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	<title>forumsalutementale.it &#187; film</title>
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		<title>Il documentario: L&#8217;orizzonte del mare, un viaggio nelle buone e cattive prassi in psichiatria</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 18:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<description><![CDATA[Gentilissimi, sono lieta di invitarvi alla proiezione del documentario L&#8217;orizzonte del mare, un viaggio nelle buone e cattive prassi in psichiatria a cui l&#8217;associazione bergamasca LiberaMente, con Arci Bergamo, lavora da anni. Ci piacerebbe avervi tra il pubblico e avere un vostro riscontro. 
Una produzione Arci Bergamo e Associazione LiberaMente (Lovere)
venerdì 14 ottobre 2011, c/o Auditorium ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-documentario-lorizzonte-del-mare-un-viaggio-nelle-buone-e-cattive-prassi-in-psichiatria/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/copertina_aperta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7588" title="copertina_aperta" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/copertina_aperta-194x300.jpg" alt="copertina_aperta" width="194" height="300" /></a>Gentilissimi, sono lieta di invitarvi alla proiezione del documentario L&#8217;orizzonte del mare, un viaggio nelle buone e cattive prassi in psichiatria a cui l&#8217;associazione bergamasca LiberaMente, con Arci Bergamo, lavora da anni. Ci piacerebbe avervi tra il pubblico e avere un vostro riscontro. </p>
<p>Una produzione Arci Bergamo e Associazione LiberaMente (Lovere)</p>
<p>venerdì 14 ottobre 2011, c/o Auditorium LAB80, piazza Libertà &#8211; Bergamo</p>
<p>ore 21:00 &#8211; ingresso libero</p>
<p><em>Sulla scorta di alcune decisive esperienze del passato, Maurizio intraprende un viaggio nei territori della cura della sofferenza mentale. Durante il suo percorso incontra Massimo, un ragazzo della sua età che è passato attraverso le maggiori realtà di cura e contenimento della marginalità: istituto per minori, comunità per tossicodipendenti, carcere, ospedale psichiatrico giudiziario, comunità psichiatriche. Massimo si unisce a Maurizio nel viaggio, alla ricerca di modi e abitudini di cura del disagio e della sofferenza psichiche. Lungo il percorso saranno accompagnati dalle voci e dalle riflessioni di testimoni, operatori, esperti e studiosi, che li aiuteranno a comprendere se e come è possibile distinguere tra buone e cattive prassi in psichiatria.</em></p>
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		<title>Copia conforme: l&#8217;insostenibile noia dell&#8217;essere occidentale</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Un film noioso ma probabilmente necessario. A mostrare la noia di una cultura, diventata ormai una natura, una seconda pelle, che si sente forte nell’indebolimento della capacità di relazionarsi con l’altro, gli altri. Se dire amare fa specie. Fino a ibernarsi in questa idea, curiosa davvero e non meno pericolosa, che si è fatta di ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/copia-conforme-linsostenibile-noia-dellessere-occidentale/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Copia_conforme.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4107" title="Copia_conforme" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Copia_conforme-180x180.jpg" alt="Copia_conforme" width="180" height="180" /></a>Un film noioso ma probabilmente necessario. A mostrare la noia di una cultura, diventata ormai una natura, una seconda pelle, che si sente forte nell’indebolimento della capacità di relazionarsi con l’altro, gli altri. Se dire amare fa specie. Fino a ibernarsi in questa idea, curiosa davvero e non meno pericolosa, che si è fatta di sé &#8211; la sola forse ancora degna di un qualche straccio di sentimento o di pallidissima empatia. Come succede allo scrittore James Miller, il protagonista maschile di “Copia conforme”, l’ultimo film dell’iraniano Abbas Kiarostami, interpretato non troppo felicemente dal celebre baritono inglese William Shimell al suo debutto cinematografico.</p>
<p>James è un uomo interessante, a tratti fascinoso, ma freddo. Di una freddezza rappresa, algida, che niente più può mordere o sciogliere. Neppure una donna come Elle, impersonata da una Juliette Binoche cangiante e raffinatissima (nonché Palma d’oro per la migliore attrice a Cannes 2010), che avrebbe tutte le carte in regola per riuscirci. Né la soccorre lo scenario di una Toscana ripresa al meglio delle sue doti affabulatorie, dove la vicenda ha luogo, o meglio non luogo.</p>
