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	<title>forumsalutementale.it &#187; teatro</title>
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		<title>Sassari: &#8220;Prove di viaggio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 20:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quando ero piccolo sapevo dipingere come Raffaello, mi ci è voluta una vita intera per imparare a disegnare come un bambino”. (Pablo Picasso)
Mercoledì 3 novembre alle ore 20.00 alla Sala Estanco, in Piazza Università a Sassari, nel contesto della rassegna teatrale “Marosi di mutezza” a cura della Compagnia Meridiano Zero, il Laboratorio Teatrale Ge.Na. e ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/sassari-prove-di-viaggio/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Quando ero piccolo sapevo dipingere come Raffaello, mi ci è voluta una vita intera per imparare a disegnare come un bambino”. (Pablo Picasso)</p>
<p><strong>Mercoledì 3 novembre</strong> alle ore 20.00 alla Sala Estanco, in Piazza Università a Sassari, nel contesto della rassegna teatrale “Marosi di mutezza” a cura della Compagnia Meridiano Zero, il Laboratorio Teatrale Ge.Na. e la Compagnia Theatre en Vol presentano: “<strong><em>Prove di viaggio</em></strong>”</p>
<p>Spettacolo tratto dal laboratorio teatrale in corso presso l’Opera Gesù Nazareno e realizzato con un’utenza con disagio psichico anche grave. In un percorso di integrazione, quando si lavora con soggetti “deboli”, ai margini della società, nell’aiutarli a compiere un processo terapeutico e educativo, si giunge a un punto in cui si è costretti a riconoscere che l’integrazione è un processo bilaterale. Non ci si può integrare in una società che ci rifiuta, che non è disposta a cambiare per noi, o che non siamo ammessi a cambiare. L’integrazione è una scelta condivisa di apertura, e non un adeguamento a regole, oppure è solo la storia di un insuccesso annunciato, in cui il lavoro più duro è lasciato alla parte debole. Un supplizio di Tantalo.</p>
<p>Partendo da questa constatazione, nel percorso ormai pluriennale del laboratorio, alcuni operatori della Ge.Na. hanno deciso di alzare invece il tiro del loro lavoro, in due sensi. In primo luogo, scegliendo di lavorare in scena insieme agli ospiti della struttura; in secondo luogo, non rifiutando la ricerca di una qualità comunicativa universale che vada oltre l’uso del teatro come semplice esercizio psicomotorio. Per far fronte a questo secondo aspetto hanno deciso di collaborare con la Compagnia Theatre en Vol, da sempre attenta al sociale e abituata al lavoro in contesti limite. Non si tratta di una prassi particolarmente nuova, ma la speciale attenzione con cui viene attuata e i risultati cui sta portando hanno entusiasmato il gruppo, fino a pensare di proporne i risultati fuori dai contesti “protetti” in cui generalmente è confinato questo genere di lavori. L’occasione è giunta grazie alla disponibilità della Compagnia Meridiano Zero che ha accettato di ospitare lo spettacolo all’interno della quinta edizione della rassegna di teatro d’avanguardia “Marosi di mutezza”. Una scelta atipica e forse anche rischiosa, ma che testimonia della fiducia nei risultati di questa nuova strategia d’intervento e che potrà permettere non solo ai ragazzi del laboratorio, ma a tutta la struttura della Ge.Na. di uscire dalle sue mura e di aprirsi alla città, presentando le sue molteplici attività.</p>
<p>Lo spettacolo “Prove di viaggio” racconta la storia di una strana comitiva che inizia una navigazione senza meta, o verso l’isola dei sogni. I piccoli mondi che ognuno si porta dietro e dentro, nel viaggio, diventano l&#8217;occasione per scoprire la propria identità di individuo, che vuole essere riconosciuto come persona integrale, con un suo nome e una sua storia. Mettersi in viaggio è un&#8217;occasione per scoprirsi, sospendendo il corso ordinario delle cose e rinunciando per un po&#8217; alle barriere mentali che della vita ordinaria fanno parte. Nel viaggio si crea un tempo sospeso in cui si sperimentano forme di relazione inedite, si ridefiniscono i ruoli, si mette in discussione e si riafferma continuamente la propria soggettività, un po&#8217; come nel gioco, o proprio come nel teatro. La forma del teatro fisico si rivela poi la migliore per sviluppare le abilità diverse di ciascuno. Sono le forme di espressione contemporanea, indifferenti al virtuosismo tecnico e concentrate sulla purezza e l&#8217;intensità di espressione, le più adatte a trarre il meglio da questi contesti. L&#8217;isola dei sogni verrà raggiunta, e quelli che appariranno in scena sono sogni fantasiosi ma semplici, comuni ad altri “visionari”, portatori di uno sguardo diverso sulle cose, ma universale. Alcuni si è scelto di chiamarli folli, altri profeti, altri ancora artisti.</p>
<p>In un percorso in più modi legato alle arti visive, in sala saranno esposti anche i disegni di Stefano, uno dei ragazzi del laboratorio, che con l&#8217;intensità di un tratto semplicissimo ma vivo ha “fotografato” alcuni momenti dello spettacolo.</p>
<p>Data la ridotta capienza della sala è gradita la prenotazione chiamando il numero 079230291 o 3357105396 oppure inviando una email all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@theatrenvol.org">info@theatrenvol.org</a>.</p>
<p>Se verrà superato il numero massimo di posti lo spettacolo sarà replicato il giorno lunedì 8 novembre, sempre alle ore 20.00</p>
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		<title>&#8220;Famiglie da legare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Vogliamo segnalarvi lo spettacolo “Famiglie da legare”, ultima produzione della nostra compagnia che ha debutatto al IX Festival Internazionale di Narrazione di Arzo 2008, Svizzera e vede in scena Silvia Nanni, menzione speciale nel 2004 come migliore attrice Premio ETI-Stregagatto.
Lo spettacolo nasce per dare voce e far conoscere le storie di famiglie che convivono con ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/famiglie-da-legare/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliamo segnalarvi lo spettacolo “Famiglie da legare”, ultima produzione della nostra compagnia che ha debutatto al IX Festival Internazionale di Narrazione di Arzo 2008, Svizzera e vede in scena Silvia Nanni, menzione speciale nel 2004 come migliore attrice Premio ETI-Stregagatto.</p>
<p>Lo spettacolo nasce per dare voce e far conoscere le storie di famiglie che convivono con la realtà del disagio psichico. In particolare la prossima replica sarà a Mestre presso il Centro Culturale Candiani nell’ambito di Scena Mobile-Intrecci di Spettacolo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3684" href="http://www.news-forumsalutementale.it/famiglie-da-legare/estratto_da_candiani_magazine_-_n-_5_maggio_2010/">Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010</a></p>
<p>Sul sito www.ondaerre.it è possibile visionare un demo di 3 minuti e ascoltare l’intervista rilasciata a RADIO24 il 3 ottobre 2009.
