porte aperte
L’UNASAM in audizione alla Commissione ministeriale d’inchiesta martedì, maggio 11th, 2010

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Ascolta l'intervento! Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale Senato della Repubblica, 5 maggio 2010 -  A seguito dell'inchiesta su alcuni aspetti della medicina territoriale, con particolare riguardo al funzionamento dei Servizi pubblici per le tossicodipendenze e dei Dipartimenti di salute mentale: audizione di rappresentanti dell'Unione ...
Per uscire dalla miseria difensiva della Legge 180 venerdì, aprile 30th, 2010
Appunti per le iniziative:   tenere sempre distinta la psichiatria intesa come branca della medicina dalla psichiatria intesa come assistenza a chi soffre di disturbi mentali. Non ci interessa discutere delle cause, dei nomi da dare ai disturbi (anche perché cambiano in continuazione come ben rappresenta la prossima edizione del manuale americano dei disturbi mentali -il DSM V- e come ci dicono le persone immigrate da paesi extracomunitari). Franco Basaglia quando affermava che bisognava “mettere tra parentesi la malattia”, non voleva dire che la malattia non esiste-come sostenevano i suoi oppositori, ma che bisognava occuparsi al meglio delle persone che stavano male;
Lettera di un infermiere coraggioso al suo primario sul tema delle contenzioni sabato, ottobre 31st, 2009
Il luogo e i nomi della primaria e dei casi sono omessi per ovvii motivi. Gentile dottoressa, desidero richiamare un episodio accaduto in Sua presenza e di altri miei colleghi durante il giro-medico del g. 26/6/09. In quell'occasione il medico di reparto, riferendosi al fatto che il signor F. era stato recentemente più volte contenuto fisicamente e che i suoi familiari, che già avevamo sentito lagnarsi, premevano per avere spiegazioni dai responsabili di reparto, ha affermato con una certa enfasi e animazione, che il personale infermieristico doveva mostrarsi solidale e compatto in quelle circostanze per evitare possibili rischi legali. Riferendosi poi a me in modo diretto, mi ha chiesto se fossi d'accordo sul fatto che quel signore fosse stato contenuto le notti precedenti. Preso alla sprovvista, ho risposto solo che in quelle circostanze non ero presente. Il medico ha poi replicato dicendo che quella risposta gli era sufficiente. Rispondo ora a quello che avrei dovuto rispondere subito. Mi auguro prima di tutto che le parole dello psichiatra siano andate oltre alle reali intenzioni, perché, così come sono state espresse, appaiono una gratuita e inaccettabile intimidazione. Se la decisione di contenere una persona è motivata dallo stato di necessità, quel medico non ha nulla da temere e non ha bisogno di richiamare all'ordine gli infermieri. Questo fatto mi dà il pretesto, uscendo dal personale, di dire alcune cose che mi interessano molto. Credo che le linee guida sulla gestione dei comportamenti violenti dei pazienti, adottate da qualche anno dai nostri servizi, possano essere riviste e molto migliorate. Criteri di verifica e aggiornamento sono parte integrante di ogni linea guida e sono peraltro previsti dallo stesso documento. Importante sarebbe anche registrare in forma continuativa informazioni rilevanti. Non solo il numero delle contenzioni, ma come queste sono contestualizzate: Caratteristiche dei pazienti, periodi e circostanze in cui avvengono, motivazioni reali e dettagliate per cui vengono effettuate. Ritengo che l'attuale documento produca l'effetto di ufficializzare e in qualche misura legittimare l'uso della contenzione. Cito testualmente : “Tutto il personale deve essere consapevole della cornice legale che autorizza l’uso del contenimento fisico”. A mio avviso tutto l'impianto delle linee, essendo il frutto di una ricerca su lavori di altri paesi, risulta piuttosto estraneo allo spirito della legge 180, basandosi sulla presunta pericolosità del malato psichiatrico. Credo che alcune espressioni siano comunque difficili da condividere, come quando dice che alcune culture minoritarie sono “inclini alla violenza” e vengono considerate pertanto un fattore di rischio. Su un punto sono però perfettamente d’accordo, quando si afferma che “l'unico motivo che giustifica la contenzione è lo stato di necessità”. Lo stato di necessità, così come definito dall'articolo 54 del c.p. è comunque un'evenienza rara, difficilmente riscontrabile in un servizio psichiatrico, perché il rischio di danno per la vita e l‘integrità della persona, deve essere reale e attuale, non solo paventato. In altre parole: il rischio deve essere gravissimo e incombente, passato dalla pura possibilità, all'imminenza dell'azione. Penso che concetti fra loro collegati come: stato di necessità, urgenza, emergenza, nell'ambito di una psichiatria chiusa e autoreferenziale, abbiano subito una distorsione del loro significato originale che va corretta.
Club Spdc aperti no restraint domenica, ottobre 25th, 2009
Il club fondato nel settembre del 2006, comprende attualmente gli Spdc di: Aversa, Caltagirone-Palagonia, Caltanissetta, Mantova, Merano, Novara, Trieste, Matera, Roma C.,Verona Sud, Enna, Perugia, Portogruaro, DSM Venezia, Treviso. Gli Spdc membri del Club no restraint hanno facoltà di decidere in assemblea quali verifiche attuare allo scopo di ammettere nuovi ...
Leonardo Grassi e Fabrizio Ramacciotti: La Contenzione venerdì, settembre 25th, 2009
Il più elementare dei diritti di libertà solennemente garantiti dalla costituzione è il diritto alla libertà del proprio corpo, il diritto a non essere contenuti, a non essere legati LA CONTENZIONE
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