<p>Molto banalmente, come sempre banale è il disamore &#8211; nonostante tutte le spiegazioni sofisticate che se ne possano dare -, lui non vuole. Né dice perché non vuole, e del resto non serve: basta guardarlo negli occhi, e nemmeno troppo intensamente, per capire che sono spenti. Che «lui è fatto così», la copia conforme del proprio Ego, se mai fosse esistito l’originale.</p>
<p>Lei invece vorrebbe. Disposta a tutto, nel disperato tentativo di convincerlo. Ma convertire l’inconvertibile è da disperati. Non c’è peggior sordo di colui che non vuole sentire, né peggior cieco di chi non vuole vedere. Emblematica è la scena del ristorante. Scena peraltro familiare a un’infinità di donne. E, a ogni buon conto, ad altrettanti uomini, in un mondo grazie al cielo tuttora sufficientemente popolato da quello strano fenomeno che dicesi “coppia”, con due p, più o meno difforme. Lei dunque va alla toilette per farsi bella. Rossetto, orecchini (addirittura due paia, per sicurezza e come si conviene) e solito armamentario femminile. Ritorna, si siede a tavola, e aspetta la reazione. Se lui si accorgerà. Difficile che non si accorga, appesi ai lobi delle orecchie ha due lampadari, e il rossetto non è esattamente in tinta pastello. Lui non soltanto non la guarda e se la guarda non la vede, ma prende a litigare con il vino che sa di tappo, con il cameriere che è un figlio di… e via via con il mondo universo, piantando una scenata talmente finta da sembrare vera. Una copia conforme, di nuovo.</p>
<p>Non per questo Elle si arrenderà. È una donna, e sa bene che quando una donna vuole un uomo se lo prende. Impara le regole del gioco e gioca; improvvisa, calcola, bara, dispensa, mendica, colpisce, si ritira, si nega, si dà. Inventa l’increato e lo modella a sua immagine e somiglianza. Il problema è che James non è interessato a giocare. Forse non lo è stato mai. Poco cambia, la sua noia è dispotica, e finirà per contaminare ogni cosa. Persino il pittoresco scorcio di cielo con tetti che vedremo nell’ultima inquadratura apparirà come uno sbadiglio, persino le melodiose campane che sentiremo suonare in dissolvenza suoneranno alla noia. E chi canterà vittoria, ancora una volta sarà la nostra occidentale «inferiorità sociologica», come ebbe a definirla J. Rodolfo Wilcock, evocando Jacques Bacot nel rammentarci che «Neanche le più civili persone della nostra società potranno mai raggiungere la delicatezza di comportamento di un mulattiere tibetano».</p>
<p>A meno che la noia e i film noiosi non esistano proprio per farci capire che può benissimo non finire così. Perlomeno in quel cinema d’autore dove gli sceneggiatori, i registi e gli attori siamo noi.</p>
<p>Korallina</p>
<p>Trieste, 25 maggio 2010</p>
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		<title>Il cinema degli AMORI FOLLI</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto peggio è andata all’Orso d’oro “Gegen die Wand” (contro il muro) del turco-tedesco Fatih Akin che i traduttori italiani di titoli di film stranieri hanno trasformato in una folcloristica “Sposa turca”. Tuttavia resta un enigma perché l’ultimo film di Alain Resnais “Les herbes folles” (le erbe folli) con tanto di locandina che più esplicita ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-cinema-degli-amori-folli/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3664" href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-cinema-degli-amori-folli/locandina_f/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3664" title="locandina_F" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina_F-180x180.jpg" alt="locandina_F" width="180" height="180" /></a>Molto peggio è andata all’Orso d’oro “Gegen die Wand” (contro il muro) del turco-tedesco Fatih Akin che i traduttori italiani di titoli di film stranieri hanno trasformato in una folcloristica “Sposa turca”. Tuttavia resta un enigma perché l’ultimo film di Alain Resnais “Les herbes folles” (le erbe folli) con tanto di locandina che più esplicita di così… è entrato nelle nostre sale come “Gli amori folli”.</p>
