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	<title>forumsalutementale.it &#187; Serra d&#8217;Aiello</title>
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		<title>Non c&#8217;è pace per quegli ex ospiti di Serra d&#8217;Aiello</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 18:24:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone e cattive pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Serra d'Aiello]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Nunzia Coppedè*)
A due anni dallo &#8220;sgombero&#8221; dell&#8217;Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d&#8217;Aiello, in Calabria, struttura-simbolo di diritti negati alle persone con disabilità, rischia di finire bruscamente l&#8217;esperienza di semi-autogestione condotta da undici ex ospiti, che si erano rifiutati di recarsi in quelle stesse strutture sanitarie residenziali, ove dovrebbero essere trasferite ora. A denunciarlo ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/non-ce-pace-per-quegli-ex-ospiti-di-serra-daiello/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/PICT0300.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-6966" title="PICT0300" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/PICT0300-300x225.jpg" alt="PICT0300" width="300" height="225" /></a>(di Nunzia Coppedè*)</p>
<p>A due anni dallo &#8220;sgombero&#8221; dell&#8217;Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d&#8217;Aiello, in Calabria, struttura-simbolo di diritti negati alle persone con disabilità, rischia di finire bruscamente l&#8217;esperienza di semi-autogestione condotta da undici ex ospiti, che si erano rifiutati di recarsi in quelle stesse strutture sanitarie residenziali, ove dovrebbero essere trasferite ora. A denunciarlo è la FISH Calabria (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap), che chiede con forza alla Regione una soluzione alternativa: la realizzazione di una residenza ad alta intensità sociale o di due case famiglia, ciò che permetterebbe a quelle persone di continuare a vivere con serenità e dignità</p>
<p>Storia drammatica, storia lunga dagli sviluppi sempre complessi, quella dell&#8217;Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d&#8217;Aiello (Cosenza) &#8211; &#8220;sgomberato&#8221; con modalità quanto meno discutibili il 17 marzo del 2009, dopo essere stato per anni considerato dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap) come un simbolo di diritti negati delle persone con disabilità &#8211; è una vicenda che continua a riservare sorprese e problemi di difficile risoluzione, come quella denunciata da Nunzia Coppedè, presidente della FISH Calabria, riguardante questa volta l&#8217;esperienza di semi-autogestione condotta da undici ex ospiti del Papa Giovanni XXIII, che rischia di finire bruscamente. (S.B.)</p>
<p>Con una lettera inviata alla FISH Calabria e ad alcune Istituzioni competenti, il sindaco del Comune di Serra d&#8217;Aiello (Cosenza) [Antonio Cuglietta, N.d.R.] ha chiesto con procedura d&#8217;urgenza di voler trasferire in strutture sanitarie residenziali &#8211; non avendo ricevuto sostegno a soluzioni alternative &#8211; gli undici ex-ospiti dell&#8217;Istituto Papa Giovanni XXIII che il 17 marzo 2009, giorno in cui si svolse lo sgombero della struttura, si rifiutarono di andare in quelle stesse strutture sanitarie.</p>
<p>La lettera del Sindaco esprime tutta la difficoltà che un piccolo Comune può incontrare nella gestione di una comunità di undici persone che hanno la necessità di essere sostenute nella loro autogestione quotidiana, ma ciò che propone ci trova fortemente contrari e a tal fine ci appelliamo al buon senso delle Istituzioni competenti per una soluzione idonea.</p>
<p>I fatti: le persone rimaste nel Comune di Serra d&#8217;Aiello sono quelle che già vivevano negli appartamenti fuori dal cancello dell&#8217;Istituto in semi-autogestione. In questi due anni, il gruppo ha dimostrato di poter convivere con serenità e dignità, con un supporto leggero di aiuto nel disbrigo delle faccende casalinghe e di un sostegno alle relazioni interne ed esterne, aiutati alternativamente da operatori o da volontari per alcune ore al giorno e con visite domiciliari del CSM [Centro di Salute Mentale, N.d.R.]. Questi interventi sono bastati per permettere a queste persone di vivere dignitosamente.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;assenza di un impegno istituzionale per realizzare una casa abilitata e accreditata che permetta di garantire una residenza ad alta intensità sociale &#8211; come previsto nelle Linee Guida della Psichiatria della Regione Calabria &#8211; e coprire i costi necessari per i servizi leggeri, ma continuativi e indispensabili, rischia di annullare tutti gli sforzi portati avanti fino ad ora.</p>
