libri
Noi due siamo uno venerdì, maggio 7th, 2021
Storia di Andrea Soldi Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere. Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina ...
L’arte di fare retromarcia venerdì, maggio 7th, 2021
Di Carlo Miccio / Con una certa diffidenza, ma anche l’ostinato desiderio di farmi un’opinione tutta mia, ho deciso di leggermi L’arte di legare le persone, pubblicato da Einaudi e scritto da Paolo Milone, che di mestiere fa lo psichiatra. Un libro che sin dal titolo mira a nobilitare la ...
La panchina di Andrea venerdì, maggio 7th, 2021
Di Peppe Dell’Acqua È da tempo che sento parlare del grigiore delle psichiatrie che oggi tengono il campo. «Le mani alla gola degli schizofrenici», per dirla con David Cooper, continuano a soffocare emozioni, parole, passioni. Una scena, questa, che oggi si mostra quasi ovunque senza veli e senza vergogna alcuna. Avevo saputo della morte di Andrea dal giornale radio. Amici torinesi mi chiamarono il giorno dopo. Mi chiesero di scrivere qualcosa, di commentare, di prendere posizione. Quello che era accaduto nel piccolo giardino pubblico di Torino aveva assunto immediatamente le dimensioni di una imperdonabile violenza. Una morte così dovrebbe essere impensabile oggi, solo se finalmente gli psichiatri, gli infermieri, i direttori generali delle aziende, i governi regionali volessero veramente sapere qualcosa della incommensurabile lontananza delle persone che vivono l’esperienza, del loro bisogno di aiuto e di ascolto. E non continuare a brandire come un rozzo randello il Trattamento sanitario obbligatorio. Allora scrissi che il Tso non è un mandato di cattura. Quasi ovunque – è impressionate in quanti, troppi luoghi ciò accade – gli psichiatri si interrogano poco, i sindaci ancor meno, i giornalisti si adeguano. Ovunque, dicevo, il Tso finisce per essere non quel momento di garanzia, di difesa del cittadino, specie mentre manifesta la sua totale fragilità e un profondissimo bisogno di ascolto e di comprensione, ma la fredda esecuzione di un’ordinanza. Il legislatore aveva voluto indicare un “obbligo” che i servizi devono assumere alla negoziazione, alla responsabilità di curare soprattutto quando la persona rifiuta le cure. Un esercizio non facile: obbligare alla cura e salvaguardare dignità, ascolto, comprensione. Le prime pagine del libro di Matteo Spicuglia (Noi due siamo uno, Add editore, 2021) sono agghiaccianti. Non posso non dirvi che le ho lette con un nodo in gola e una profonda emozione tra rabbia e solidarietà che non mi ha lasciato anche nei giorni successivi. Andrea viene ucciso da incolpevoli agenti della polizia municipale e dalla totale incompetenza e negligenza propria delle psichiatrie e per la non più tollerabile assenza di politiche governative e regionali che vogliano rendersi conto che esiste non solo un dettato costituzionale, una legge dello Stato, ma anche organizzazioni, dispositivi e culture che devono agire prima che la distanza diventi incolmabile. Quel tipo di intervento, il Tso, che purtroppo si conclude anche tragicamente, è il frutto dell’inerzia, della criminale disattenzione delle politiche regionali e delle aziende sanitarie che ancora non attivano – ma quando mai lo faranno – presidi forti di salute mentale comunitaria, diffusi e presenti nel territorio, disposti ad accogliere, ad ascoltare, a intervenire ventiquattr’ore su ventiquattro, ogni giorno, per tutta la settimana. Le morti, che qui non voglio più elencare ma che ognuno di voi ricorda degli ultimi 10-12 anni, sono avvenute sempre per il vuoto prima che l’intervento di “cattura” abbia inizio: vuoto di ascolto, di capacità di smontare il lievitare della crisi e della domanda repressiva. Il Forum spesso, e continua a farlo, discute e informa, le cattive pratiche non mancano. Non ultima la morte di un altro quarantenne, Matteo Tenni, avvenuta nel piccolo