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Estratto_da_Candiani_Magazine_-_n._5_maggio_2010</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>Un silenzio straordinario in scena a Merano</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/un-silenzio-straordinario-in-scena-a-merano/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 17:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[CRATere, piccola rassegna di arte, umanità e teatro contemporaneo, presenta
La Compagnia della Fortezza in Un silenzio straordinario
Merano, Teatro Puccini, 15 maggio 2010 ore 20 e 30
Carte Blanche Centro Nazionale Teatro &#8211; Carcere Volterra &#8211; Festival VolterraTeatro, Liberamente ispirato al teatro di Samuel Beckett

Drammaturgia e regia di Armando Punzo,
con Placido Calogero
Musiche: Andrea Salvadori
Scene: Alessandro Marzetti
Costumi: Emanuela Dall’Aglio
Collaborazione ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/un-silenzio-straordinario-in-scena-a-merano/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Nuova-immagine.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3810" title="Nuova immagine" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Nuova-immagine-180x180.jpg" alt="Nuova immagine" width="180" height="180" /></a>CRATere, piccola rassegna di arte, umanità e teatro contemporaneo, presenta</p>
<p>La Compagnia della Fortezza in <strong><em>Un silenzio straordinario</em></strong></p>
<p>Merano, Teatro Puccini, <strong>15 maggio</strong> 2010 ore 20 e 30</p>
<p>Carte Blanche Centro Nazionale Teatro &#8211; Carcere Volterra &#8211; Festival VolterraTeatro, Liberamente ispirato al teatro di Samuel Beckett</p>
<ul>
<li>Drammaturgia e regia di Armando Punzo,</li>
<li>con Placido Calogero</li>
<li>Musiche: Andrea Salvadori</li>
<li>Scene: Alessandro Marzetti</li>
<li>Costumi: Emanuela Dall’Aglio</li>
<li>Collaborazione artistica: Pascale Piscina, Stefano Cenci, Laura Cleri, Manuela Capece, Giacomo Trinci</li>
<li>Collaborazione alla drammaturgia: Maurizio Braucci</li>
<li>Assistente ai costumi : Silvia Bertoni</li>
<li>Organizzazione generale : Cantiere Sanbernardo, C. De Felice</li>
<li>Coordinamento: Lavinia Baroni, Domenico Netti</li>
<li>Amministrazione: Isabella Brogi</li>
<li>Direzione Tecnica: Carlo Gattai, Fabio Giommarelli</li>
<li>Disegno Luci: Andrea Berselli Suono: Marco Ribecai</li>
</ul>
<p>La Compagnia della Fortezza per la prima volta in Alto Adige sabato sera a Merano</p>
<p>L’esperienza della Compagnia della Fortezza inizia ventidue anni fa nel Carcere di Volterra da un’idea di Armando Punzo. Da allora, l’attività teatrale nelle carceri si è notevolmente evoluta in Italia, grazie a un impegno sempre più generalizzato del mondo del teatro nei luoghi del disagio. In questo ambito, la Compagnia della Fortezza rappresenta ancora oggi un vero e proprio modello per i risultati ottenuti sia nel campo dell’intervento sui detenuti sia per l’alto livello raggiunto sulla scena. Non a torto, infatti, essa può essere definita una delle più note compagnie teatrali europee formate da detenuti ed ex-detenuti. Un esempio eccellente di cultura socialmente responsabile, con elevati ritorni in termini di valore artistico e inclusione sociale. L’attività della Compagnia della Fortezza ha origine come laboratorio teatrale annuale di recitazione, per estendersi ben presto ad altre discipline proprie della dimensione teatrale. La ricerca condotta da Punzo, ancora oggi direttore artistico e regista del gruppo, nasceva dall’idea che il carcere potesse diventare un luogo dove reinventare il teatro e restituirgli una sua necessità. Scrive Punzo: “L’obiettivo è trasformare un luogo […] con il teatro credo che si debba distruggere anche l’idea stessa del carcere, lo stereotipo che generalmente alberga nella mente dello spettatore, dell’opinione pubblica ma anche in quella di chi lo vive direttamente”. Ogni rappresentazione è un’opportunità per spingere la comunità a riflettere sulle prigioni quotidiane in cui tutti vivono, poiché dentro il carcere è possibile vedere spaccati della realtà esterna con le sue illusioni e contraddizioni. Nel tempo, questo luogo inaccessibile e sconosciuto, vissuto spesso come una presenza negativa, è divenuto così uno spazio di produzione teatrale e culturale: “una marginalità poteva e doveva diventare un centro”. Il Carcere di Volterra si è trasformato “da Istituto di Pena a Istituto di Cultura”.</p>
<p>Giovedì 13 maggio (ricorrenza della legge Basaglia del 13 maggio 1978) a Bolzano, Castel Roncolo, in apertura al festival CRATere, occasione di vedere la produzione “La Torre” nata dall’esperienza meranese del Teatro Casa Basaglia, già in scena quest’anno nella stagione del Teatro Metastasio di Prato.</p>
<p>CRATere, piccola rassegna di arte, umanità e teatro contemporaneo  </p>
<p>presenta  </p>
<p>Teatro Casa Basaglia in “La Torre (stagioni)”</p>
<p>Bolzano, Castel Roncolo, giovedì 13 maggio, ore 18</p>
<p>Teatro PraTIKo associazione culturale &#8211; C.R.A.T.</p>
<p>Casa Basaglia</p>
<p>Spettacolo in quadri ispirato alle cosiddette poesie dalla torre di Hölderlin</p>
<p>Drammaturgia e regia di Nazario Zambaldi</p>
<p>in collaborazione con</p>
<p>Kira Cacco, Eva Maria Gstrein, Giovanna Lo Conte, Alessio Kogoj, Jutta Niederstätter, Josu Lezameta</p>
<p>con Gianpietro Amadio, Stefano Bernardi, Marco Fasan, Franky Hölzner, Marlis Kuprian, Günther Kury,</p>
<p>Liliane Lamprecht, Luciano e Giuseppe Loiacono, Oswald Pertramer, Felix Wallnöfer</p>
<p>e la partecipazione di Roberto Corradini, Camilla da Vico, Elvio Rocchi, Wolfgang Mahlknecht</p>
<p>Spettacolo in quadri a partire dalle cosiddette “poesie dalla torre” del poeta romantico Hölderlin. Le scene, presentate presso la Casa Basaglia di Sinigo in occasione dei trent’anni della legge 180, legge Basaglia, il 13 maggio 2008, vengono ambientate all’interno del castello principesco di Merano in occasione di Asfaltart, festival di arte e teatro di strada, e riproposte a Pergine per PSA, Pergine Spettacolo Aperto, all’interno dell’ex Ospedale psichiatrico a luglio. Nel 2009 lo spettacolo è ospitato presso gli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna nella stagione de LA SOFFITTA del DMS Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. Allestimento presso il Castel Roncolo di Bolzano il 10 novembre 2009 per “La giornata mondiale della salute mentale”. Al Teatro Metastasio di Prato, Teatro Stabile di Toscana, nel progetto speciale in stagione, curato da Giuliano Scabia, in scena a febbraio 2010. “La Torre” completa la trilogia che ha visto nascere dal 2005 i progetti “NO (A Story of Wall Street)” e “OZ (Nella città di Smeraldo)”, definendo i rapporti tra dentro e fuori, realtà e immaginario, pubblico e privato, con particolare riferimento alla “città” come spazio di prova della socialità.</p>
