riflessioni
Ddl Dirindin-Manconi ottimo strumento di lavoro. domenica, ottobre 15th, 2017
Ma serve un confronto di Fabrizio Starace, Presidente SIEP Gentile direttore (*), Il recente intervento di Ivan Cavicchi (vedi) sul DDL Dirindin-Manconi “Disposizioni in materia di Salute Mentale…” (vedi) fornisce una chiave di lettura originale della crisi del sistema di cura per la salute mentale nel nostro Paese, che abbiamo più volte documentato, anche dalle colonne di questo Quotidiano. Tra i pochi esperti di sanità pubblica che ne hanno colto la gravità, Cavicchi cita quello che altrove abbiamo definito il “paradosso della salute mentale”, tormentata dall’aumento e diversificazione dei bisogni, da un lato, e la riduzione delle risorse, soprattutto umane, dall’altro.
Rapporto dall’ultima diga di montagna in cui si parla di Elettroshock domenica, ottobre 15th, 2017
di Donato Morena Tra qualche giorno si terrà (si è tenuto, il 13 settembre us. Ndr) un incontro a Montichiari (Brescia) in cui si parlerà anche di Elettroshock. Non è casuale, immagino, la scelta del luogo essendo sede ...
Quali possono essere i fattori alla base del superamento della contenzione meccanica? domenica, ottobre 15th, 2017
di Roberto Zanfini, Direttore Emergenza Urgenza Psichiatrica di Ravenna AUSL della Romagna Nonostante i Servizi Psichiarici di Diagnosi e Cura ricorrano alla contenzione non sono presenti leggi o norme che la regolamentino essendo stato il  Regio Decreto 615/1909 ” abolito dalla ...
Brescia – Montichiari: lettera al giornale di Massimo Fada giovedì, ottobre 12th, 2017
Siamo passati (e la mancanza di dati precisi dice della serietĂ  della ricerca sull'elettroschock, non solo in termini di esiti), dicevo siamo passati da 1406 pazienti nel triennio 2008/2010 (unici dati ufficiali 2012 Ministro Balduzzi: 521/2008, 480/2009, 405/2010) ai circa 300 nel 2014 nelle 6/10 strutture in cui si ...
Sembrava chiudersi un secolo di vergogna giovedì, ottobre 12th, 2017
di Peppe Dell'Acqua Devo confessare tutta la mia incompetenza. Quando parlo di elettroshock (ECT) non so bene di cosa parlo: non l’ho mai visto fare, non l’ho mai praticato, non l’ho mai subito(!). Basaglia che spesso gli “gli scienziati” citano, l’ha praticato nella Clinica delle Malattie Nervose e Mentali a Padova negli anni ’50, lo ha trovato al suo arrivo a Gorizia nei primi ’60. Da allora questo trattamento non ha più trovato asilo nelle sue pratiche e nelle nostre future. Di ECT, tuttavia, ho dovuto occuparmi. Mi hanno interrogato le bocche sdentate, il decadimento fisico e intellettivo, lo sguardo vuoto degli internati che lo avevano subito. Il terrore, la sconfitta, la mestizia che ancora dovevo ritrovare nelle loro stentate parole.
Salute mentale, cure a rischio. Ecco la mappa delle diseguaglianze domenica, ottobre 1st, 2017
di Fabrizio Starace (presidente Società italiana di Epidemiologia psichiatrica); Flavia Baccari La connotazione territoriale e comunitaria della psichiatria italiana è chiaramente esplicitata negli atti normativi e nei documenti di programmazione nazionali e regionali. Anche la componente ospedaliera dei Dipartimenti di Salute mentale, costituita dai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, è stata riformata - ben prima del Dm 70/2015 - prevedendo un numero di posti letto non superiore a 15 e un rapporto tendenziale posto-letto/popolazione adulta residente pari a 1/10.000. Ciononostante, la differente operatività dei sistemi di cura per la salute mentale nei contesti territoriali e ospedalieri non è mai stata sistematicamente valutata nelle diverse Regioni italiane. La recente pubblicazione dei dati del Sistema informativo Salute mentale (ministero Salute, 2016) e l’elaborazione di indicatori di struttura e di processo su base regionale, condotta dalla Società italiana di Epidemiologia psichiatrica (Starace et al., 2017), ha consentito la costruzione di due Indici sintetici per caratterizzare l’Assistenza psichiatrica ospedaliera/residenziale (centrata sul posto-letto) e l’Assistenza psichiatrica territoriale (centrata nella comunità) in ciascuna Regione.
C’è bisogno di intellettuali riluttanti domenica, settembre 17th, 2017
di Pier Aldo Rovatti Che fine hanno fatto gli intellettuali? Il termine stesso sembra ormai vecchio, quasi estinto. Eppure, quando lamentiamo la crisi di un ceto politico all’altezza degli attuali problemi sociali e dunque capace di governare, ci appelliamo anche a ...
Il coraggio di cambiare se serve a curare mercoledì, settembre 13th, 2017
di Giovanni Rossi Sul sito del Consiglio d'Europa, http://www.coe.int/en/web/cpt/-/cpt-publishes-new-report-on-italy, è liberamente leggibile e scaricabile il report relativo alla visita che la delegazione del “Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pratiche degradanti, inumane e punitive” ha fatto in Italia nel 2016. Oggetto della visita sono state carceri e strutture di psichiatria “giudiziaria” e civile Tra le strutture di psichiatria giudiziaria visitate “brilla negativamente” quella di Castiglione delle Stiviere.
Quella sera di ottobre del 1979 sabato, agosto 26th, 2017
Di Peppe Dell’Acqua Ho conosciuto Franco Basaglia che Gorizia era già finita; lavorava da qualche anno a Colorno ed era nell’aria “il principio dell’avventura triestina”. Era la primavera del 1971. L’occasione fu l’incontro Cus Parma-Cus Napoli. Siamo andati a trovarlo a Colorno, io e alcuni compagni, tutti laureandi in medicina, interni ...
Franco Basaglia e la forza operante dei “matti” sabato, agosto 26th, 2017
“Quando abbiamo cominciato a parlare di questo corso di formazione per gli infermieri, ho detto delle cose che mi sono state rimproverate poi dagli operatori. Ho detto che non è un caso che la scuola degli infermieri, cioè il suo inizio, coincida con la fine della mia gestione triestina. L’interpretazione di alcuni medici di queste parole è stata che la storia è finita e oggi comincia la storiografia: fino a ora si è cambiato, si è trasformato e oggi comincia la razionalizzazione del cambiamento; in altre parole, da questo momento non avverrà niente di nuovo perché ciò che di nuovo è avvenuto a Trieste, è avvenuto con me: oggi comincia la razionalizzazione, si comincia a edificare, ad abbellire la casa che si è cambiata. Io non sono affatto d’accordo con quest’affermazione; penso che ciò non è assolutamente vero perché se trasformazione c’è stata qui a Trieste, questo non è dipeso da me ma dallo sforzo partito da tutti, dagli infermieri, dai medici, ma soprattutto, direi, dalla forza operante dei degenti, dei pazienti, dei "matti", di quelli che oggi chiamiamo "utenti"; perché se non ci fosse stata questa forza trasformatrice nella gente che noi abbiamo curato, nelle persone che venivano a domandare aiuto, noi non avremmo cambiato niente, non avremmo fatto storia [...].”
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