testimonianze
Le Radio della Salute Mentale tutte insieme a Milano il 14 marzo 2015 giovedì, febbraio 19th, 2015
Sono Massimo Cirri, credo,lavoro alla Radio della Rai, Caterpillar, Radio2 e a Radio Popolare di Milano. Qui abbiamo fatto per molti anni La Terra è Blu, una trasmissione dove poteva andare in onda solo chi aveva un problema di salute mentale. Stiamo organizzando una grande Assemblea di tutte le Radio della salute mentale, a Milano, il 14 marzo.
Enjoy the Pycho-Pharmakon martedì, febbraio 17th, 2015
di Fede Shoe. “Nei momenti di sofferenza ci sembra che il buio debba durare in eterno, ma non è così. L’inverno si trasformerà sicuramente in primavera, perché non esiste un inverno senza fine. Chi ha sofferto di più, sarà ...
“Pitbull”, gli internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia si raccontano a teatro domenica, febbraio 15th, 2015
di Anita Eusebi (pubblicato su Piazza Grande, febbraio 2015) Sono le 22:30 di un sabato sera qualunque. Ma la compagnia non è una qualunque e neppure il luogo. Siamo davanti ai cancelli dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia a salutare i ragazzi ...
T4: dagli archivi una testimonianza su Trieste. martedì, febbraio 3rd, 2015
Con questa testimonianza ritrovata negli archivi  chiudiamo per ora su questo tema. Sappiamo che bisognerebbero tenere accese le luci tutti i giorni. Moltissimi ancora non sanno.
Ancora su 27 Gennaio: la testimonianza di Luigi Benevelli sabato, gennaio 31st, 2015
Il razzismo di Stato nel Reich tedesco e nel Regno d’Italia: gli apporti delle ideologie del colonialismo europeo e delle scienze biologiche, Mantova, “Giorno della memoria”, 27 gennaio 2015 1- Colonialismo e pregiudizio contro le popolazioni di colore Simone Weil nel 1943 scriveva: "La natura dell’hitlerismo consiste proprio nell’applicazione da parte della Germania al continente europeo, e più in generale ai paesi di razza bianca dei metodi della conquista e della dominazione coloniali. Questo male che la Germania ha tentato invano da infliggerci, noi l’abbiamo inflitto ad altri.[1]"
“Le carte e la memoria”- Ricordando Franca Ongaro Basaglia giovedì, gennaio 29th, 2015
Sabato 31 Gennaio 2015 ore 10.30 - 13.30 Isola di San Servolo, Venezia Ricordando Franca Ongaro Basaglia in occasione della presentazione dell'inventario dell'archivio della Fondazione. Dieci anni fa moriva a Venezia Franca Ongaro, protagonista, con il marito Franco Basaglia, di una delle più importanti stagioni del Novecento che ha portato in Italia alla distruzione del manicomio, alla promulgazione della legge 180 e alla nascita di una salute mentale territoriale. Per ricordarla, la Fondazione Franca e Franco Basaglia, con sede a Venezia, nell’isola di S. Servolo, promuove un incontro di riflessione e confronto sulla sua figura in occasione della presentazionedell’inventario del proprio archivio, riconosciuto d’interesse Storico Nazionale e Regionale a partire dal 2008. “Franca Ongaro Basaglia: dire e fare il cambiamento” e “Far memoria e politica del presente” saranno i due tavoli tematici attorno ai quali studiosi e ricercatori che hanno iniziato il loro percorso a fianco dei due intellettuali veneziani, si alterneranno nel corso della mattinata.
La Regione delle case di cura mercoledì, gennaio 28th, 2015
di Piero Cipriano Di mestiere faccio lo psichiatra. Lavoro a Roma. In un SPDC. Uno dei ventuno SPDC chiusi, blindati (tranne uno), uno dei ventuno SPDC dove si adopera la contenzione meccanica, le fasce insomma (in tutti, nessuno ...
Terapia o tortura? lunedì, dicembre 8th, 2014
di Piero Cipriano. Alcuni anni fa pensai di collaborare, nel dopolavoro, come medico volontario, con l’associazione dei Medici contro la tortura. Andai a parlare col presidente dell’associazione, un anziano medico in pensione, mi presentai, gli spiegai che ero uno psichiatra che lavorava in un SPDC. Uno di quei moderni succedanei del manicomio?, mi chiese lui a bruciapelo. Annuii, scoperto. Uno di quei reparti che, pur collocati in un ospedale generale, pur avendo per legge le stesse caratteristiche di ogni altro reparto ospedaliero, ha le porte sempre chiuse?, mi chiese ancora.
Màt2014: Il doppio filo che lega marginalità e salute mentale (da “Piazza Grande”) domenica, novembre 9th, 2014
di Anita Eusebi Vivere nell’insicurezza espone anche la persona più equilibrata a una condizione di fragilità sul piano psichico. Se n’è parlato durante Màt, la settimana della salute mentale di Modena Quando in una situazione di grave difficoltà si finisce per perdere casa, lavoro e affetti, poi cosa resta? «Voglio sperare che al di là delle macerie, al di là delle derive, ci sia sempre una possibilità di approdo», afferma Cristiano Regina, autore de La parte che resta, documentario proiettato lo scorso 21 ottobre a Modena nel corso di Màt – Settimana della Salute Mentale, durante il dibattito Senza fissa dimora e salute mentale moderato dal direttore di Piazza Grande Leonardo Tancredi. «È necessario riaggrapparsi con le unghie a quel che è andato perduto, per ritrovare possibilità di relazione e ridefinire una propria identità». Un tema delicato quello dei senzatetto, che va affrontato «smarcandosi da un lato dalla dicotomia usuale tra la figura del clochard romantico vagabondo e il nuovo povero, dall’altro dal rischio di scivolare nell’assistenzialismo o nelle istituzioni totalizzanti, con il pericolo della cronicizzazione», sottolinea Tancredi.
Màt2014: “Le parole della salute mentale. Conversando con Eugenio Borgna” sabato, novembre 1st, 2014
di Anita Eusebi “Di persona che non possiede, o non possiede interamente, l’uso della ragione. O anche di persona eccessivamente impulsiva o violenta”. Questa la definizione di matto nel vocabolario Treccani. Poi c’è folle che sta per “privo di senno, malato nelle funzioni mentali e abnorme per quanto riguarda gli atteggiamenti e i comportamenti che ne derivano”. O ancora pazzo, e lì la definizione è sintetica e senza ambiguità d’interpretazione: “malato di mente, sinonimo di matto”. Abbondano poi le estensioni di significato, gli usi figurati e proverbiali dei termini, e anche i riferimenti letterari e poetici con citazioni da Boccaccio, Dante, Manzoni, Verga. Persino un verso di Alda Merini. La stessa Alda Merini che probabilmente penserebbe bene di dar fuoco al vocabolario se solo leggesse definizioni di questo tipo. Morale della favola, non una parola, dico una soltanto, all’esperienza di dolore e di sofferenza di chi ancora oggi viene etichettato, più o meno simpaticamente, con questi termini. Ma dunque chi è il matto o il màt, per dirla alla modenese?
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