<p>L’11 settembre 1807, a seguito di una nuova crisi, Hölderlin viene ricoverato nella clinica psichiatrica del professor Ferdinand Autenrieth a Tubinga, ma le sue condizioni non migliorano. Viene allora affidato nell&#8217;autunno del 1807 alla famiglia del falegname Ernst Zimmer, uomo di buona cultura che aveva anche letto il suo romanzo “Hyperion”: il poeta occupa una stanza all&#8217;ultimo piano, nel retro a forma circolare della casa dello Zimmer, e per questo motivo chiamata &#8220;la torre&#8221;: ha una vista bellissima del fiume Neckar e della sua valle. Qui Hölderlin trascorrerà tutti gli ultimi trentasei anni della sua vita.</p>
<p>Prenotazioni e informazioni:</p>
<p>+39 327 0363898</p>
<p>+39 329 6768999</p>
<p>info@crat.it</p>
<p> </p>
<p>Programma completo di CRATere su: www.crat.it</p>
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		<title>Progetto Stravaganza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 13:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Stravaganza è un progetto teatrale raro e prezioso scritto da Dacia Maraini e messo in scena dai &#8220;matt-attori&#8221; dell&#8217;Accademia della Follia (www.accademiadellafollia.it) . Stravaganza è prodotto dal Teatro Stabile del FVG ed esordisce in due dei più importanti teatri italiani: il Teatro Goldoni di Venezia e il Teatro Stabile del FVG (con 12 repliche consecutive ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stravaganza è un progetto teatrale raro e prezioso scritto da Dacia Maraini e messo in scena dai &#8220;matt-attori&#8221; dell&#8217;Accademia della Follia (www.accademiadellafollia.it) . Stravaganza è prodotto dal Teatro Stabile del FVG ed esordisce in due dei più importanti teatri italiani: il Teatro Goldoni di Venezia e il Teatro Stabile del FVG (con 12 repliche consecutive ).</p>
<p>Il progetto è rivolto ai dipartimenti di salute mentale, alle associazioni di volontariato, alle scuole ed università e alla a cittadinanza. L’iniziativa è itinerante ed intende produrre un moderno ed incisivo confronto sul tema della follia, del pregiudizio e dell’esclusione sociale al fine di stimolare un progresso culturale della nostra società.</p>
<p>Stravaganza è un progetto inclusivo. Da questo approccio nasce l’auspicio di integrarsi con progetti già avviati sul territorio da associazioni o istituzioni, in modo da poter dare a questa iniziativa una maggior efficacia e una continuità nel tempo</p>
<p>FORZA E CONTENUTI DEL PROGETTO</p>
<p>Stravaganza parla di follia e di pregiudizio . Viene messo in scena da artisti che convivono con il disagio mentale e che hanno potuto scoprirsi ed esprimersi a livelli di eccellenza, come vedrete nel materiale allegato, solo grazie alla chiusura dei manicomi. La forza dirompente del messaggio sociale che portano con sè è fortemente correlato ai loro corpi e alle loro persone: Claudio, Dario, Antonella, Gabriele, Giuseppe, Sabrina, uomini e donne che invece di essere ricoverati in manicomio, strabiliano e commuovono il pubblico .</p>
<p>Allego qui di seguito un commento di Dacia Maraini allo spettacolo che rende meglio di qualsiasi altra mia parola il valore di quanto vi sto descrivendo:</p>
<p><em>“ Non ci credo ! era l’affermazione più temibile che Stanislaskij potesse scagliare contro un attore, perché la cosa più importante (e la più difficile) da mettere in scena è la credibilità. Il massimo dell’artificio annodato al massimo della verità, questa la sfida teatrale. Sfida che affronta ogni sera lo spettacolo messo in scena da Claudio Misculin regista e “matt-attore” di Stravaganza. E lo fa così bene che il pubblico ne è incantato. Il testo spinge gli attori alla più dura delle prove possibili: rendere attendibile la recita di sé stessi. Con grandissima professionalità, con una tecnica che coniuga doti attoriali e doti performative l’Accademia della Follia si fa, in questa occasione, teatro della verità dei corpi e si proietta oltre la quarta parete, per captare l’attenzione dello spettatore costringendolo alla riflessione.</em></p>
<p><em>La trama drammaturgica di Stravaganza si intreccia con le storie personali di ogni suo interprete e racconta in qualche modo la genesi della stessa Accademia della Follia, nata all’indomani della legge Basaglia. Potremmo dire che questo spettacolo è metavita, qualcosa che sta fra la vita vissuta e la creazione di un delirio composito e controllato dal senso del ritmo e della musicalità linguistica. La compagnia si impone con inesauribile energia, invade e travalica lo spazio scenico per portare un messaggio attualissimo di solitudine, emarginazione, oblio politico e sociale, ma è anche un canto alla vita, alla capacità primigenia dell’uomo di reagire, di riconoscersi, di ricrearsi. E’ rappresentazione dell’ istinto di sopravvivenza, realtà cruda e senso ritrovato della naturale grazia di ogni corpo. &#8220;</em></p>
<p>OBIETTIVI</p>
<p>Il nostro auspicio è quello di poter sviluppare insieme alle persone e ai territori sensibili un progetto culturale locale sulla follia, il pregiudizio e l&#8217;esclusione sociale. Tale progetto è sviluppato nel documento &#8220;STRAVAGANZA progetto.doc&#8221;</p>
<p>INFORMAZIONI AGGIUNTIVE</p>
<p>A corredo della lettera alleghiamo: libretto di presentazione, rassegna stampa nazionale, collegamento a youtube per godere dell&#8217;anteprima dello spettacolo: http://www.youtube.com/watch?v=rKB1BGUuU2w</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Luca Petruzzelli</p>
<p>Responsabile Progetto</p>
