriale come una ...
La sfida della medicina territoriale / 3 lunedì, novembre 30th, 2020
[Photograph by Igor Kovalenko/European Pressphoto Agency] Di Maria Grazia Cogliati Dezza, psichiatra, già responsabile del Distretto 2 e coordinatrice socio sanitaria dell’Azienda sanitaria triestina Ci occupiamo di habitat e pensiamo alle microaree Quando nel 2004-2005 abbiamo sperimentato il passaggio ...
La solitudine dei medici di base giovedì, novembre 26th, 2020
Di Peppe Dell'Acqua Bisogna tornare con rigore su un tema che era stato uno dei punti di svolta della riforma sanitaria del ’78. Non posso non ricordare le parole umanissime di quella legge: territorio, comunità, vicinanza, equità, libertà, dignità. ...
La sfida della medicina territoriale / 2 martedì, novembre 24th, 2020
Di Maria Grazia Cogliati Dezza, psichiatra, già responsabile del Distretto 2 e coordinatrice socio sanitaria dell’Azienda sanitaria triestina Un lavoro tutto interno per costruire una struttura distrettuale forte, coesa, di senso Nel gruppo, la componente numericamente più rilevante era costituita ...
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