stigma
Màt2014: “Le (poche) parole della salute mentale sui giornali. Conversando con Bruno Manfellotto (L’Espresso), Leonardo Tancredi (Piazza Grande) ed Enrico Grazioli (La Gazzetta di Modena)” domenica, novembre 23rd, 2014
di Anita Eusebi “Una persona che attraversa l’esperienza del disturbo mentale rischia di perdere fondamentali diritti personali e sociali. L’impegno di tutti gli attori sociali dovrebbe essere pertanto volto alla difesa e al potenziamento di tali diritti, per garantire le cure, la ...
Màt2014: Il doppio filo che lega marginalità e salute mentale (da “Piazza Grande”) domenica, novembre 9th, 2014
di Anita Eusebi Vivere nell’insicurezza espone anche la persona più equilibrata a una condizione di fragilità sul piano psichico. Se n’è parlato durante Màt, la settimana della salute mentale di Modena Quando in una situazione di grave difficoltà si finisce per perdere casa, lavoro e affetti, poi cosa resta? «Voglio sperare che al di là delle macerie, al di là delle derive, ci sia sempre una possibilità di approdo», afferma Cristiano Regina, autore de La parte che resta, documentario proiettato lo scorso 21 ottobre a Modena nel corso di Màt – Settimana della Salute Mentale, durante il dibattito Senza fissa dimora e salute mentale moderato dal direttore di Piazza Grande Leonardo Tancredi. «È necessario riaggrapparsi con le unghie a quel che è andato perduto, per ritrovare possibilità di relazione e ridefinire una propria identità». Un tema delicato quello dei senzatetto, che va affrontato «smarcandosi da un lato dalla dicotomia usuale tra la figura del clochard romantico vagabondo e il nuovo povero, dall’altro dal rischio di scivolare nell’assistenzialismo o nelle istituzioni totalizzanti, con il pericolo della cronicizzazione», sottolinea Tancredi.
Màt2014: “Le parole della salute mentale. Conversando con Eugenio Borgna” sabato, novembre 1st, 2014
di Anita Eusebi “Di persona che non possiede, o non possiede interamente, l’uso della ragione. O anche di persona eccessivamente impulsiva o violenta”. Questa la definizione di matto nel vocabolario Treccani. Poi c’è folle che sta per “privo di senno, malato nelle funzioni mentali e abnorme per quanto riguarda gli atteggiamenti e i comportamenti che ne derivano”. O ancora pazzo, e lì la definizione è sintetica e senza ambiguità d’interpretazione: “malato di mente, sinonimo di matto”. Abbondano poi le estensioni di significato, gli usi figurati e proverbiali dei termini, e anche i riferimenti letterari e poetici con citazioni da Boccaccio, Dante, Manzoni, Verga. Persino un verso di Alda Merini. La stessa Alda Merini che probabilmente penserebbe bene di dar fuoco al vocabolario se solo leggesse definizioni di questo tipo. Morale della favola, non una parola, dico una soltanto, all’esperienza di dolore e di sofferenza di chi ancora oggi viene etichettato, più o meno simpaticamente, con questi termini. Ma dunque chi è il matto o il màt, per dirla alla modenese?
Se l’infermo di mente va alla fiera …. e ci trova un’ordinanza dal Codice Rocco lunedì, settembre 15th, 2014
Aspettando Impazzire si può: per riflettere e vigilare sempre sullo stigma. UDINE. «È vietato somministrare alcolici agli infermi di mente». Questa l’ordinanza comunale per Friuli Doc, manifestazione enogastronomica che ogni anno attira tantissimi visitatori e turisti nella città friulana.
IL 28 AGOSTO A UNOMATTINA mercoledì, settembre 3rd, 2014
di Peppe Dell'Acqua La lettera di Giovanni Austoni (se vuoi leggere l'articolo clicca qui) segnala la disinformazione intorno alle questioni della salute mentale. Niente di nuovo. È la banalità della disinformazione quotidiana. Si parla qui di questo episodio per dire delle centinaia che ogni giorno accadono.
…MA È INFORMAZIONE QUESTA? mercoledì, settembre 3rd, 2014
Gentile segreteria del Forum, non so se sia la procedura corretta quella di scrivere a voi, nel caso ditemi a chi dovrei rivolgermi. Volevo segnalare un inquietante episodio di disinformazione cui ho assistito questa mattina, facendo zapping in TV e fermandomi per ...
Gli psichiatri e le loro associazioni in campo per vanificare la legge di proroga lunedì, maggio 12th, 2014
Considerazioni sulle prese di posizione di una parte dell’establishment della psichiatria italiana in ordine alle modalità di chiusura e superamento degli OPG di Luigi Benevelli Nella discussione in corso alla Camera sulla conversione del Decreto legge 52/2104, ha fatto irruzione il grido di allarme di una parte dell’establishment della psichiatria italiana che intende porre paletti e distinguo nell’attribuzione delle competenze (e delle responsabilità) della gestione dei percorsi di salute delle persone internate negli ospedali psichiatrici giudiziari.
Gli psichiatri e le loro associazioni in campo per vanificare la legge di proroga domenica, maggio 11th, 2014
Considerazioni sulle prese di posizione di una parte dell’establishment della psichiatria italiana in ordine alle modalità di chiusura e superamento degli OPG di Luigi Benevelli Nella discussione in corso alla Camera sulla conversione del Decreto legge 52/2104, ha fatto irruzione il grido di allarme di una parte dell’establishment della psichiatria italiana che intende porre paletti e distinguo nell’attribuzione delle competenze (e delle responsabilità) della gestione dei percorsi di salute delle persone internate negli ospedali psichiatrici giudiziari.
Ma i matti sono violenti? lunedì, marzo 31st, 2014
di Anita Eusebi –  Conversando con Peppe Dell'Acqua. La Società Italiana di Psichiatria (SIP) ha di recente istituito la I Giornata Nazionale sulla Salute e Sicurezza degli operatori in psichiatria, prevista per il 24 ottobre 2014, a Bari. Il motivo appare chiaro fin dalle prime parole con cui si apre la lettera d’invito del presidente Claudio Mencacci. Una lettera breve, in cui le parole violenza e aggressione compaiono ben sei volte nello spazio di poche righe. Ma di quale violenza si parla? Una lettera in cui è protagonista il camice bianco di medici e operatori con il tesserino e la qualifica in bella vista, e dei pazienti non vi è traccia. E naturalmente a sostegno delle motivazioni viene chiamata la scienza, con i suoi studi internazionali e le recenti indagini. E come si cerca di dare una risposta alla violenza? Compilando un questionario.
Cara futura mamma lunedì, marzo 24th, 2014
21 marzo, Giornata mondiale della sindrome di Down Maggio 2000, traghetto per la Corsica. Mi ritrovo a Livorno con i miei amici più cari. Ogni anno andiamo insieme a pesca da qualche parte. Sul ponte della nave all’improvviso una frotta di ragazzini festosi, chiassosi, eccitati. Un’intera scolaresca. Tutti con giacche a vento e zainetti coloratissimi. Qualcosa attrae la mia attenzione. Guardo meglio, non credo ai miei occhi: molti di loro sono «mongolini». Vincenzo ha vent’anni ed è nato con un cromosoma «in più» (la trisomia del cromosoma 21). Ha cioè la sindrome di Down, è un «mongolino». Abitiamo nello stesso palazzo. Lo incontro mentre va allo stadio. Parliamo un po’ della Triestina. Ha il diploma di terza media di cui va fiero, frequenta l’oratorio della parrocchia e lavora a mezzo tempo presso una cooperativa sociale.
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