<p>www.infostravaganza.it (sito in allestimento)</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3250" href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/stravaganza-libretto/">STRAVAGANZA Libretto</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3251" href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/stravaganza-progetto/">STRAVAGANZA progetto</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3252" href="http://www.news-forumsalutementale.it/progetto-stravaganza/stravaganza-rassegna-stampa/">STRAVAGANZA rassegna stampa</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/STRAVAGANZA-Libretto.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>STRAVAGANZA Libretto</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/STRAVAGANZA-progetto.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>STRAVAGANZA progetto</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/STRAVAGANZA-rassegna-stampa.zip' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_compressed.png");'>STRAVAGANZA rassegna stampa</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Altra Storia di Pinocchio</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/</link>
		<comments>http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[La Compagnia Teatro Senza Rete torna in scena, con il suo quinto spettacolo originale, L&#8217;Altra Storia di Pinocchio, prodotto presso il laboratorio espressivo-teatrale del Centro Diurno dell&#8217;Unità Operativa di Salute Mentale di Cava de&#8217;Tirreni/Costa d&#8217;Amalfi dell&#8217;ASL Salerno. Sarà rappresentato, in prima, presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;ITC &#8220;M. Della Corte&#8221; di via Marconi &#8211; Cava de&#8217;Tirreni (SA) sabato ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3062" href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/locandina_web1/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3062" title="locandina_web[1]" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/locandina_web1-180x180.jpg" alt="locandina_web[1]" width="180" height="180" /></a>La Compagnia Teatro Senza Rete torna in scena, con il suo quinto spettacolo originale, <strong><em>L&#8217;Altra Storia di Pinocchio</em></strong>, prodotto presso il laboratorio espressivo-teatrale del Centro Diurno dell&#8217;Unità Operativa di Salute Mentale di Cava de&#8217;Tirreni/Costa d&#8217;Amalfi dell&#8217;ASL Salerno. Sarà rappresentato, in prima, presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;ITC &#8220;M. Della Corte&#8221; di via Marconi &#8211; Cava de&#8217;Tirreni (SA) <strong>sabato 6 marzo alle ore 20,30</strong>. Saremmo molto lieti se se ne potesse dare riscontro attraverso l&#8217;informazione puntuale da voi curata, visto che con esso non solo si offre ulteriore forma di espressione partecipata alla sofferenza psichica, ma anche possibilità di cura riabilitativa e di promozione dell&#8217;inclusione sociale di coloro che ne sono portatori.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3063" href="http://www.news-forumsalutementale.it/laltra-storia-di-pinocchio/presentazione/">presentazione</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/presentazione.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>presentazione</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>Luci dall’Ombra: Cinema e Teatro per parlare di disabilità</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:53:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[TORNA LUCI DALL’OMBRA: CINEMA E TEATRO PER PARLARE DI DISABILITA’.
 LUCI DALL’OMBRA
Sguardi sulla disabilità. Cinema, teatro, laboratori, incontri.
Torino Savigliano marzo &#8211; aprile 2010
Luci dall’ombra è una rassegna tematica nata nel 2009 dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e la Fondazione Paideia onlus.
La prima edizione ha proposto al numeroso pubblico una riflessione sulla disabilità, sia ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TORNA LUCI DALL’OMBRA: CINEMA E TEATRO PER PARLARE DI DISABILITA’.</p>
<p> LUCI DALL’OMBRA</p>
<p>Sguardi sulla disabilità. Cinema, teatro, laboratori, incontri.</p>
<p><strong>Torino Savigliano marzo &#8211; aprile 2010</strong></p>
<p>Luci dall’ombra è una rassegna tematica nata nel 2009 dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e la Fondazione Paideia onlus.</p>
<p>La prima edizione ha proposto al numeroso pubblico una riflessione sulla disabilità, sia fisica sia psichica, attraverso la visione di quattro film ispirati a storie vere: Rosso come il cielo, di Cristiano Bortone; Piovono mucche, di Luca Vendruscolo; Lo scafandro e la farfalla, di Julian Schnabel; Si può fare, di Giulio Manfredonia.</p>
<p>Sulla scia del riscontro positivo ottenuto con la prima edizione, Luci dall’ombra oggi cresce e completa la propria offerta culturale aprendosi al teatro, cui si affiancano i laboratori e gli incontri aperti al pubblico.</p>
<p>La seconda edizione di Luci dall’ombra presenta proposte di elevata qualità artistica, in grado di far luce su tematiche (la disabilità e il disturbo psichico) spesso trattate con una sorta di pudico timore. L’intento di Luci dall’ombra è rendere per un momento visibile ciò che normalmente resta invisibile, creando un terreno condiviso di discussione e riflessione.</p>
<p>La rassegna si apre con due film, proiettati sia a Torino sia a Savigliano, che affrontano in maniera diretta i temi della disabilità, fisica o psichica. Senza concessioni al pietismo, con toni da commedia come nel caso di Inside I’m Dancing, o con asciuttezza tragica come nel caso di Away from Her/Lontano da lei.</p>
<p>La proposta teatrale, anch’essa articolata su Torino e Savigliano, dà spazio ad artisti di rilievo che negli anni sono stati capaci di costruire percorsi di ricerca generati dal confronto e dall’incontro con il disagio e la disabilità. Giuliano Scabia , Antonio Viganò e Voci Erranti sono, in maniera diversa, portatori di una progettualità artistica e di un impegno capaci di offrire una visione inedita, nel riconoscimento di modi di vivere e di percepire la realtà diversi, altri.</p>
<p>Con il desiderio di coinvolgere e sensibilizzare un pubblico il più ampio possibile, è stato inserito lo spettacolo Clara va al mare, in una serata rivolta specificatamente ai ragazzi e alle famiglie.</p>
<p>Luci dall’ombra ha avuto cura di offrire appuntamenti accessibili a spettatori con disabilità motoria, concordando con i gestori dei luoghi della rassegna nuove soluzioni, seppur temporanee, per l’abbattimento di alcune barriere architettoniche. Inoltre, le proiezioni cinematografiche sono sottotitolate per i non udenti.</p>
<p>Luci dall’ombra propone un percorso culturale ricco e non univoco che scaturisce da un sistema di connessioni tra enti diversi: una rete articolata di realtà territoriali che hanno scelto di mobilitarsi per la promozione e la costruzione di una cittadinanza attiva e partecipe.</p>
<p>In allegato comunicato stampa, programma e brochure.</p>
