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	<title>forumsalutementale.it &#187; Trieste2010</title>
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		<title>Ai Forum Regionali</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 16:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’incontro internazionale di febbraio Trieste 2010. Cosa è ‘Salute Mentale’? Per una rete mondiale di salute comunitaria è stata formulata, in occasione delle prossime elezioni, una lettera di raccomandazioni alle candidate e ai candidati alla presidenza delle Regioni. La stessa è stata inviata per mail agli indirizzi dei candidati. La Cgil nazionale e la Cgil FP ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/una-lettera-di-raccomandazioni-ai-candidati-alle-elezioni-regionali/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’incontro internazionale di febbraio <em>Trieste 2010. Cosa è ‘Salute Mentale’? Per una rete mondiale di salute comunitaria</em> è stata formulata, in occasione delle prossime elezioni, una lettera di raccomandazioni alle candidate e ai candidati alla presidenza delle Regioni. La stessa è stata inviata per mail agli indirizzi dei candidati. La Cgil nazionale e la Cgil FP nazionale l’ha inviata alle sue strutture e pubblicata sul suo sito.<span id="more-2953"></span></p>
<p>La lettera, presentata prima delle elezioni, dovrebbe diventare momento qualificato di verifica delle politiche di salute mentale delle nuove Giunte regionali, ma certamente anche delle attuali. Sull’attuazioni dei 10 punti i forum regionali possono e devono aggregare operatori, persone con esperienza di sofferenza, familiari, cittadini, amministratori, associazioni….. ed impostare nei prossimi tempi nei confronti dei governi locali la loro azione di pressione, confronto e, ove necessario, di denuncia.<!--more--></p>
<p>E’ importante però che personalmente gli iscritti al Forum, delle regioni dove si vota, si facciano carico di portarla all’attenzione dei candidati. Questo è già stato fatto in Campania da Peppe e da me in Umbria, in occasione di dibattiti pubblici.</p>
<p>E’ una occasione per il Forum di impegnarsi con forza e con passione.</p>
<p>Giovanna Del Giudice</p>
<p>Trieste 9 marzo 2010</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3046" href="http://www.news-forumsalutementale.it/una-lettera-di-raccomandazioni-ai-candidati-alle-elezioni-regionali/lettera-candidati_forum/">Lettera candidati</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/In-occasione-delle-prossime-elezioni-regionali-il-convegno-Trieste-2010-che-cosa-è.doc' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_word.png");'>In occasione delle prossime elezioni regionali il convegno Trieste 2010 che cosa è</a>
</p>
</li>
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Lettera-candidati_forum.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Lettera candidati</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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		<title>Trieste rilancia la rivoluzione di Basaglia</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[(da tutto il mondo per partecipare all&#39;Incontro)
 
Gettate le basi per nuovi progetti a livello internazionale. Bilancio del meeting sulla salute mentale
Trieste sarà il luogo di riferimento della Conferenza mondiale permanente sulla salute mentale. Così la città che è stata la protagonista del cambiamento, della rivoluzione basagliana che ha abbattuto i muri dei manicomi, si conferma ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-rilancia-la-rivoluzione-di-basaglia/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2893" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-2893" href="http://www.news-forumsalutementale.it/l%e2%80%99eredita-di-basaglia-e-una-ricerca-continua/documenti/"><img class="size-large wp-image-2893" title="documenti" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/documenti-500x375.jpg" alt="(da tutto il mondo per partecipare all'Incontro)" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">(da tutto il mondo per partecipare all&#39;Incontro)</p></div>
<p> </p>
<p>Gettate le basi per nuovi progetti a livello internazionale. Bilancio del meeting sulla salute mentale</p>
<p>Trieste sarà il luogo di riferimento della Conferenza mondiale permanente sulla salute mentale. Così la città che è stata la protagonista del cambiamento, della rivoluzione basagliana che ha abbattuto i muri dei manicomi, si conferma ancora una volta essere il centro per lo sviluppo e la nascita di sistemi territoriali di salute di comunità. Più di quaranta workshop, seminari, dibattiti, confronti, riflessioni, hanno animato i cinque giorni dell&#8217;incontro internazionale. L&#8217;obiettivo comune creare una rete attiva di scambio di saperi e di conoscenze. Al meeting triestino hanno partecipato migliaia di persone provenienti da più di quaranta Paesi: esperti, operatori, studenti, e persone che hanno attraversato o attraversano problemi di disturbo mentale.