elettroshock
Dimenticare l’elettroshock martedì, novembre 10th, 2020
[disegno di Camilla] Di Allegra Carboni Una delle prime cose che Sarah mi ha scritto nelle e-mail che ci siamo scambiate è che le persone se la prendono davvero sul personale quando non ti ricordi di loro. Non parlava per ...
Elettroshock martedì, dicembre 24th, 2019
Tempo Reale Collection ELETTROSHOCK Pierpaolo Capovilla & Tempo Reale Electroacoustic Ensemble Dal 16 dicembre in vendita su temporeale.it Dedicato ai folli. La malattia mentale come condizione esistenziale e disturbo, come privazione della libertà, segregazione. ...
“Iniezioni nel cervello cacciano i foschi pensieri”, o delle miserie della psichiatria venerdì, luglio 26th, 2019
Abbiamo ricevuto da Gian Antonio Stella, che sta conducendo una ricerca sulla disabilità nel corso della storia e che di tanto in tanto si confronta giocosamente con la Redazione del Forum Salute Mentale, due articoli usciti sul Corriere della Sera negli anni '60. Pubblichiamo di seguito il primo pezzo, scritto da ...
La pistola per l’elettroshock in SPDC venerdì, giugno 14th, 2019
In una lettera firmata dalla presidente della Fasm di Lucca e del Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale Gemma Del Carlo le associazioni per la salute mentale della Toscana chiedono di non utilizzare il Taser in particolare nei reparti ...
Di cosa parliamo quando parliamo di taser giovedì, giugno 13th, 2019
Di Piero Cipriano La notizia non è di questi giorni, è passato ormai quasi un mese da quando i carabinieri sono intervenuti all’ospedale di Ponte a Niccheri (Santa Maria Annunziata), nel Comune di Bagno a Ripoli (Firenze), e hanno utilizzato la pistola Taser per sedare ...
Rapporto dall’ultima diga di montagna in cui si parla di Elettroshock domenica, ottobre 15th, 2017
di Donato Morena Tra qualche giorno si terrà (si è tenuto, il 13 settembre us. Ndr) un incontro a Montichiari (Brescia) in cui si parlerà anche di Elettroshock. Non è casuale, immagino, la scelta del luogo essendo sede ...
Brescia – Montichiari: lettera al giornale di Massimo Fada giovedì, ottobre 12th, 2017
Siamo passati (e la mancanza di dati precisi dice della serietà della ricerca sull'elettroschock, non solo in termini di esiti), dicevo siamo passati da 1406 pazienti nel triennio 2008/2010 (unici dati ufficiali 2012 Ministro Balduzzi: 521/2008, 480/2009, 405/2010) ai circa 300 nel 2014 nelle 6/10 strutture in cui si ...
Sembrava chiudersi un secolo di vergogna giovedì, ottobre 12th, 2017
di Peppe Dell'Acqua Devo confessare tutta la mia incompetenza. Quando parlo di elettroshock (ECT) non so bene di cosa parlo: non l’ho mai visto fare, non l’ho mai praticato, non l’ho mai subito(!). Basaglia che spesso gli “gli scienziati” citano, l’ha praticato nella Clinica delle Malattie Nervose e Mentali a Padova negli anni ’50, lo ha trovato al suo arrivo a Gorizia nei primi ’60. Da allora questo trattamento non ha più trovato asilo nelle sue pratiche e nelle nostre future. Di ECT, tuttavia, ho dovuto occuparmi. Mi hanno interrogato le bocche sdentate, il decadimento fisico e intellettivo, lo sguardo vuoto degli internati che lo avevano subito. Il terrore, la sconfitta, la mestizia che ancora dovevo ritrovare nelle loro stentate parole.
Ugo Cerletti: “.. considero l’elettroshock una violenza fatta alla personalità umana..” martedì, agosto 15th, 2017
di Francesca De Carolis “In quel manicomio esistevano gli orrori degli elettroshock. Ogni tanto ci assiepavano dentro una stanza e ci facevano quelle orribili fatture. Io le chiamavo fatture perché non servivano che ad abbrutire il nostro spirito e le nostre ...
A proposito del ritorno dell’elettrochoc domenica, luglio 30th, 2017
di Piero Cipriano Io ho una mia teoria sugli psichiatri che si specializzano – solo – in farmaci o elettrochoc. Se li guardi in faccia quasi mai ricambiano lo sguardo. Guardano di sbieco, o in alto, o in basso, come avessero gravi deficit relazionali, l’empatia non ne parliamo, è per questo, secondo me, che invece di stare con il paziente, comprenderlo, ascoltarlo, parlarci, calarsi nel suo dolore, restituirgli un po’ di speranza, preferiscono somministrargli farmaci o corrente elettrica. È una mia teoria, si capisce. Ma confortata da quasi vent’anni di frequentazione del mondo psi. È per questo che non potevo fare il farmacologo o lo scioccatore, nonostante avessi iniziato la mia carriera proprio con questo tipo di psichiatri.
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