paese di Ala nel trentino, ucciso dai carabinieri in un intervento determinato ancora una volta da quel vuoto di cui continuiamo a “urlare”. Con Matteo Spicuglia ho discusso del suo prezioso lavoro quando il libro stava per entrare in stampa, ho risposto alle sue domande, e quando finalmente ho letto il pdf non ho potuto trattenermi dal chiamarlo. Il suo è un lavoro prezioso, va letto, consigliato. I giovani che si accingono a questi mestieri troveranno ragioni per interrogarsi. Un solo appunto: il titolo. Sarebbe stato appropriatissimo e sufficiente il sottotitolo la morte di Andrea Soldi, mentre è davvero inaccettabile che ancora si scriva morto per Tso perché, non mi stanco di ripeterlo, si muore per le sgangheratezze, le autoreferenzialità, le distanze delle psichiatrie, per la miseria delle organizzazioni del territorio, per la costante scarsità di risorse, per la trascuratezza e le approssimazioni dei servizi formativi. Ma il libro non finisce qui. Saranno le carte che Andrea lascia nel suo appartamento, i suoi scritti, la bellezza e la profondità delle sue riflessioni, il racconto emozionante e poetico del suo mondo interno che costruiscono l’altra parte del libro e un interrogativo inquietante. Venticinque anni di “malattia” e di contatti con i servizi di salute mentale, sostenuti dalla amorevole sollecitudine di sua madre, di suo padre, di sua sorella, hanno fatto poco per illuminare il mondo così ricco di Andrea, riducendo tutto a cosa, a diagnosi, a farmaco.
Benessere mentale di comunità. Teorie e pratiche dialogiche e democratiche lunedì, maggio 3rd, 2021
Di Raffaele Barone e Maria Selene Tarascio La cornice culturale e professionale alla base delle esperienze descritte e proposte nel libro Benessere mentale di comunità. Teorie e pratiche dialogiche e democratiche va rintracciata nel moderno concetto di medicina partecipativa, ...
Che cos’è la salute mentale venerdì, aprile 30th, 2021
[testo integrale del contributo raccolto in Quale psichiatria? Taccuino e lezioni di Franco Rotelli, appena pubblicato da Edizioni alphabeta Verlag per Collana 180] Può essere che la salute mentale sia il contrario della follia. Per quel che ...
Ci chiamavano matti. Voci dal manicomio (1968-1977) martedì, aprile 20th, 2021
Di Paolo F. Peloso [recensione uscita su psychiatryonline.it] Gli anni ’60-’70 sono il momento nel quale ha avuto inizio in Italia la lunga opera di deistituzionalizzazione nella quale la psichiatria italiana è ancora impegnata. E anche il momento nel quale ...
L’arte della cosificazione giovedì, aprile 15th, 2021
[Illustration by Rachel Levit Ruiz] Di Gabriella Toro Ricordiamo anche il caso di Andrea Soldi, morto a causa di erronee manovre di immobilizzazione, eseguite al fine di trasportarlo in ospedale in regime di Tso. Il 14 aprile esce un libro ...
Pretesti. Un libro al mese per ripensare alla cura e alle pratiche della salute mentale mercoledì, aprile 14th, 2021
Proseguono gli appuntamenti con la lettura promossi da Conferenza Basaglia per confrontarsi sullo stato di salute della sanità pubblica ai tempi del Covid a partire dalla lezione basagliana. Protagonista dell’incontro di giovedì 15 aprile sarà il messaggio di ...
Uno psichiatra e tre infermieri sopra di me lunedì, aprile 5th, 2021
Di Silva Bon Irritazione e sconcerto, queste le mie prime reazioni, dopo la lettura-confronto con il libro di Paolo Milone, L’arte di legare le persone. E anche dolore e paura, timore per una possibile regressione delle pratiche messe in campo dagli ...
Quale psichiatria? Taccuino e lezioni di Franco Rotelli lunedì, aprile 5th, 2021
Quale psichiatria? Taccuino e lezioni è una raccolta di 22 saggi, scritti tra il 1967 e il 2018, che riprende lo straordinario percorso umano e professionale di Franco Rotelli, tra i protagonisti della riforma psichiatrica in Italia e ...
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