<p>Al fine dunque di scongiurare l&#8217;eventuale ricovero in altre strutture residenziali e assistenziali che richiederebbero alla Regione Calabria un costo più elevato e alle persone con disabilità coinvolte la fine del desiderio e del diritto di vivere come tutti nella società, consapevoli della crisi economica in atto e della necessità di un piano di rientro per la Sanità in Calabria, che ha di fatto svuotato anche le tasche dell&#8217;Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, orientando appunto i fondi del sociale sulle Residenze Sanitarie Assistenziali e sulle Case Protette, chiediamo una soluzione che permetta l&#8217;accreditamento e la sostenibilità di una casa adeguata.</p>
<p>Inoltre, con la stessa urgenza sottolineata nella lettera dal Sindaco di Serra d&#8217;Aiello, la FISH Calabria chiede la sospensione della richiesta di ricovero e l&#8217;immediato intervento per la realizzazione di una residenza ad alta intensità sociale o, in alternativa, di due case famiglia, ciò che permetterebbe ai destinatari di continuare a vivere con serenità e dignità.</p>
<p>Ricordiamo infine alla Regione Calabria che nel caso decidesse di ricoverare quelle persone, essa dovrebbe farsi carico di rette giornaliere di 135 euro ciascuna, mentre l&#8217;alternativa di continuare a sostenerle nei circuiti normali della vita &#8211; da considerare prioritaria, in forza di tutte le leggi nazionali e regionali riguardanti gli interventi sociali &#8211; costa molto meno e offre buone opportunità di inclusione sociale e maggiore dignità alle politiche sociali della Regione.</p>
<p>*Presidente della FISH Calabria (fishcalabria@gmail.com).</p>
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		<title>Serra d&#8217;Aiello: un&#8217;oasi dell&#8217;accoglienza</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 19:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone e cattive pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[porte aperte]]></category>
		<category><![CDATA[Serra d'Aiello]]></category>

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		<description><![CDATA[Serra d’Aiello (CS): dopo la chiusura dell’istituto Papa Giovanni XXIII, a Villa Rosa assistenti e ospiti mettono in pratica la legge Basaglia.
&#8221; &#8230; Il colpo d’occhio che si ha entrando dal cancello che da sul grande piazzale antistante l’edificio è quasi emblematico: Villa Rosa, chiamata così per via del rassicurante colore pastello delle mura, si presenta, ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/serra-daiello-unoasi-dellaccoglienza/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/villarosa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6948" title="villarosa" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/villarosa-207x300.jpg" alt="villarosa" width="207" height="300" /></a>Serra d’Aiello (CS): dopo la chiusura dell’istituto Papa Giovanni XXIII, a Villa Rosa assistenti e ospiti mettono in pratica la legge Basaglia.</p>
<p>&#8221; &#8230; Il colpo d’occhio che si ha entrando dal cancello che da sul grande piazzale antistante l’edificio è quasi emblematico: Villa Rosa, chiamata così per via del rassicurante colore pastello delle mura, si presenta, in prospettiva, davanti alla facciata deprimente del Papa Giovanni, che si erge maestoso alle sua spalle, ora contraddistinto dai segni inconfondibili dell’abbandono e del degrado ..&#8221;</p>
<p>(in allegato il pdf)</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/villarosa.pdf">villarosa</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/villarosa.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>villarosa</a>
</p>
</li>
</ul>
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		<title>In Calabria continuiamo a lavorare e a discutere sulla salute mentale.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Serra d'Aiello]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[di Assunta Signorelli
Sono appena rientrata da una settimana in Calabria dove, nonostante i tempi, continuiamo a lavorare e a discutere sulla salute mentale. Oggi è stata una bella giornata si è concluso il processo per quanti avevano chiesto il rito abbreviato: don Luberto e i 4 medici, tutti condannati! Nei prossimi giorni invierò i particolari ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/sono-appena-rientrata-da-una-settimana-in-calabria-dove-nonostante-i-tempi-continuiamo-a-lavorare-e-a-discutere-sulla-salute-mentale/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Assunta Signorelli</p>
<p>Sono appena rientrata da una settimana in Calabria dove, nonostante i tempi, continuiamo a lavorare e a discutere sulla salute mentale. Oggi è stata una bella giornata si è concluso il processo per quanti avevano chiesto il rito abbreviato: don Luberto e i 4 medici, tutti condannati! Nei prossimi giorni invierò i particolari della sentenza relativa alla questione degli ospiti riconosciuti parte offesa!  