<p>Non che gli amori non ci azzecchino: quella di Resnais, ispirata al racconto “L’incident” di Christian Gailly è una pellicola d’amore a tutti gli effetti. È che strappando dal titolo le erbe matte, si toglie potenza alla metafora che in due parole condensa tutto il succo di quest’opera, la 48.esima del grande regista francese che il 3 giugno prossimo compie 88 anni. Costruita sull’analogia tra le passioni del cuore estreme e le erbe matte, che come la neve in “Cuori” o le meduse in “Parole, parole, parole” ne sono il martellante refrain. Erbe che anche chi di giardinaggio non si intende sa quanto inutile sia ficcarsi in testa di estirpare. Pazze scocomerate che si divertono a spuntare dove e quando vogliono loro, ridendosela di barriere naturali e architettoniche, difese psicologiche e paletti sociali. Pronte a scavalcare ogni barricata e si salvi chi può. I candidati per l’infarto stavolta sono Marguerite, una Sabine Azéma da crampi di invidia, e Georges, un André Dussollier stagionato al punto giusto e che qualcuno ha paragonato a quel formaggio francese che più ammuffisce più lo si apprezza.</p>
<p>Lei, una dentista single senza età con un brevetto per aerei leggeri, un’amica con cui fare coppia fissa, centomila uomini e nessuno giusto. E un vecchio Spitfire della II Guerra Mondiale che chiama «il mio ragazzo»; se non trova niente di più emozionante, lo sposerà. Lui, un cinquantenne che pare un settantenne ben conservato con una moglie che sembra sua figlia, dei figli che sembrano suoi nipoti e un vecchio segreto che lo tormenta quando la nausea esistenziale non ne può più di lui. Per il resto passa il tempo a tosare il prato sotto casa e arrostire cotolette sul barbecue. Non si conoscono, non si sono mai visti e anzi, tutto fa credere che le probabilità che si incontrino sono una su un miliardo. Non il destino, che passando gran parte del suo tempo al cinema a vedere film di una noia mortale, un bel giorno decide di farla lui una commedia come si deve. Inscena così uno scippo ai danni del portafoglio di lei, facendolo trovare a lui, e la scintilla è innescata.</p>
<p>Da lì in poi tutto concorrerà ad annegare i personaggi in un’alone di sogno. Dalla fotografia giocata su oniriche luci al neon, a un’ipnotica voce fuori campo che avvertirà «Non ci si può mai stupire di cosa ti succede quando esci dal cinema», dalla trama che ancora una volta scombina le vite dei protagonisti in un aleatorio e surreale intreccio caro a Resnais, ai sottili dialoghi-monologhi spinti all’assurdo. Come la prima telefonata di Marguerite a Georges per ringraziarlo di aver reso il portafogli smarrito. «Lei mi delude», sbotta di punto in bianco lui, troncando la conversazione. Leggi: «Lei non risponde al film che mi sono girato in testa io». E avanti in un gioco a rimbalzello dell’io penso che tu pensi che io penso che tu… Resistervi sarà eroico, sia per i protagonisti sia per lo spettatore. Che una volta espulso dal sogno (e dal cinema) verrà catapultato dritto in qualchecosa che somiglia molto a un incubo. Cominciando per esempio a chiedersi quante volte ha sorpreso se stesso davanti allo specchio a fare le prove di una conversazione immaginaria con una o uno che appena conosce o che non conosce affatto, a distribuire le parti, recitare le battute, montare le scenografie, indossare i costumi di un copione che non esiste? Quante volte ha inseguito sullo schermo opaco della sua vita le proiezioni delle proiezioni delle proiezioni di una trama amorosa di cui non sa più né quando né dove né perché è iniziata, se è iniziata? E così via.</p>
<p>E se in un primo momento scoprirsi nudo potrà dargli sui nervi e si consolerà dicendo che dopotutto era solo un film, sebbene con la firma di un grande mago del cinema che si è bellamente preso gioco di lui, ripensandoci a freddo proverà un certo crescente sollievo. Finendo col ringraziare il vecchio stregone per avergli ricordato, e senza nemmeno scomodare quell’altro di un invasato del suo compatriota di nome Verlaine, che «il miglior modo per realizzare un sogno è svegliarsi».</p>
<p>Korallina</p>
<p>Trieste, 5 maggio 2010</p>
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		<title>Concorso internazionale per cortometraggi indipendenti</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 1° giugno 2010 sarà possibile iscrivere gratuitamente le proprie opere all’Acquedolci Independent Film Festival (AIFF), concorso internazionale per cortometraggi indipendenti insignito, per il terzo anno consecutivo, della prestigiosa certificazione di qualità Top Video di Tutto Digitale.