<p>Con preghiera di diffusione.</p>
<p>Info:</p>
<p>Segreteria presso Fondazione Paideia</p>
<p>Tel. 011.5520236</p>
<p>www.lucidallombra.it</p>
<p>info@lucidallombra.it</p>
<p> </p>
<p>Ufficio Stampa:</p>
<p>Davide Marabotto</p>
<p>Glebb &amp; Metzger s.r.l.</p>
<p>Tel. +39-011-5618236</p>
<p>www.glebb-metzger.it</p>
<p>dmarabotto@glebb-metzger.it</p>
<p>__________________________</p>
<p> </p>
<p>Susanna Sara Mandice</p>
<p>Fondazione PAIDEIA</p>
<p>Piazza Solferino 9/b</p>
<p>10121 Torino &#8211; Italia</p>
<p>tel. +39 011 55 20 236</p>
<p>fax +39 011 55 20 453</p>
<p><a href="http://www.fondazionepaideia.it">www.fondazionepaideia.it</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3027" href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/brochure/">BROCHURE</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3028" href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/locandina-2/">LOCANDINA</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3032" href="http://www.news-forumsalutementale.it/luci-dall%e2%80%99ombra-cinema-e-teatro-per-parlare-di-disabilita/03-cos-luci-dallombra/">03 cos Luci dall&#8217;ombra</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/BROCHURE.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>BROCHURE</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/LOCANDINA.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>LOCANDINA</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/03-cos-Luci-dallombra.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>03 cos Luci dall&#8217;ombra</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>“Galuth”: una serata di grande spettacolo teatrale</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 10:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[al Teatro Parrocchiale Nostra Signora della Fiducia (Bo)
Arte e Solidarietà “Principe Myskin” offre a tutti i cittadini che vorranno partecipare uno spettacolo teatrale originale dal titolo “Galuth” con musiche dell’Est europeo eseguite dal vivo dal Quartetto Klez,martedì 9 febbraio alle ore 21 presso il Teatro Parrocchiale Nostra Signora della Fiducia,Piazza Lambrakis,1 a Bologna ingresso libero. ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/%e2%80%9cgaluth%e2%80%9d-una-serata-di-grande-spettacolo-teatrale/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>al Teatro Parrocchiale Nostra Signora della Fiducia (Bo)</p>
<p>Arte e Solidarietà “Principe Myskin” offre a tutti i cittadini che vorranno partecipare uno spettacolo teatrale originale dal titolo “Galuth” con musiche dell’Est europeo eseguite dal vivo dal Quartetto Klez,martedì 9 febbraio alle ore 21 presso il Teatro Parrocchiale Nostra Signora della Fiducia,Piazza Lambrakis,1 a Bologna ingresso libero. “Galuth” è un dramma che ripropone con forza il teatro come teoresi,che ne è il suo senso vero. E’il dramma della condizione umana privata di Gan Eden,della conoscenza che è sempre ineludibilmente patros unito a logos ed è nel suo cuore un dramma teologico che tratta del bereshit, quello della libertà che è divina in Adam come per il suo Creatore,per cui si relazionano in modo sofferto alla pari. Si intrecciano e si richiamano infatti la storia del singolo in esilio da se stesso e quella di Adam.Una teoresi in scena sul peccato originale, sull’Assoluto come Kadosh, sulla psicopatologia,sulle fortezze della falsa coscienza della normopatia che non sono altro che la medesima psicopatologia ammantata di accreditamento sociale.Tutto è esplosivo,tutto implode. Sempre presente Cristo a contestare radicalmente,ma senza coercire,la frammentazione vivente, che è la creatura per atto di libertà così come il suo sapere che è solo una prigione, un idolo catatonico. Cristo come libertà,come vero uomo,l’israelita Torah vivente che è Trinità unico Dio,che è la Resurrezione e la Vita.La creatura vittima della sua stessa libertà, nel mondo anche innocentemente solo per difendersi,creatura come libertà così come il Creatore lo è e come Kadosh,la ragione come frammentazione vivente che conduce all’autofagia della libertà. Cristo che come follia per i filosofi è Redentore. Irrompe il Diavolo cattegor che come una buffa figura annuncia che si è prigionieri della libertà senza scampo. Appaiono altre figure insieme commuoventi e spaventose. E’ proposto il teatro come luogo della nudità,dove si può essere autenticamente e liberamente se stessi,come radicale ribellione a ogni falso pudore,a ogni pio inganno,perché essi non saranno mai tali,a tutti i deliri strutturati che pretendono di essere ordine costituito. In questo dramma non ci sono maschere, la nudità è originariamente,quella dell’uomo come quella di Dio,tutto viene messo a nudo e non importa se può essere terribile o bello,perché la vera teoresi non vuole veli anche se il prezzo da pagare fosse l’accecamento. Le parole chiave di questo dramma sono:chaim tovim,chaim mizwoth,il paradosso della libertà di Grazia come originario della creatura simile a Dio. Si vede all’opera l’inganno del frammentatore che dice la totale verità sul desiderio buono dell’uomo e la totale menzogna su chi è il Dio Vivente, che assunto in pieno come nostra identità fa sì non si capisca nulla di una creazione di libertà,si vede tutto apocalitticamente e il nuovo è l’originario.Non si possono separare i sani dai malati, la malattia è cosmica,è il solo speculum, la realtà del mondo. E sperare contro ogni speranza,perché tutto in questo lavoro è le chaim e sembrerà di sognare come ai liberati dall’esilio,perché vince la nudità di quel paradosso originario: libertà di Grazia come chaim per la creatura come per Kadosh baruch hu</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2840" href="http://www.news-forumsalutementale.it/%e2%80%9cgaluth%e2%80%9d-una-serata-di-grande-spettacolo-teatrale/manifesto-a4-galuth/">il manifesto </a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/manifesto-a4-galuth.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>il manifesto </a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		</item>
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		<title>Debutta a Trieste Stravaganza di Dacia Maraini</title>
		<link>http://www.news-forumsalutementale.it/stravaganza-di-dacia-maraini/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Allo Stabile regionale di Trieste debutta Stravaganza di Dacia Maraini, coprodotto con l’Accademia della Follia.
