porte aperte
Il libro delle metamorfosi – Intervista a Piero Cipriano giovedì, maggio 10th, 2018
di Gioacchino Toni Dopo aver pubblicato La fabbrica della cura mentale (2013), Il manicomio chimico (2015) e La società dei devianti (2016), in occasione dell’imminente uscita del suo nuovo libro, Piero Cipriano anticipa in questa intervista alcune questioni trattate nella pubblicazione edita, come ...
Matti ancora da slegare a quarant’anni dalla Legge Basaglia mercoledì, maggio 2nd, 2018
di Antonella Barina In Italia ci sono 320 reparti di psichiatria, all’interno di ospedali generici, dove si ricovera chi è in fase di sofferenza acuta. Di questi 320 Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, Spdc (si chiamano così), solo una ventina ...
Storie Interdette – Un bando per giovani teatranti sabato, gennaio 13th, 2018
Il gruppo teatrale chille della balanza invita giovani attori a cimentarsi con ricerche e narrazioni sul tema della salute mentale oggi San Salvi, città aperta, accoglierà eventi teatrali e dibattiti nel corso di questo speciale anno. Storie interdette è un Bando Nazionale con premio annesso dedicato alla giovane creazione contemporanea nell’ambito delle arti drammaturgiche e performative. Il Bando si pone come occasione di visibilità e di riflessione per i giovani. A 40 anni dalla Legge Basaglia Storie interdette intende favorire la consapevolezza dei giovani sul percorso di superamento del manicomio e così aiutare a trovare risposte ai problemi dell’attuale società.
Legami 1. Un pomeriggio in Psichiatria martedì, dicembre 26th, 2017
di Emanuela Nava Caro Peppe, desidero farti sapere quello che ho visto ieri. O meglio ancora segnalarti, come però temo tu già sappia, che anche nella civilissima Milano le cinghie di contenzione non sono state abolite.
Ribadito a Parma che le Rems non sono Opg in sedicesima mercoledì, dicembre 13th, 2017
Nella recente risoluzione, il Consiglio Superiore del-la Magistratura dice che le “Rems  assumono connotazioni del tutto differenti rispetto agli OPG”. (...) “La riforma ha, dunque, posto al centro del nuovo sistema i dipartimenti di salute mentale, divenuti titolari dei programmi ...
Tornavo da Trieste. 3 martedì, novembre 21st, 2017
Per una psichiatria gentile di Emanuela Nava Alla fine è stata ricoverata, così non si poteva andare avanti, si rifiutava di prendere qualsiasi medicina che l’aiutasse a stare meglio. Ma il giorno in cui è stata portata al reparto di psichiatria, ...
Tornavo da Trieste. 2 domenica, novembre 12th, 2017
Per una psichiatria gentile di Emanuela Nava [1] Il treno aveva rallentato, dal finestrino si vedevano scorrere luci di strade, macchine, case. Eravamo all’inizio di dicembre, splendevano anche alcuni alberi di Natale. La signora afferrò la sciarpa e la avvolse attorno al collo. -Per me è Natale ogni volta che nasce un bambino.- disse all’improvviso. – È Natale anche ogni volta che una persona rinasce. L’ho detto alla psicologa, quando, finalmente, dopo i mesi di torpore che le avevano procurato i farmaci, mia figlia è rinata e doveva solo prendere una polverina che faceva sciogliere nell’acqua. Era solo un modo per rendere tutto un po’ più lieve, chiamarla formula magica.
Tornavo da Trieste. 1 domenica, novembre 5th, 2017
Per una psichiatria gentile di Emanuela Nava [1] Tornavo da Trieste, dove ero stata a trovare Peppe dell’Acqua, amico recente, di cui leggevo da anni i libri, le interviste e insomma tutti quei meravigliosi fatti che avevano portato alla 180, la rivoluzionaria legge Basaglia. Ero in uno scompartimento quasi vuoto di una Freccia Rossa partita nel buio alle cinque del pomeriggio di un giorno invernale. Niente mare alla mia sinistra, niente blu turchese, il colore luminoso che mi aveva accolto all’improvviso all’andata, dopo un viaggio mattutino trascorso da Milano a Venezia quasi tutto nella nebbia. Avevo appoggiato un libro sul tavolinetto. E la borsa sul sedile libero accanto al mio. Avevo persino allungato le gambe, felice di essere sola in un posto vicino al finestrino che, quando il treno è pieno, lascia a mala pena la possibilità di muovere i piedi.
Lo splendido diario domenica, ottobre 29th, 2017
di Eugenio Borgna La legge 180 ha radicalmente cambiata, nel 1978,  la ragione d’essere pratica, e anche teorica, della psichiatria italiana, cancellandone le intollerabili modalità di realizzazione, e rendendola la migliore delle psichiatrie possibili; ma ancora oggi non sempre, e non in ogni regione, le modalità concrete di fare psichiatria corrispondono ai grandi ideali scientifici, etici e umani, che animano la legge di riforma, e questo in particolare nel contesto dei servizi ospedalieri di psichiatria. Ci sono servizi nei quali le porte sono chiuse, e nei quali la dilagante somministrazione psicofarmacologica non si accompagna a strategie psicoterapeutiche e socioterapeutiche; e ci sono servizi nei quali la contenzione, questa violenza che ogni psichiatria degna di questo nome rifiuta, continua a essere attuata. Sono nondimeno comportamenti, questi, che non mancano, e sono forse frequenti, anche in quelle strutture che si possono chiamare, almeno indiziariamente, comunitarie. Come si correlano con queste mie considerazioni generali le esperienze di Alberto Fragomeni, l’autore di Dettagli inutili, che è il doloroso splendido diario della sua sofferenza psichica rivissuta nel corso degli anni con coraggio, e con passione?
Le ragioni del Ddl. Ridurre le drammatiche differenze domenica, ottobre 22nd, 2017
Centri di salute mentale (Csm), presenti mediamente in numero adeguato in tutto il territorio nazionale (1 ogni 80-100mila abitanti) non sono equamente distribuiti. In alcune Regioni, per via delle razionalizzazioni e degli accorpamenti, vanno ulteriormente riducendosi di numero, insistendo su aree estese e popolazioni sempre più numerose. Sono aperti per fasce orarie ridotte. Ad eccezione di alcune realtà regionali, i Csm sono aperti per 8- 12 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. Gli interventi di gestione della crisi, di presa in carico individuale, di sostegno alle famiglie e all’abitare, di integrazione sociale, finiscono per essere insufficienti o del tutto assenti. Frequente è la riduzione alle sole visite ambulatoriali (con il ricorso a sterminate liste di attesa) per prevalenti prescrizioni farmacologiche.
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