diritti
Salute diritto fondamentale. Perché c’è bisogno di una mobilitazione mercoledì, luglio 10th, 2019
Il prossimo 12 luglio si terrà a Roma presso la Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini (Piazza della Minerva, 38) dalle 10 alle 13 il seminario dal titolo Salute diritto fondamentale. Perché c'è bisogno di una mobilitazione. Saranno ...
Vecchi da slegare mercoledì, giugno 19th, 2019
21-22 maggio 2019 Al Forum Salute Mentale Buongiorno, sono Silvia, OSS da tre anni nella provincia di Parma. Ho lavorato per 12/13 anni come responsabile di un grazioso vivaio a Sant'Ilario d'Enza, presso un progettista privato, ma poi, per ragioni ...
A Brescia nasce l’Associazione Marco Cavallo domenica, giugno 16th, 2019
Il 5 marzo 2019 il Forum per la Salute Mentale di Brescia ha costituito l’Associazione Marco Cavallo. Il Forum salute mentale è attivo a Brescia da diciassette anni. Riconosciutosi da sempre nello spirito e nelle elaborazioni del Forum nazionale, ha attivato tutte ...
Psicopolitica. Città Salute Migrazioni giovedì, giugno 13th, 2019
Di Benedetto Saraceno Undici brevi riflessioni morali su questioni fondamentali ma anche attuali: la città e le sofferenze individuali e collettive che la attraversano, la salute e i suoi determinanti sociali, i fenomeni migratori e le contraddizioni che portano, la insofferenza per ...
…E Tu Slegalo subito! E i vecchi? giovedì, giugno 6th, 2019
L'attenta giornalista Francesca De Carolis ci ha segnalato Vecchi da morire. Anziani in casa di riposo, libro di Silvina Petterino, un'infermiera che ha raccontato cos'è la vita nelle case di riposo, un'autrice che vorremmo e cercheremo di conoscere meglio. Le case di ...
Il Forum al Pride mercoledì, giugno 5th, 2019
Il Forum Salute Mentale partecipa con Un'altra città al FVG Pride, che si terrà a Trieste il prossimo 8 giugno. In un’altra città sono i desideri e i sogni che fanno muovere le persone, che regolano le leggi e che indirizzano le ...
Yo también martedì, giugno 4th, 2019
Giovedì 6 giugno alle ore 17 al Teatro Tor Bella Monaca di Roma sarà presentato il volume INCLUSION/EXCLUSION, pubblicato in occasione della mostra omonima che si è chiusa alle Gallerie Sacconi del Vittoriano nel mese di febbraio ed è ora esposta, ...
Ancora una morte per TSO (?) martedì, maggio 28th, 2019
Per una psichiatria gentile Di Peppe Dell’Acqua Continuano ipotesi di proposte di abolizione del trattamento sanitario obbligatorio e di introduzione dell'amministratore di sostegno, di avvocati e di giudici. Si tratta di proposte che, seppure possano essere riconosciute per il loro contenuto di spingere oltre ...
La Resistenza è, sempre venerdì, maggio 24th, 2019
Di Silva Bon[*] Sono una cittadina, sono una storica e sono una persona che ha esperienza di sofferenza mentale – io vivo l’esperienza di sentire le voci – mi sento coinvolta, in maniera particolarmente forte, totalizzante a partecipare a questo incontro. Dobbiamo denunciare ...
Incontrollabili e incontrollate giovedì, maggio 16th, 2019
Di Agnese Baini, dottoressa in Storia del libro, Università degli Studi di Udine «È un fatto universalmente noto che uno scapolo provvisto di un cospicuo patrimonio non possa fare a meno di prendere moglie»[1]. Questo è il famoso incipit di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Vi chiedo ora di fare un piccolo esercizio: se invece del maschile “scapolo” vi fosse scritto “zitella”, quale sarebbe il fatto universalmente noto? C’è una forte dissimmetria e una differente connotazione tra l’idea di autonomia e di indipendenza declinata al maschile o al femminile. Questa è solamente la prima delle tante riflessioni che mi ha suscitato il libro Luride, agitate, criminali [2](Carocci editore) di Candida Carrino. Il volume è la sintesi di una ricerca sulle cartelle cliniche delle internate dell’ospedale psichiatrico Santa Maria Maddalena di Aversa (Caserta); questo è l’ultimo nome con cui la struttura è stata conosciuta, fino alla sua chiusura nel 1999, ma iniziò la sua carriera, nel 1813, con il più poetico “Reale Casa de’ matti”. Carrino si muove all’interno dell’archivio dell’ex ospedale psichiatrico, studiando le cartelle cliniche e le storie in esse contenute. È un’azione interessante provare a ridare forma ad una persona dietro le pagine compilate, dove c’è scritto ciò che il medico voleva vedere e non ciò che la possibile internata avrebbe voluto raccontare. Per esempio, c’erano segnalati altri casi di pazzia in famiglia oppure azioni “anomale” compiute in passato; le cartelle cliniche non contengono dunque solo ciò che è accaduto dentro il manicomio ma anche quello che è accaduto fuori e prima. Già qua c’è un’ulteriore dissimmetria: è lo sguardo di un medico maschile che guarda il corpo femminile per trovare la follia (la principale diagnosi, con 302 casi, è per “malinconia/stato depressivo/psicosi maniaco-depressiva”), nonostante Camilla Restellini Bassanesi – di cui parlerò più avanti – chiese, nel 1947, che vi fosse «una medichessa»[3]all’interno della struttura.
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