Va in scena martedì 10 novembre alle ore 21.30 alla Sala Bartoli di Trieste, Stravaganza, testo di Dacia Maraini che viene portato in scena in un’inedita edizione coprodotta dall’Accademia della Follia e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Lo Stabile regionale ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/stravaganza-di-dacia-maraini/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1291" title="stravaganza11" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/stravaganza11.jpg" alt="stravaganza11" width="189" height="270" /><em>Allo Stabile regionale di Trieste debutta Stravaganza di Dacia Maraini, coprodotto con l’Accademia della Follia.</em></p>
<p>Va in scena <strong>martedì 10 novembre alle ore 21.30 alla Sala Bartoli di Trieste,</strong> Stravaganza, testo di Dacia Maraini che viene portato in scena in un’inedita edizione coprodotta dall’Accademia della Follia e dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Lo Stabile regionale e la singolare realtà dell’Accademia della Follia – fondata nel 1992 da Claudio Misculin, Angela Pianca e Cinzia Quintiliani – hanno incrociato più volte le loro strade: l’incontro più significativo però è avvenuto lo scorso anno, quando alla Sala Bartoli è stato presentato il loro La luce di dentro, scritto da Giuliano Scabia.</p>
<p>Sempre martedì alle ore 18.00  si è voluto affiancare alle repliche dello spettacolo – in scena dal 10 al 22 novembre – un importante momento di discussione, sempre alla Sala Bartoli e a cui prenderanno parte oltre al Presidente e al direttore dello Stabile, Paris Lippi e Antonio Calenda, Giuseppe Dell’Acqua direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, il regista e attore Claudio Misculin e la stessa Dacia Maraini.</p>
<p>Il rapporto di collaborazione con la compagnia si rafforza ora con la coproduzione di questa nuova piéce – per la regia dello stesso Misculin – che ricostruisce, attraverso le vicende di alcuni malati, l’avvento della Legge Basaglia e invita a riflettere su quali ne siano stati gli effetti, le applicazioni, i problemi.</p>
<p>«È la dimenticanza che porta a rifare gli errori di una volta?» denunciava sulle colonne del Corriere della Sera poco più di un anno l’autrice. «O c’è una volontà pertinace di disfare ciò che di buono è stato concepito e applicato dal pensiero sperimentale di questo Paese anche troppo immobilista? Che la legge Basaglia non funzioni fino in fondo lo sanno perfino i sassi. Ma perché troppo spesso manca la realizzazione di una parte della legge che prevede l’accoglienza dei malati nelle comunità terapeutiche, la cura assicurata, il recupero e la restituzione alla società degli individui più fragili e sconnessi. Un progetto coraggioso, non facile, certamente, ma che va comunque tentato, nel rispetto degli ammalati…».</p>
<p>Questo impegno civile, umano, sociale di Dacia Maraini arriva sulle tavole del palcoscenico, con Stravaganza: lo spettacolo è a Trieste per la prima volta (dopo un applaudito esordio in anteprima, poco più di un mese fa, nella cornice del Festival dei Matti a Venezia) ma il testo – concepito nel 1986 e pubblicato l’anno successivo – vanta una lunga storia di successi ed è andato in scena molto anche all’estero: da Vienna a Canberra, da Rio de Janeiro a Berlino, da Melbourne a Tolosa… A dimostrazione che il tema su cui s’incentra ci appartiene universalmente, è una riflessione necessaria all’uomo alla sua coscienza, alla sua dignità.</p>
<p>«Cinque malati di mente internati in un manicomio, tre uomini e due donne, si tengono compagnia, si raccontano, si amano, litigano, si aggrediscono, ridono di sé e degli altri» riassume Dacia Maraini. «Un giorno vengono a sapere che è stata votata la legge Basaglia: da domani tutti a casa! L’ospedale chiude. Ma dove andare? Ciascuno fa i conti con il proprio passato: chi ha una compagna che si è messa a vivere con un altro, chi una madre morente e dei fratelli invadenti che hanno occupato tutta la casa, chi un padre che certamente non rivuole presso di sé una figlia cleptomane, chi una moglie che ha trovato modo di fare soldi per conto proprio visto che lui non è stato più capace di mantenerla.</p>
<p>I cinque decidono comunque di tornare a casa. Gli affetti su cui hanno sempre sognato sono lì ad attenderli. Ma appena arrivati trovano gelo e disattenzione. In realtà nessuno li vuole: sono stati bellamente sostituiti. C’è addirittura qualche parente che ha paura di loro, e vorrebbe chiuderli a chiave nella stanza rimediata all’ultimo momento. Così i quattro, perché il quinto Alcide non ha nessuno da cui andare ed è rimasto in manicomio, sono costretti a tornare in ospedale. Dove però decidono di vivere a modo loro: senza medici, senza elettroshock, senza chiavi e chiavistelli, in una comune aperta, con nuove regole stabilite da loro.»</p>
<p>Diretti da Claudio Misuclin a portare in scena questa storia saranno – accanto allo stesso Misculin – Sabrina Nonne Wagner, Dario Kuzma, Donatella Di Gilio, Gabriele Palmano, Giuseppe Feminiano, Giuseppe Denti, Eloisa Gatto, Livio Struja.</p>
<p>Direttore di scena Aldo Vivoda.</p>
<p>Le scene sono creazioni di Diego Iaconfcic e le melodie ancora di Claudio Misculin.</p>
<p>L’Accademia della Follia cui questi artisti o – come si definiscono – matt-attori fanno riferimento, è un progetto teatrale e culturale: si occupa di teatro e follia. Formata da attori a rischio, è un’esperienza singolare-universale dove la sofferenza individuale trova lo spazio delle parole e dei gesti. La ricerca nasce all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste nel periodo in cui le sue mura venivano abbattute da Franco Basaglia. Claudio Miculin in quel periodo si trova lì e fa prende parte a questo sogno comune e nel 1976 fonda il primo gruppo proprio dentro l’ex ospedale, il primo “teatro dei matti” e assieme agli altri partecipa alla creazione di quell’idea che poi diviene la Legge 180.</p>
<p>Il matto – secondo l’assunto dell’Accademia della Follia – può diventare un talento artistico se si creano opportunità di esplorare e di mettere in scena altre maschere oltre a quella unica e sovradeterminata di malato.</p>