Bella giornata offuscata da quanto accaduto mercoledì notte contro le persone della comunità di Progetto Sud, un attentato vile e di pretto stampo mafioso che, solo per caso, non ha causato morti: sono stati manomessi i freni di due autovetture quella di Nunzia Coppedè, la presidente della FISH Calabria, e quella di un ragazzo che abita nella comunità. Il gesto non è stato rivendicato e questo rende il tutto ancora più oscuro, di certo si è voluto colpire l&#8217;impegno di tutto il gruppo dell&#8217;Associazione Progetto Sud onlus che da anni è rivolto contro la malavita organizzata ed a favore dei diritti dei più deboli: da un centro diurno a comunità di accolgienza a cooperative di servizi il lavoro si articola in modo continuo e trasparente in un territorio dove non esistono servizi e il malaffare nel socio sanitario è notizia quotidiana! Eppure giovedì notte eravamo insieme a mangiare, discutere e ragionare sul futuro  in modo tranquillo e sereno: certo la preoccupazione  era nell&#8217;aria ma come un elemento da tenere presente, qualcosa con cui fare i conti ma forte era per tutti e tutte la consapevolezza che non ci si ferma, che bisogna andare avanti e portare sempre di più tutto alla luce del sole! Trasparenza, coerenza ed etica è la cornice del lavoro di progetto sud e questo infonde in ciascuno e ciascuna una forza e un&#8217;autoconsapevolezza che non si lascia abbattere! Della serenità e della forza che questi giorni mi hanno dato voglio ringraziare pubblicamente Giacomo, Nunzia, Marina, Marco, Emma, Rita, Giuseppina, Francesca, Roberto e tutte le persone di via Conforti, del Dopo di Noi, della Cooperativa Agricola, del Centro Diurno e perdonatemi se dimentico alcune sigle e i tanti nomi! A queste esperienze tutti e tutte dobbiamo tanto, è importante tenere alta la tensione e far sì che di quanto accaduto mercoledì notte si parli, i giornali locali hanno dato poco o nullo spazio alla notizia, quindi invito gli aderenti al forum a diffondere la notizia e a dar vita ad iniziative che, come suggerisce Vito Inserra, obblighino i politici locali a impegnarsi seriamente su questo terreno e a non limitarsi a parole o gesti di circostanza, anche questi, in verità, a tutt&#8217;oggi pochi e poco significativi!</p>
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		<title>Il CNCA solidale con la Comunità  Progetto Sud di Lamezia Terme</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Serra d'Aiello]]></category>

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		<description><![CDATA[COORDINAMENTO NAZIONALE COMUNITA&#8217; DI ACCOGLIENZA (CNCA)
COMUNICATO STAMPA
L’associazione ha subito una grave intimidazione mafiosa due giorni fa
ROMA – Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime la propria forte preoccupazione per la grave intimidazione mafiosa subita due giorni fa dalla Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. A due autovetture utilizzate da persone disabili e di proprietà ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/il-cnca-solidale-con-la-comunita-progetto-sud-di-lamezia-terme/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COORDINAMENTO NAZIONALE COMUNITA&#8217; DI ACCOGLIENZA (CNCA)</p>
<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>L’associazione ha subito una grave intimidazione mafiosa due giorni fa</p>
<p>ROMA – Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime la propria forte preoccupazione per la grave intimidazione mafiosa subita due giorni fa dalla Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. A due autovetture utilizzate da persone disabili e di proprietà dell’associazione, infatti, sono stati tranciati i cavi dei freni. Un atto che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche.</p>
<p>“Ancora una volta un’organizzazione mafiosa colpisce un gruppo che, in un territorio difficile, si è impegnato con costanza e incisività non solo in favore dei più deboli, ma anche per la promozione di una cultura della legalità”, afferma Lucio Babolin, presidente del CNCA. La Comunità presieduta da don Giacomo Panizza, tra le altre cose, gestisce uno stabile confiscato a una cosca locale, dove si recano ogni giorno le persone disabili che guidano le vetture manomesse.</p>
<p>“Il CNCA”, continua Babolin, “esprime tutta la propria solidarietà a don Giacomo Panizza e all’intera Comunità, che da oltre trent&#8217;anni è un punto di riferimento non solo per Lamezia e la Calabria. A loro ci sentiamo ora ancora più legati. invitiamo le istituzioni, i media e il terzo settore a manifestare concretamente la propria vicinanza all’associazione. La solitudine e il silenzio sono, in questi casi, ancora più pericolosi della minaccia subita.”</p>
<p>Roma, 5 novembre 2009</p>
<p>Info:</p>
<p>Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa</p>
<p>Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)</p>
<p>Cell. 3292928070 &#8211; Email: ufficio.stampa@cnca.it</p>
<p>www.cnca.it</p>
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		<title>Grave atto intimidatorio a due persone della Comunità Progetto Sud di Lamezia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 19:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Serra d'Aiello]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi,
Ieri 3 novembre è avvenuto un grave atto intimidatorio a due persone della Comunità Progetto Sud di Lamezia -CZ
Sono stati manomessi i freni di due autovetture, una Fiat Doblò e una Volskswagen.
