risorse umane
Le ragioni del Ddl. Ridurre le drammatiche differenze domenica, ottobre 22nd, 2017
Centri di salute mentale (Csm), presenti mediamente in numero adeguato in tutto il territorio nazionale (1 ogni 80-100mila abitanti) non sono equamente distribuiti. In alcune Regioni, per via delle razionalizzazioni e degli accorpamenti, vanno ulteriormente riducendosi di numero, insistendo su aree estese e popolazioni sempre più numerose. Sono aperti per fasce orarie ridotte. Ad eccezione di alcune realtà regionali, i Csm sono aperti per 8- 12 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. Gli interventi di gestione della crisi, di presa in carico individuale, di sostegno alle famiglie e all’abitare, di integrazione sociale, finiscono per essere insufficienti o del tutto assenti. Frequente è la riduzione alle sole visite ambulatoriali (con il ricorso a sterminate liste di attesa) per prevalenti prescrizioni farmacologiche.
Le ragioni del Ddl. Il sogno della piccola scala e il gigantismo istituzionale domenica, ottobre 1st, 2017
Malgrado la frammentarietà e la scarsità di studi valutativi, l’insufficienza di strumenti di verifica e di vigilanza e la disattenzione dei Ministeri, delle Regioni e delle Aziende che si sono succeduti, una descrizione qualitativa e quantitativa del sistema salute mentale ...
Salute mentale, cure a rischio. Ecco la mappa delle diseguaglianze domenica, ottobre 1st, 2017
di Fabrizio Starace (presidente Società italiana di Epidemiologia psichiatrica); Flavia Baccari La connotazione territoriale e comunitaria della psichiatria italiana è chiaramente esplicitata negli atti normativi e nei documenti di programmazione nazionali e regionali. Anche la componente ospedaliera dei Dipartimenti di Salute mentale, costituita dai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, è stata riformata - ben prima del Dm 70/2015 - prevedendo un numero di posti letto non superiore a 15 e un rapporto tendenziale posto-letto/popolazione adulta residente pari a 1/10.000. Ciononostante, la differente operatività dei sistemi di cura per la salute mentale nei contesti territoriali e ospedalieri non è mai stata sistematicamente valutata nelle diverse Regioni italiane. La recente pubblicazione dei dati del Sistema informativo Salute mentale (ministero Salute, 2016) e l’elaborazione di indicatori di struttura e di processo su base regionale, condotta dalla Società italiana di Epidemiologia psichiatrica (Starace et al., 2017), ha consentito la costruzione di due Indici sintetici per caratterizzare l’Assistenza psichiatrica ospedaliera/residenziale (centrata sul posto-letto) e l’Assistenza psichiatrica territoriale (centrata nella comunità) in ciascuna Regione.
Cantiere Salute Mentale 13. In Italia mancano risorse e personale domenica, giugno 11th, 2017
Una dettagliata e minuziosa analisi delle strutture e delle attività dei Dipartimenti di salute mentale in Italia è stata compiuta dalla Società italiana di epidemiologia psichiatrica che ha redatto un focus confluito in una pubblicazione presentata di recente a Bologna dalla Siep, la Società italiana di epidemilogia psichiatrica. Fabrizio Starace, presidente Siep sottolinea: "Il principale nodo da sciogliere? Sono le disuguaglianze regionali. Differenze intollerabili". E’ impietosa la fotografia delle Regioni scattata dalla Siep, la Società italiana di epidemiologia psichiatrica, che nei giorni scorsi ha presentato a Bologna un lavoro di analisi nel corso di una riunione scientifica a tema.
Il commento di Luigi Benevelli alla lettera aperta dell’Unasam domenica, novembre 6th, 2016
Sono molto d’accordo con la richiesta di UNASAM (vedi) che si dia vita ad una II Conferenza nazionale per la salute mentale e che la stessa sia punto di arrivo di un lavoro severo, serio, approfondito sullo stato dell’assistenza psichiatrica italiana: il trattamento dei pazienti nei servizi deve ridiventare ...
Si è respirato un’aria buona a Terni, il 20 e 21 Ottobre, al IX convegno dei SPDC No Restraint. martedì, novembre 1st, 2016
di Vito D'Anza, portavoce nazionale del Forum Salute Mentale Il convegno annuale del Club dei SPDC No Restraint segna un momento importante di confronto e di stimolo per il superamento delle violente restrizioni che imperano nella gran parte dei SPDC. Anche a Terni, grazie all'impegno degli operatori e del responsabile del SPDC locale, Angelo Trequattrini, l'incontro è risultato particolarmente vivace ed interessante. C'è stato, tra l'altro, un interessante confronto con psichiatri svizzeri e tedeschi di Brema (M. Buhrig), svizzeri del Canton Ticino (T. Hemmenegger) che in realtà pur diverse dall'Italia (paesi che contemplano ancora manicomi) hanno realizzato pratiche No Restraint
Dal Ticino. Il luogo della cura nell’arida desertificazione delle pianificazioni sanitarie domenica, ottobre 16th, 2016
di Andrea Mazzoleni - socioterapeuta […] Ora tutto è diventato patologia, c’è la sensazione che il mondo intero sia diventato ancora più folle, forse è per questo che la salute mentale viene così ignorata. Inoltre con il ritmo di lavoro dettato ...
Il cantiere per la salute mentale è abitare la soglia sabato, ottobre 15th, 2016
di Peppe dell’Acqua Come cominciare se non dicendo che la soglia è la negazione delle porte chiuse e di tutte le forme di contenzione. Penso al centro di salute mentale come l’ho visto nascere. Il centro di salute mentale che negando quotidianamente la sua pretesa natura sanitaria diventa un luogo di transito, una piazza, un mercato. Un luogo intenzionato a favorire lo scambio, l’incontro, il riconoscimento reciproco. Ad accogliere con cura singolare.
Napoli, dimezzati i centri di salute mentale mercoledì, ottobre 5th, 2016
In Campania ci sono circa 60mila psicotici gravissimi e di questi 10mila quelli residente nell'area metropolitana di Giuseppe Del Bello La scure dei tagli si abbatte ancora una volta sulla sanitĂ . E stavolta a rischio finiscono centinaia di pazienti disagiati psichici e ...
Lettera appello per la salute mentale giovedì, settembre 22nd, 2016
Pubblichiamo il testo dell’Appello per la Salute Mentale promosso dalla SIEP e rivolto alle Istituzioni Regionali e Nazionali per restituire priorità al tema della Salute Mentale di Comunità, oggi letteralmente sparita dall’agenda politica sanitaria italiana. Riteniamo che ciò possa e debba essere realizzato innanzitutto attraverso una puntuale azione di conoscenza, diffusa, partecipata, trasparente, che coinvolga tutti i portatori di interessi. L’assenza di dati certi su quanto, come e con quali risultati vengono perseguite le politiche di salute mentale nel nostro Paese è tanto più grave se si considera l’impietosa denuncia che sul tema ha prodotto solo 3 anni fa la Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Servizio Sanitario.
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