 Alla competizione internazionale sono ammessi cortometraggi a tema libero di ogni genere (fiction, animazione, musicale, documentario, sperimentale), girati ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/concorso-internazionale-per-cortometraggi-indipendenti/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino al 1° giugno 2010 sarà possibile iscrivere gratuitamente le proprie opere all’Acquedolci Independent Film Festival (AIFF), concorso internazionale per cortometraggi indipendenti insignito, per il terzo anno consecutivo, della prestigiosa certificazione di qualità Top Video di Tutto Digitale.</p>
<p> Alla competizione internazionale sono ammessi cortometraggi a tema libero di ogni genere (fiction, animazione, musicale, documentario, sperimentale), girati in qualsiasi formato, di durata non superiore ai 15 minuti (titoli di testa e coda inclusi) e la cui data di realizzazione non sia anteriore al gennaio 2006.</p>
<p>Tra le opere “in concorso” saranno assegnati i seguenti premi:</p>
<ul>
<li>Premio AIFF 2010 – Miglior cortometraggio (€ 1.000,00 + trofeo);</li>
<li>Premio AIFF 2010 International – Miglior cortometraggio votato dalla Giuria popolare (trofeo);</li>
<li>Premio AIFF/Scuola 2010 – Miglior cortometraggio prodotto e realizzato dagli studenti delle scuole primarie e secondarie (€ 300,00 + trofeo);</li>
<li>Premio AIFF/Sicilia 2010 – Miglior cortometraggio sulla Sicilia (16 ore di post-produzione offerte dalla Lamantino Brothers di San Benedetto del Tronto + trofeo);</li>
<li>Premio PsychoLand 2010 – Linguaggi innovativi (trofeo);</li>
<li>Premio GooWai 2010 alla miglior fotografia (trofeo);</li>
<li>Premio della Stampa (trofeo).</li>
</ul>
<p> Organizzato dall’Associazione turistica Pro Loco Acquedolcese (presieduta da Francesco Sciambarella) e dalla PsychoLand di Iarumasami (Antonio G. Valenti), la terza edizione dell’AIFF si svolgerà ad Acquedolci (ME) nei giorni 27, 28 e 29 agosto 2010.</p>
<p>Ulteriori info su: www.psycholand.it e <a href="http://www.prolocoacquedolci.it">www.prolocoacquedolci.it</a></p>
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		<title>Fiction TV nel nome di Basaglia</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 11:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stata un successo l’anteprima della fiction &#8220;La città dei matti&#8221; che andrà in onda su Rai Uno il 7 e 8 febbraio
Un applauso lungo 20 minuti con una standing ovation per gli attori, ma soprattutto per i pazienti dei centri di igiene mentale che hanno assistito alla proiezione in prima nazionale della fiction Rai ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/fiction-tv-nel-nome-di-basaglia/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2848" href="http://www.news-forumsalutementale.it/fiction-tv-nel-nome-di-basaglia/1cera_una_volta_la_c/"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2848" title="1Cera_Una_volta_la_c" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/1Cera_Una_volta_la_c-180x180.jpg" alt="1Cera_Una_volta_la_c" width="180" height="180" /></a>E’ stata un successo l’anteprima della fiction &#8220;La città dei matti&#8221; che andrà <strong>in onda su Rai Uno il 7 e 8 febbraio</strong></p>
<p>Un applauso lungo 20 minuti con una standing ovation per gli attori, ma soprattutto per i pazienti dei centri di igiene mentale che hanno assistito alla proiezione in prima nazionale della fiction Rai &#8216;C&#8217;era una volta la città dei matti”, dedicata allo psichiatra Franco Basaglia e presentata al Bif&amp;st Fiction di Bari al Teatro Petruzzelli.</p>
<p>E&#8217; stato il produttore Rai Tonino Nieddu a commentare il successo della proiezione che ha visto un foltissimo pubblico seguire immobile per oltre tre ore un filmato anche molto emozionante e commovente. La fiction è stata presentata dal regista Marco Turco, dall&#8217;attore Fabrizio Gifuni, da Alberta Basaglia, da Giuseppe Dell&#8217;Acqua, direttore del dipartimento salute mentale di Trieste, e da Mariagrazia Giannichedda, presidente della Fondazione Basaglia.</p>
<p>Nel corso della presentazione ha telefonato Claudia Mori, che ha prodotto come &#8216;Ciao Ragazzi&#8217; la fiction per la Rai: si è detta felice del successo e dispiaciuta per non aver potuto assistere alla proiezione perché trattenuta a Milano da motivi personali. La Fiction sarà trasmessa su RaiUno il 7 e l&#8217;8 febbraio.</p>