Ad arcorgersi che i cavi dei freni della sua auto erano stati tranciati di netto è stato Marco che ieri mattina, come di consueto ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/grave-atto-intimidatorio-a-due-persone-della-comunita-progetto-sud-di-lamezia/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,</p>
<p>Ieri 3 novembre è avvenuto un grave atto intimidatorio a due persone della Comunità Progetto Sud di Lamezia -CZ</p>
<p>Sono stati manomessi i freni di due autovetture, una Fiat Doblò e una Volskswagen.</p>
<p>Ad arcorgersi che i cavi dei freni della sua auto erano stati tranciati di netto è stato Marco che ieri mattina, come di consueto si stava recando a lavoro, subito dopo la stessa cosa è capitata a Nunzia, donna disabile, presidente della FISH Regionale anche lei si stava recando a lavoro quando si è resaconto che i freni nella sua auto non rispondevano.</p>
<p>Per fortuna si sono accorti in tempo (nonostante la paura) ed è stata evitata una tragedia.</p>
<p>Volevo informarvi e chiedervi solidarietà da inviare a Progetto Sud</p>
<p>Grazie   pina salvino</p>
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		<title>Inchiesta a Paola:ex sacerdote condannato a sette anni</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 19:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Serra d'Aiello]]></category>

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		<description><![CDATA[PAOLA (COSENZA), 30 OTT &#8211; Sette anni di reclusione: e&#8217; questa la condanna inflitta dal gup del Tribunale di Paola all&#8217;ex sacerdote don Alfredo Luberto, imputato nel processo con  rito abbreviato per le irregolarita&#8217; nella gestione dell&#8217;Istituto Papa Giovanni di Serra D&#8217;Aiello. Il pm, Eugenio Facciolla, ne aveva chiesto la condanna a sei anni ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/inchiesta-a-paola-ex-sacerdote-condannato-a-sette-anni/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PAOLA (COSENZA), 30 OTT &#8211; Sette anni di reclusione: e&#8217; questa la condanna inflitta dal gup del Tribunale di Paola all&#8217;ex sacerdote don Alfredo Luberto, imputato nel processo con  rito abbreviato per le irregolarita&#8217; nella gestione dell&#8217;Istituto Papa Giovanni di Serra D&#8217;Aiello. Il pm, Eugenio Facciolla, ne aveva chiesto la condanna a sei anni e mezzo. Il gup ha poi condannato l&#8217;ex direttore sanitario della struttura, Mario Carpino, a 4 mesi. Stessa pena e&#8217; stata inflitta a Aurora Morelli e Bernardino De Simone. Un quinto imputato, Renato Cocunato, e&#8217; stato condannato ad un anno,   mentre altri due hanno patteggiato la pena. Si tratta di Giorgio Bianchi (2 anni) e Michelangelo Leo (un anno e quattro mesi). I primi quattro imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, appropriazione indebita, truffa, riciclaggio, furto e abbandono di minori o incapaci. Nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sull&#8217;Istituto Papa Giovanni sono indagate altre 26 persone nei confronti delle quali e&#8217; in corso l&#8217;udienza preliminare. Nel luglio del 2007 don Luberto fu arrestato con l&#8217;accusa di aver sottratto ingenti somme di denaro dall&#8217;Istituto che, adesso, e&#8217; oggetto anche di un&#8217;altra inchiesta della Procura di Paola su presunti maltrattamenti nei confronti di degenti e sulla sparizione di alcuni di loro. Nei mesi scorsi le persone ricoverate nella casa di cura sono state sgomberate e sistemate in altre strutture sanitarie. (ANSA).</p>
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