riflessioni
Sui fatti di Trieste ho qualcosa da dire martedì, ottobre 8th, 2019
Di Allegra Carboni Quanto accaduto nel pomeriggio di venerdì 4 ottobre a Trieste è una tragedia. La morte di due giovani uomini, che indossino o meno la divisa, è una notizia drammatica, che dal punto di vista mediatico risulta ancora più impattante quando riguarda due poliziotti, che rappresentano lo Stato e sono morti, come si dice in questi casi, nell’adempimento del loro dovere. Il dolore che avvolge le famiglie e gli amici delle due vittime, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, merita rispetto e vicinanza.
Bibbiano. E tu che ne pensi? venerdì, agosto 30th, 2019
di Patrizia Pedrazzini, assistente Sociale, Responsabile Area Servizi alla Persona Comune di Soncino, Docente a contratto corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università di Milano Bicocca. Mia figlia mi ha chiesto più volte e tu che ne pensi? E ...
Lo spazio pubblico non è più pubblico giovedì, agosto 29th, 2019
di Agnese Baini. «I selvaggi non hanno fucili. È questo il vero significato dell’essere selvaggi, una condizione che possiamo definire come di dipendenza rispetto allo spazio, così come viceversa si parla del dominio dello spazio da parte ...
Cosa ha cercato il dottor Cascio nei corpi dei migranti? mercoledì, agosto 21st, 2019
Di Luigi Benevelli Mantova, 17 agosto 2019 Nella triste, lunga vicenda della nave Open Arms, bloccata da giorni al largo del porto di Lampedusa, è apparso un nuovo inedito protagonista: il dottor Francesco Cascio, medico responsabile del Poliambulatorio ...
E poi Elena mercoledì, agosto 14th, 2019
Di Peppe Dell'Acqua Avevamo dimenticato la storia di Antonia Bernardini, morta bruciata il 31 dicembre 1974 legata a letto nel manicomio criminale femminile di Pozzuoli. Cominciammo a pensare allora che la pratica della contenzione sarebbe stata bandita. Prese infatti forza la ...
Caro Presidente della Regione Sicilia giovedì, luglio 18th, 2019
A seguito della lettura della relazione sulle criticità riguardo l'assistenza in salute mentale in Sicilia prodotta da Fp Cgil e consegnata all'assessore Razza, abbiamo ritrovato la seguente lettera del 2013 scritta dal Forum Salute Mentale ed indirizzata ...
Report dell’Osservatorio per il superamento degli OPG e sulle REMS lunedì, giugno 24th, 2019
Durante la Conferenza Nazionale per la Salute Mentale sono stati commentati i primi dati prodotti dall'Osservatorio sulle REMS e per il superamento degli OPG. Pubblichiamo di seguito il commento ai risultati della ricerca. A gennaio 2017 l'ultimo internato ha lasciato Barcellona Pozzo ...
Una città che cura per battere le diseguaglianze domenica, giugno 16th, 2019
“La città che cura” di Erika Rossi, dopo il suo debutto a Trieste, ha cominciato un tour impegnativo. A Roma, a Gorizia, a Firenze, a Torino e ai festival di Garda, Foligno e ora Milano, arriverà in almeno altre dieci città. ...
Un’inutile carezza per capovolgere il mondo giovedì, giugno 13th, 2019
Di Francesca De Carolis Laszlo, e poi Esa e poi Euro, e poi Flì…storia degli ospiti della “casetta”. Nel racconto di un obiettore di coscienza che ha svolto il servizio civile accudendo “i matti della casetta”. L’indimenticabile figura di Laszlo, profugo da Zara…«E dov’è?». È la voce di un ferito a morte: «Eh, Zara…è un posto molto lontano». “La quinta felicità”, un libro ripreso in mano, e nulla accade per caso, alla vigilia delle giornate conclusive della Conferenza Nazionale per la Salute Mentale. E bastava un’inutile carezza per capovolgere il mondo. Questo dolcissimo pensiero di Franco Basaglia mi torna in mente ritrovando un vecchio libretto, rimasto lì rintanato su uno scaffale della libreria: La quinta felicità. Sottotitolo: Un anno con i matti della casetta. Autore: Eugenio Azzola (editore Stampa Alternativa). Ancora non so se ci sia e cosa sia la prima…e se ci sia una seconda, una terza o una quarta felicità. Ma sicuramente c’è n’è una quinta. Ascoltate. «Devo scendere, la medicina sta facendo effetto. Devo andare! Sta facendo effetto! Ahaa! È la quinta felicità!». La frase è pronunciata, gridando e ridendo, sull’autobus 17, a Trieste, da un uomo che a giudicare dal suo sguardo e dal suo aspetto avrei giurato che andava dove andavo io, una persona che in qualche modo dà all’autore del libro il benvenuto nel mondo dei “matti della casetta”. Dove Azzola, pacifista, obiettore di coscienza, ha passato il suo anno di servizio civile, accudendo, appunto, i matti che lì vivevano.
Storia di un ragazzo tra TSO, CSM e interdizione mercoledì, giugno 12th, 2019
Di Maria Omiccioli, operatrice salute mentale nelle Marche, con un corsivo in premessa di Piero Cipriano Da quando ho iniziato a scrivere storie, di pazienti impazienti esigenti, di operatori riluttanti impazienti ...
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