<p>Stravaganza di Dacia Maraini, firmato da Claudio Misculin e coprodotto da Accademia della Follia e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia replica alla Sala Bartoli dal 10 al 22 novembre: dopo la prima, che straordinariamente avrà inizio alle ore 21.30 tutte le repliche serali avranno inizio alle 21 mentre nei giorni festivi lo spettacolo sarò pomeridiano con inizio alle ore 17.Ulteriori informazioni sono disponibili chiamando il Teatro allo 040-3593511 e sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it</p>
<p>tratto da: Ufficio stampa del Teatro Stabile Rossetti</p>
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		<title>“Terufah” una serata di grande spettacolo teatrale a San Lazzaro di Savena (Bo)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Arte e Solidarietà “Principe Myskin” offre,su invito dell’Associazione di San Lazzaro di Savena (Bo) Spazio Amicizia, a tutti i cittadini che vorranno partecipare uno spettacolo teatrale originale dal titolo “Terufah la cura per il mondo”con musiche dell’Est europeo eseguite dal vivo dal Quartetto Klez,sabato 28 novembre alle ore 21 presso il Centro sociale,culturale ricreativo Annalena ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/%e2%80%9cterufah%e2%80%9d-una-serata-di-grande-spettacolo-teatrale-a-san-lazzaro-di-savena-bo/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arte e Solidarietà “Principe Myskin” offre,su invito dell’Associazione di San Lazzaro di Savena (Bo) Spazio Amicizia, a tutti i cittadini che vorranno partecipare uno spettacolo teatrale originale dal titolo “Terufah la cura per il mondo”con musiche dell’Est europeo eseguite dal vivo dal Quartetto Klez,sabato 28 novembre alle ore 21 presso il Centro sociale,culturale ricreativo Annalena Tonelli,Via Galletta 42 Località La Mura San Carlo a San Lazzaro di Savena (Bo) ingresso libero. “Terufah” è un’opera che coinvolge voce,musica,poesia e corporeità. In scena il ghetto-mondo,il mondo-ghetto.Tanti modi di fare lo psichiatra. La grande lotta dentro l’uomo tra paura e desiderio. La tortura che applica il pensiero discriminatorio e lascia marchi a fuoco sulla pelle delle persone. La semplicità che non è stereotipo,la rinuncia ad ogni menzogna,partendo dal non mentire a se stessi. Il cosiddetto paziente come lo psichiatra che si ritrovano prima di tutto individui umani che fanno la stessa fatica nella ricerca di autenticità e verità nella loro vita,di creatività libera che faccia spuntare i fiori;ciascuno bisognoso di trovare se stesso,i pezzi propri,intessano e danzano i fili del loro umano anelare all’integrità come la cerva anela ai corsi d’acqua. Lo sguardo rivolto alle stelle per dire un no totale ad ogni forma di violenza e di costrizione,il profondo contatto con la natura,che diventa comunione fraterna con essa per non essere mai più abbandonati alla solitudine da ghetto insieme alla tensione mistica verso il ritorno al Gan Eden. Il coraggio di presentarsi a Dio nella propria integrale nudità di povero,con la poesia del proprio immenso desiderio di vita,di gustare se stessi come un cuore di carne e così sedere con spirito festoso insieme a tutti gli altri e pronti senza reticenze a lasciarsi toccare da Lui intimamente,nella consapevolezza che la vergogna è dei superbi. La più grande preghiera ebraico-cristiana,il cuore di essa,preghiera delle ossa gridata, Giobbe scoperto grande per la ribellione a tutti le diagnosi attraverso la quale fa emergere da Dio stesso e valere insieme a Lui i suoi più profondi desideri, un impulso di gioia per la vita senza rassegnazione per la perdita del Gan Eden così come Dio non si è rassegnato alla nostra scelta di morte e ha scelto la Follia per liberare la libertà prigioniera dell’idolatria di se stessa, che la risolve in un’autofagia che le toglie l’assolutezza di vita che le è propria,cosa che fa trovare il cuore di Dio,che è nudo perché buono,appunto per la libertà e l’integrità nell’irriducibilità della singolarità che non è frammento di Lui,ma è solo di se stessa,unica,originale per dono di chi è Artista perfetto e proprio in questo lo esprime chiaramente,con lo splendore della verità e può darsi soltanto in un libero slancio d’amore. Lo spirito di carità per farsi anche letame al fine di far spuntare bellezza come quella dei fiori di campo,la tenerezza totale che si ribella radicalmente al cuore di pietra,impuro,che vuole kasheruth intera ed integrale con la carne,come il Dio Vivente che sceglie di farsi carne in mezzo alle nostre impurità;sì con la carne che è via di benedizione e della creatività che libera la persona umana,che si fa innocenza della follia,che è quella del Messia da gustare gratis,il Farmaco di immortalità,e poi le stelle che annunciano l’arrivo della sposa Sabato e il ghetto sparisce. Si va verso il pubblico, verso la varietà meravigliosa del creato con il fondo di felicità inattaccabile che è la scelta della nudità,portando il profumo della festa anche se si vedono le ferite della lotta addosso(perché la tortura,intesa in senso ampio, va testimoniata e non dimenticata),gridando folli di gioia “Chi come Dio”,poiché la libertà d’essere nudi è la libertà di vivere,la cui verità d’essere è nell’innocenza della follia di Dio, nell’obbedienza del cuore a Cristo medico,il solo medico per la salute mentale di tutti</p>
<p>spettacolo-San Lazzaro
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<h4 class="wam">Allegati</h4>
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<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/spettacolo-San-Lazzaro.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>spettacolo-San Lazzaro</a>
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		<title>Stravaganza. Ovvero il Teatro della verità</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 15:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da applaudire]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Accademia della Follia con Claudio Misculin è nata nell’ospedale psichiatrico di San Giovanni a Trieste. Erano i giorni in cui, arrivato Franco Basaglia, le porte si aprivano, gli internati circolavano per il parco e cominciavano a guadagnare la città.
Claudio occupò, con alcuni suoi compagni, uno dei reparti appena svuotato.
