riflessioni
La Resistenza è, sempre venerdì, maggio 24th, 2019
Di Silva Bon[*] Sono una cittadina, sono una storica e sono una persona che ha esperienza di sofferenza mentale – io vivo l’esperienza di sentire le voci – mi sento coinvolta, in maniera particolarmente forte, totalizzante a partecipare a questo incontro. Dobbiamo denunciare ...
Incontrollabili e incontrollate giovedì, maggio 16th, 2019
Di Agnese Baini, dottoressa in Storia del libro, Università degli Studi di Udine «È un fatto universalmente noto che uno scapolo provvisto di un cospicuo patrimonio non possa fare a meno di prendere moglie»[1]. Questo è il famoso incipit di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Vi chiedo ora di fare un piccolo esercizio: se invece del maschile “scapolo” vi fosse scritto “zitella”, quale sarebbe il fatto universalmente noto? C’è una forte dissimmetria e una differente connotazione tra l’idea di autonomia e di indipendenza declinata al maschile o al femminile. Questa è solamente la prima delle tante riflessioni che mi ha suscitato il libro Luride, agitate, criminali [2](Carocci editore) di Candida Carrino. Il volume è la sintesi di una ricerca sulle cartelle cliniche delle internate dell’ospedale psichiatrico Santa Maria Maddalena di Aversa (Caserta); questo è l’ultimo nome con cui la struttura è stata conosciuta, fino alla sua chiusura nel 1999, ma iniziò la sua carriera, nel 1813, con il più poetico “Reale Casa de’ matti”. Carrino si muove all’interno dell’archivio dell’ex ospedale psichiatrico, studiando le cartelle cliniche e le storie in esse contenute. È un’azione interessante provare a ridare forma ad una persona dietro le pagine compilate, dove c’è scritto ciò che il medico voleva vedere e non ciò che la possibile internata avrebbe voluto raccontare. Per esempio, c’erano segnalati altri casi di pazzia in famiglia oppure azioni “anomale” compiute in passato; le cartelle cliniche non contengono dunque solo ciò che è accaduto dentro il manicomio ma anche quello che è accaduto fuori e prima. Già qua c’è un’ulteriore dissimmetria: è lo sguardo di un medico maschile che guarda il corpo femminile per trovare la follia (la principale diagnosi, con 302 casi, è per “malinconia/stato depressivo/psicosi maniaco-depressiva”), nonostante Camilla Restellini Bassanesi – di cui parlerò più avanti – chiese, nel 1947, che vi fosse «una medichessa»[3]all’interno della struttura.
Non sono tutte rose e fiori domenica, maggio 12th, 2019
Di Carmine Schettini «Un uomo è in cucina. Suona il telefono. Si sposta per rispondere ma urta la vasca col pesce rosso, che cade e si rompe. L’uomo comincia a setacciare il pavimento con le mani e si capisce allora che non vede. Cerca, cerca…non lo trova. Mentre il pesce saltella poco più in là. È disperato. Allora vede un’altra soluzione: cerca col tatto lo scarico sul pavimento, si toglie la camicia e lo tappa velocemente. Poi velocissimo riempie il pavimento di acqua. Quando ha finito si siede a terra. Distrutto. E aspetta. Qualche secondo dopo si vede arrivare il pesce: ora può di nuovo nuotare e si infila sotto la sua mano.»* Sono piuttosto emozionato. Sono molto emozionato direi. Avrò affrontato l’argomento nel modo giusto? Mi tremerà la voce? Molti dei presenti li conosco bene, altri un po’ meno. Stamattina arrivando molti mi hanno sorriso, ho visto che erano sinceri, ne sono sicuro. Questi farmaci che prendo adesso mi aiutano a capire meglio il mondo. Nonostante, sono emozionato. Ce ne sono ancora molti che quando mi vedono così dicono: «È ansioso, forse non ha preso i farmaci», è perché sono un paziente psichiatrico; io invece mi sento semplicemente emozionato e i farmaci li ho presi.
Infermieri legati…e tu slegali subito! martedì, aprile 30th, 2019
Di Livia Bicego, Dirigente Infermieristica, per la Rete multiprofessionale del FVG impegnata dal 2006 nella lotta alla contenzione Il 13 aprile 2019 l’Infermieristica Italiana ha perso un’occasione storica Il Nuovo Codice deontologico dell’Infermiere approvato dal Comitato centrale della Federazione e dal Consiglio nazionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche riuniti a Roma nella seduta del 12 e 13 aprile 2019  presenta, in tema di Contenzione, il seguente articolo: « Art 35 – Contenzione. L’Infermiere riconosce che la contenzione non è atto terapeutico. Essa ha esclusivamente carattere cautelare di natura eccezionale e temporanea; può essere attuata dall’equipe o, in caso di urgenza indifferibile, anche dal solo Infermiere se ricorrono i presupposti dello stato di necessità, per tutelare la sicurezza della persona assistita, delle altre persone e degli operatori. »
L’uomo nero giovedì, aprile 18th, 2019
Di Lorenza Magliano, Professoressa Associata di Psichiatria presso l'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" Ci volle un po' di tempo a capire che la sua schizofrenia e la sua paranoia non erano etniche: il suo Paese, il Ghana, non era il ...
Autismo. Abbracciamo le nostre differenze domenica, aprile 7th, 2019
Di Agnese Baini La Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo (World Autism Awareness Day) ...
Ritorno alle radici domenica, aprile 7th, 2019
Di Tobia Bait, studente del corso di laurea di Filosofia dell'università Ca' Foscari di Venezia Il lavoro di De Cristoforo (vedi) si prefigge l’onere di richiamare in una breve descrizione l’evoluzione del rapporto tra società istituzionale italiana e individui viventi ...
Una sana libertà domenica, aprile 7th, 2019
Difesa sociale e cura della persona nella legislazione manicomiale italiana 1904-1978 di Ernesto De Cristofaro, Università degli Studi di Catania La scena originaria entro cui si suole collocare storicamente la nascita del manicomio si svolge nel 1793 ...
1974: Dieci obiettori a San Giovanni sabato, aprile 6th, 2019
Scritto nel luglio 2018 da Angelo Bettoni, ingegnere, già Presidente dell'ALER di Brescia, obiettore di coscienza a Trieste nel 1974 “Ritorno in manicomio dove i pazzi mi sembrano come quegli alberi che vidi una volta in America ...
Il Diario di Pietra giovedì, aprile 4th, 2019
di Antonio Severino, Antropologo Culturale Università di Salerno Raccontare è «un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari». Così Primo Levi apre le prime pagine del suo romanzo Se questo è un ...
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