<p>&#8220;La grande intuizione di Franco Basaglia, quella raccontata nell&#8221;Istituzione negata, è stata di aver detto che &#8216;l&#8217;impossibile può diventare possibile, e non a proposito di un&#8217;automobile come dice una pubblicità, ma della realtà – ha commentato Mariagrazia Giannichedda, presidente della Fondazione Basaglia, alla presentazione della fiction -”.</p>
<p>&#8220;E&#8217; stata un&#8217;operazione importante &#8211; ha continuato &#8211; perché si parla di qualcosa che è accaduto ma viaggia ancora in Italia e nel mondo. In questo paese sembra che sia rimasta solo l&#8217;amministrazione dell&#8217;esistente, che tutto può essere solo come è, invece tutto può essere diverso da come è, bisogna rimettere in circuito il dibattito&#8221;.</p>
<p>&#8220;La legge Basaglia &#8211; ha aggiunto Giuseppe Dell&#8217;Acqua, direttore del dipartimento di salute mentale di Trieste, uno dei collaboratori di Basaglia &#8211; ha prodotto un cambiamento che si è realizzato, completato, da quel giorno i malati mentali non perdono più i loro diritti civili, rimangono cittadini a tutti gli effetti&#8221;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2849" href="http://www.news-forumsalutementale.it/fiction-tv-nel-nome-di-basaglia/turco/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2849" title="turco" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/turco-180x180.jpg" alt="turco" width="180" height="180" /></a>Il regista Marco Turco che ha conosciuto lo psichiatra, prima di iniziare le riprese ha visitato molti centri di igiene mentale, a Imola, Forlì, nel Veneto e nel Friuli, e ha avuto difficoltà &#8211; ha detto &#8211; &#8220;nel trovare in una società di giovani palestrati, attori che potessero impersonare i matti che vivevano negli anni sessanta nei manicomi e che erano brutti&#8221;.</p>
<p>Era molto emozionato Turco e, nonostante le riprese siano terminate e il film in circolazione, non ha ancora preso le distanze dalla sua creatura. Stesso discorso vale per Fabrizio Gifuni che ha aggiunto: &#8220;Personaggi come quello di Basaglia passano nella vita di un attore, se passano, una volta sola, e quando si incontra ci deve essere anche un progetto etico per raccontarlo. E&#8217; stata un&#8217;esperienza oltre i confini personali, artistici, e sul set c&#8217;era sempre la sensazione di mettere in scena, quasi la presenza, una grande personalità&#8221;.</p>
<p>Nel cast anche Vittoria Puccini e Michela Cescon.</p>
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		<title>Mind the Difference &#8211; &#8220;Concorso&#8230; Video&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 14:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[da Fondazione Bertini
&#8220;Mind the difference&#8221; è l’azzardo con cui abbiamo voluto preparare il terreno a Fuori Dove 2010, che si terrà, anche quest&#8217;anno a maggio. Con l’intento di incidere sull’immaginario per combattere lo stigma, abbiamo indetto il primo concorso video sul tema della differenza fra normalità e follia, aperto ad ogni forma di sperimentazione espressiva. ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/mind-the-difference-concorso-video/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da Fondazione Bertini</p>
<p>&#8220;Mind the difference&#8221; è l’azzardo con cui abbiamo voluto preparare il terreno a Fuori Dove 2010, che si terrà, anche quest&#8217;anno a maggio. Con l’intento di incidere sull’immaginario per combattere lo stigma, abbiamo indetto il primo concorso video sul tema della differenza fra normalità e follia, aperto ad ogni forma di sperimentazione espressiva. L&#8217;iniziativa sarà internazionale e terminerà a maggio 2010 quando gli utenti del web eleggeranno i vincitori.</p>
<p>Tutte le informazioni su: <a style="color: #4e4e4e; font-weight: bold; text-decoration: none;" rel="nofollow" href="http://www.mindthedifference.com/" target="_blank">www.mindthedifference.com</a></p>
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		<title>La Mente al Cinema</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[La Mente al Cinema&#8221; (Festival del Cinema Indipendente di Foggia) è l&#8217;unica sezione in concorso permanente, sui temi della psiche, presente nei festival di cinema italiani (oltre cento) annuali. Non è un singolo evento dedicato ma una parte (integrata) di uno dei festival più quotati e longevi della Puglia.