Da allora, di quel luogo, ha condiviso ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/stravaganza-ovvero-il-teatro-della-verita/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1035" title="Claudio Misculin e Donatella Di Gilio" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Claudio-Misculin-e-Donatella-Di-Gilio-180x180.jpg" alt="Claudio Misculin e Donatella Di Gilio" width="180" height="180" />L’Accademia della Follia con Claudio Misculin è nata nell’ospedale psichiatrico di San Giovanni a Trieste. Erano i giorni in cui, arrivato Franco Basaglia, le porte si aprivano, gli internati circolavano per il parco e cominciavano a guadagnare la città.</p>
<p>Claudio occupò, con alcuni suoi compagni, uno dei reparti appena svuotato.</p>
<p>Da allora, di quel luogo, ha condiviso la storia e il tumultuoso cambiamento.</p>
<p>E così come è difficile collocare e definire il lavoro di Basaglia e la svolta storica che ha prodotto, risulta altrettanto complicato ridurre alle parole del teatro (o della psichiatria) il lavoro di Claudio Misculin.</p>
<p>L’Accademia della Follia non è un centro diurno, non è un laboratorio dove attori professionisti intrattengono i pazienti psichiatrici, non è il tentativo una tantum di mettere in scena qualcosa con i matti: una poesia, una canzone, un pezzo scritto proprio “da loro”. Non è un luogo di terapia di gruppo. Non è una filodrammatica dove attori dilettanti impegnano il loro tempo libero. Quelli dell’Accademia sono, come essi stessi dicono, “matti di mestiere e attori per vocazione”. Non dispongono di tempo libero perché hanno vissuto il tempo servo delle istituzioni e l’assenza del tempo nelle giornate appiattite dalla malattia. Sono stanchi di intrattenersi o di essere intrattenuti, hanno sperimentato secoli di terapie e centinaia di giornate di Centri di salute mentale. Hanno rischiato l’annullamento nell’identità piatta del malato di mente.</p>
<p>L’Accademia della Follia è un luogo dove le persone, finalmente incerte e dubbiose sulle loro identità, si scommettono nella ruvidezza, nei conflitti, nel molteplice gioco dei ruoli. Si scommettono rigorosamente, e dolorosamente talvolta, come persone.<img class="alignright size-thumbnail wp-image-1036" title="Dario Kuzma è Peres" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Dario-Kuzma-è-Peres-180x180.jpg" alt="Dario Kuzma è Peres" width="180" height="180" /></p>
<p>Sfugge alle collocazioni e alle definizioni Franco Basaglia quando semplicemente afferma che il suo interesse è “per il malato e non per la malattia”, quando si accorge che inaudite violenze sono accadute in nome di conoscenze confuse e contraddittorie che hanno costituito le fondamenta quanto mai fragili della scienza psichiatrica, quando angosciosamente si interroga su “che cos’è la psichiatria?”.</p>
<p>L’apertura delle porte dei reparti, l’abbattimento dei muri e delle reti, la chiusura degli ospedali psichiatrici, il riconoscimento delle storie e della singolarità delle persone saranno le risposte dovute e ineludibili a quella domanda.</p>
<p>Gli attori e le attrici dell’Accademia della Follia, senza compromessi, testimoniando col proprio corpo e con le parole della loro storia, inverano tutti i passaggi che da quelle domande hanno preso forma. L’Accademia si trova così di volta in volta a denunciare le violenze del manicomio e della contenzione come nel travolgente e disperato “Mattiakovski”;  l’assurdità della sopravvivenza dei manicomi criminali come nell’esilarante e tragico “Ardito Giulio Romano Italico Muscolini”; la stupida e mortifera rigidità della scienza e dei poteri medici, sono bellissimi i lavori su Semmelweiss e Maccacaro;e poi le storie delle persone che ritornano a vivere come ne “La luce di dentro” che racconta con impagabile tenerezza la meravigliosa storia di Marco Cavallo; e ancora “La storia di Augusta” che scrive della sua interminabile vita in manicomio e “Parole in tuffo” dove Giovanni Spiga, internato, racconta del manicomio che ti taglia la lingua e che ti ruba le parole.</p>
<p>Si direbbe che Dacia Maraini ha scritto “Stravaganza” per gli attori dell’Accademia della Follia, non perché i personaggi in scena sono matti, ma per come narra le possibilità di cambiamento, di vita, di futuro malgrado la malattia.</p>
<p>Il testo, ricco com’è di costruzioni e parole precise, taglienti e incisive è difficile da far proprio, da “imparare a memoria” come dice Darko, il più grosso della compagnia. Tuttavia il testo entusiasma gli attori proprio perché  racconta di impacci e fallimenti, di tormenti e violenze, di dolori, di mortificazioni, di intuizioni eccitanti e gioiose. Racconta della storia delle persone e raccontandola rompe l’involucro della malattia e la follia ritorna senza difficoltà nella vita.</p>
<p>Trovare un modo perché la follia ritorni a far parte della vita e non sia ridotta a malattia dalla forza della ragione e dalla violenza delle istituzioni è la ricerca che i personaggi in scena fanno e che Claudio Misculin con gli attori dell’Accademia porta avanti da anni con coraggio e rigore.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1038" title="Sabrina Nonne Wagner è Elvira" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/Sabrina-Nonne-Wagner-è-Elvira-180x180.jpg" alt="Sabrina Nonne Wagner è Elvira" width="180" height="180" />I luoghi comuni hanno invaso il campo della comunicazione intorno alle persone che vivono l’esperienza della malattia e a quanti sono per diverse ragioni coinvolti. I luoghi deputati alla comunicazione, i giornali, le radio, le televisioni, non fanno altro che produrre menzogne, sciatterie, dimenticanze. A cercarla non si trova neanche una mezza verità. Eppure una legge, di cui nulla veramente si sa, ha restituito diritti, soggettività e infinite possibilità. Milioni di persone hanno vissuto e vivono una vita dignitosa malgrado la malattia mentale, lavorano, hanno famiglia, coltivano progetti e futuro. Ma i matti, nel grigiore dei talk show televisivi, ancora continuano a essere pericolosi, ingombranti, inguaribili, improduttivi. Diversi e incomprensibili nel loro modo di stare al mondo. Più nessuno sembra in grado di vedere e di dire che gli immutabili destini segnati prima dall’internamento e oggi dalla malattia sono diventati singolari, incerti e ricchi di possibilità.</p>
<p>Solo la parola di chi vive e ha vissuto queste esperienze, la parola riconquistata “dei matti”, quando trova la possibilità di essere detta, sembra finalmente sconcertare. Saltano le certezze intorno alla malattia e alla nostra normalità. Riusciamo a vedere l’altro, a dare significato alle parole, alle scelte, ai comportamenti fino a ieri fuori da ogni possibile umana comprensione. Il testo di Dacia Maraini e i matt-attori dell’Accademia testimoniano questa possibilità.</p>
<p>E il teatro in quel momento diventa il solo luogo dove oggi si può dire la verità.</p>
<p>Peppe Dell’Acqua</p>
<p>Trieste, ottobre 2009</p>
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