elettroshock
Rapporto dall’ultima diga di montagna in cui si parla di Elettroshock domenica, ottobre 15th, 2017
di Donato Morena Tra qualche giorno si terrà (si è tenuto, il 13 settembre us. Ndr) un incontro a Montichiari (Brescia) in cui si parlerà anche di Elettroshock. Non è casuale, immagino, la scelta del luogo essendo sede ...
Brescia – Montichiari: lettera al giornale di Massimo Fada giovedì, ottobre 12th, 2017
Siamo passati (e la mancanza di dati precisi dice della serietà della ricerca sull'elettroschock, non solo in termini di esiti), dicevo siamo passati da 1406 pazienti nel triennio 2008/2010 (unici dati ufficiali 2012 Ministro Balduzzi: 521/2008, 480/2009, 405/2010) ai circa 300 nel 2014 nelle 6/10 strutture in cui si ...
Sembrava chiudersi un secolo di vergogna giovedì, ottobre 12th, 2017
di Peppe Dell'Acqua Devo confessare tutta la mia incompetenza. Quando parlo di elettroshock (ECT) non so bene di cosa parlo: non l’ho mai visto fare, non l’ho mai praticato, non l’ho mai subito(!). Basaglia che spesso gli “gli scienziati” citano, l’ha praticato nella Clinica delle Malattie Nervose e Mentali a Padova negli anni ’50, lo ha trovato al suo arrivo a Gorizia nei primi ’60. Da allora questo trattamento non ha più trovato asilo nelle sue pratiche e nelle nostre future. Di ECT, tuttavia, ho dovuto occuparmi. Mi hanno interrogato le bocche sdentate, il decadimento fisico e intellettivo, lo sguardo vuoto degli internati che lo avevano subito. Il terrore, la sconfitta, la mestizia che ancora dovevo ritrovare nelle loro stentate parole.
Ugo Cerletti: “.. considero l’elettroshock una violenza fatta alla personalità umana..” martedì, agosto 15th, 2017
di Francesca De Carolis “In quel manicomio esistevano gli orrori degli elettroshock. Ogni tanto ci assiepavano dentro una stanza e ci facevano quelle orribili fatture. Io le chiamavo fatture perché non servivano che ad abbrutire il nostro spirito e le nostre ...
A proposito del ritorno dell’elettrochoc domenica, luglio 30th, 2017
di Piero Cipriano Io ho una mia teoria sugli psichiatri che si specializzano – solo – in farmaci o elettrochoc. Se li guardi in faccia quasi mai ricambiano lo sguardo. Guardano di sbieco, o in alto, o in basso, come avessero gravi deficit relazionali, l’empatia non ne parliamo, è per questo, secondo me, che invece di stare con il paziente, comprenderlo, ascoltarlo, parlarci, calarsi nel suo dolore, restituirgli un po’ di speranza, preferiscono somministrargli farmaci o corrente elettrica. È una mia teoria, si capisce. Ma confortata da quasi vent’anni di frequentazione del mondo psi. È per questo che non potevo fare il farmacologo o lo scioccatore, nonostante avessi iniziato la mia carriera proprio con questo tipo di psichiatri.
Freedom first/La libertà innanzitutto domenica, luglio 30th, 2017
Di come cerchiamo, a rischio di cocenti fallimenti, di tenere vivo l’“umano” nelle pratiche della salute mentale. Le ragioni di una scelta di campo. Oltre le polemiche. di Peppe Dell'Acqua Il testo che segue non vuole affatto alimentare polemiche, o peggio ostilità, che ritengo inutili e dannose. Trovo questa una ...
La replica di Bolzano: “Non chiamatelo elettroshock” martedì, luglio 11th, 2017
Roger Pycha, primario di psichiatria a Brunico, replica alle critiche sul servizio psichiatrico altoatesino pubblicate su salto.bz e difende la terapia elettroconvulsiva. Di Sarah Franzosini Dottor Pycha, c’è una forte denuncia per l’uso della Tec, la terapia elettroconvulsiva, a lungo nota come elettroshock. Enzo Lupo di Psichiatria democratica, ad esempio, l’ha definita “una terapia ascientifica, ottocentesca e abbrutente, che spegne le persone senza curarle”. Con l’applicazione di questa terapia nei reparti lei ha dato un taglio netto con l’eredità lasciata dall’ex primario di psichiatria di Merano Lorenzo Toresini e Franco Basaglia...
Non santificare le feste mercoledì, ottobre 14th, 2015
di Giovanni Rossi. Non ci sono solo le “feste comandate”. Natale, Pasqua, Pentecoste. Ogni giorno ha il suo santo. Anche il calendario laico ha i suoi giorni speciali. C'erano e ci sono la festa della liberazione, la festa del lavoro, la festa della Repubblica e ci sono, spesso predominanti, il ferragosto, i “ponti”, il 25 dicembre di Babbo Natale, il capodanno col botto. E quasi ogni giorno, accanto al santo, il calendario segnala un tema, cui andrebbero dedicati riflessione e impegno civile. Una pletora quotidiana col rischio che il tema del giorno, in barba al messaggio universale che vorrebbe trasmettere, sia celebrato solo dai devoti di quel santo-impegno. C'è il rischio che ognuno santifichi la sua giornata, perdendo la spinta a cambiare lo stato di cose esistenti che l'aveva generata.
Ugo Cerletti (1877-1963) domenica, luglio 19th, 2015
E mi recai al mattatoio (ed ero Direttore dell'Ist. Neurobiol. di Milano) e vidi i crani dei maiali tra le pesanti morse di metallo (e il mio studio in via Savoia) e la leva dell'interruttore (e i miei bronzi antichi ...
Alda Merini: la primavera, la Terra Santa e l’eterno soccorritore. sabato, marzo 21st, 2015
di Silvia D'Autilia È la fine degli anni ’90, il cantautore Roberto Vecchioni decide di comporre una canzone per Alda Merini. Il titolo del brano “Canzone per Alda Merini”, appunto, non prestandosi a scelte denominative particolari, chiarisce fin da subito il motivo alla base della composizione: una dedica. Una manciata di minuti per raccontare un’esperienza. Qualche verso per illuminare un’esistenza.
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