la mente al cinema
LA MENTE AL CINEMA-comunicato ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/la-mente-al-cinema/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Mente al Cinema&#8221; (Festival del Cinema Indipendente di Foggia) è l&#8217;unica sezione in concorso permanente, sui temi della psiche, presente nei festival di cinema italiani (oltre cento) annuali. Non è un singolo evento dedicato ma una parte (integrata) di uno dei festival più quotati e longevi della Puglia.</p>
<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/la-mente-al-cinema.pdf">la mente al cinema</a></p>
<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/LA%20MENTE%20AL%20CINEMA-%20comunicato%20completo20091.pdf">LA MENTE AL CINEMA-comunicato 2009</a>
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<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/la-mente-al-cinema.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>la mente al cinema</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/LA%20MENTE%20AL%20CINEMA-%20comunicato%20completo20091.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>LA MENTE AL CINEMA-comunicato 2009</a>
</p>
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		<title>Aria di Francesco Migliorino</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 15:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[opg/carcere]]></category>

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		<description><![CDATA[Aria racconta immagini, voci e scritture venute alla vita negli anni trenta. Racconta la storia di un soggetto sociale non antropomorfo che non si costituisce in rapporto agli individui concreti, ma che classifica e raduna gli individui che so-no concretamente necessari al suo funzionamento.
Nelle immagini che scorrono non c’è vita. Stanze vuote di ogni forma ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/aria-di-francesco-migliorino/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aria racconta immagini, voci e scritture venute alla vita negli anni trenta. Racconta la storia di un soggetto sociale non antropomorfo che non si costituisce in rapporto agli individui concreti, ma che classifica e raduna gli individui che so-no concretamente necessari al suo funzionamento.</p>
<p>Nelle immagini che scorrono non c’è vita. Stanze vuote di ogni forma di vita, ombre di luci che si portano appresso il nitido profilo delle inferriate alle finestre, corridoi che scorrono infilati uno dopo l’altro, camerate lasciate in pe-nombra, officine ancora pulite e ordinate. E ancora: gabinetti scientifici, cucine, magazzini, vialoni, orti appena piantati. Come nelle monadi di Leibniz, c’è un silenzio assordante nelle immagini di Aria.</p>
<p>Un vero prodigio: è come se il manicomio criminale si fosse riflesso su una la-stra non per mostrarsi, ma per ammutolire — nelle loro effimere esistenze — gli uomini in carne e ossa che radunava giorno dopo giorno per la necessità della Scienza e per le urgenze della Sicurezza.</p>
<p>Ciò che pulsa sotto la nuda superficie delle immagini si palesa solo indiretta-mente, attraverso una determinata sintomatologia. Per questa ragione il video dà voce alle scritture degli internati e alle diagnosi degli alienisti, con la gaia spe-ranza di poter violare il sigillo del segreto e l’astuzia della macchina.</p>
<p>La musica di John Cage fa sì che il brusio della follia risulti assordante quanto il silenzio che lo separa dai discorsi della ragione e della verità. In una stanza vuo-ta, a pochi passi dai sedili dell’aria.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>Francesco Migliorino: migliorino@lex.unict.it</p>
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