<span id="more-2936"></span> Nella sessione conclusiva di ieri sono state tracciate le linee del percorso futuro, sottolineate le urgenze e marcate le domande. Gli interrogativi sulla salute mentale in una visione che va dal passato recente al futuro prossimo hanno trovato un punto di incontro che ha stabilito le priorità sulle quali continuare a lavorare. A partire per l&#8217;Italia da quella che Eugenio Borgna, primario emerito di psichiatria all&#8217;Ospedale maggiore di Novara ha definito la struttura portante della migliore psichiatria possibile: la legge 180. «Non conosco altri modi concreti – ha spiegato Borgna – con i quali è stata affrontata la psichiatria. Il metodo dialogico tra chi cura e chi è curato è fondamentale. La disperazione, l&#8217;angoscia, la follia fanno parte dell&#8217;esperienza umana». O ancora nelle parole di Benedetto Saraceno, direttore del Dipartimento di salute mentale dell&#8217;Oms: «il modello di salute di comunità realizzato in questi anni dall&#8217;Azienda sanitaria triestina va esportato a livello mondiale». E la conferma, che le buone pratiche rappresentano un modello da seguire, arriva anche dai molti progetti di collaborazione che sono nati e si sono rafforzati negli incontri. Progetti che coinvolgono diverse parti del mondo, che vedono in prima fila i governi, come ad esempio quelli del Brasile o dell&#8217;Argentina. Mentre sono già in programma diversi appuntamenti con delegazioni rumene, finlandesi, islandesi, danesi e bulgare. Insomma, un successo quasi inaspettato, come ha spiegato il direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste Peppe Dell&#8217;Acqua. «Più di mille persone si sono iscritte al convegno e quasi altrettante sono quelle che hanno seguito gli incontri di questi giorni. Ci colpisce che a partecipare sono stati tutti i cosiddetti stakeholders della salute mentale: familiari, studenti, psicologi, psichiatri, operatori sociali, cittadini e persone che hanno disturbi di salute mentale. Questo conferma la vocazione di Trieste, la sua capacità di attrarre e la sua responsabilità nel dare risposte». Un obiettivo che forse non ci aspettava in questi tempi di crisi economica e di difficoltà politiche. Ma quello che vuole sottolineare Dell&#8217;Acqua è il valore formativo di questa esperienza. «Trieste è voluta come luogo di riferimento per la formazione. Abbiamo avuto molte richieste, ad esempio, dalle associazioni di familiari italiane. Quanto accaduto in questi giorni rende evidente anche la connessione con l&#8217;Università di Trieste e in particolare con i corsi di laurea in psichiatria, psicologia e filosofia oltre che con la Sissa». Il parco di San Giovanni sarà la sede per la formazione permanente sulla salute mentale, ma non solo a livello nazionale. «Ieri si è sancita la nascita – spiega Dell&#8217;Acqua- della Conferenza mondiale permanente sulla salute mentale, che farà riferimento a Franco Rotelli. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, con il suo delegato per la salute mentale Benedetto Saraceno, sostiene il progetto e mette a disposizione le sue competenze». Una conferma in più per la messa in rete dei tanti progetti che a livello mondiale ruotano attorno alla salute mentale. Tre già gli appuntamenti programmati dalla Conferenza permanente: il primo a Belgrado a maggio, a Lille e poi a Sidney nel mese di settembre. Si parte quindi con obiettivi ben precisi e un percorso già avviato. «Altri sono gli impegni che ci vedranno coinvolti nei prossimi mesi – racconta ancora Dell&#8217;Acqua. &#8211; Saremo a Roma per tracciare le linee della Carta di Trieste (un vademecum realizzato assieme all&#8217;Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale stampa italiana per un uso, nei media, di un linguaggio rispettoso delle persone con disturbi di salute mentale); e poi ancora – prosegue &#8211; con la Scuola superiore di formazione e di sviluppo umano che avrà sede a Trieste con il sostegno delle Nazioni unite e una Summer school sulla salute mentale comunitaria». Ma ciò che ci stupisce dice Dell&#8217;Acqua «è il numero, mai visto, di persone con disturbo mentale che spontaneamente sono venute a portare il loro contributo, che pretendono di partecipare e che ci hanno chiesto gli spazi per potersi incontrare e scambiare esperienze». Da Trieste dunque un rilancio della rivoluzione basagliana.</p>
<p>(di Ivana Gherbaz per Il Piccolo del 14.02.2010)</p>
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		<title>Nuova rete di salute comunitaria promossa dal meeting di Trieste</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 10:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 2]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Una sessantina di Paesi sotto l’egida dell’Oms nel coordinamento stabile per la salute mentale.
È proprio l&#8217;interrogativo &#8220;Cos&#8217;è la salute mentale?&#8221;, che ha segnato l&#8217;incontro internazionale, a chiudere la sessione conclusiva del meeting triestino. Con l&#8217;attenzione puntata sull&#8217;oggi, &#8220;dal passato recente al futuro prossimo&#8221;, gli interventi finali cercheranno di trovare un minimo comune denominatore sul significato ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/nuova-rete-di-salute-comunitaria-promossa-dal-meeting-di-trieste/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una sessantina di Paesi sotto l’egida dell’Oms nel coordinamento stabile per la salute mentale.</p>
<p>È proprio l&#8217;interrogativo &#8220;Cos&#8217;è la salute mentale?&#8221;, che ha segnato l&#8217;incontro internazionale, a chiudere la sessione conclusiva del meeting triestino. Con l&#8217;attenzione puntata sull&#8217;oggi, &#8220;dal passato recente al futuro prossimo&#8221;, gli interventi finali cercheranno di trovare un minimo comune denominatore sul significato della riforma psichiatrica, dei progetti che hanno interessato e interessano l&#8217;Italia e il mondo. A parlarne Benedetto Saraceno, direttore del Dipartimento di salute mentale dell&#8217;Oms, Franco Rotelli, direttore dell&#8217;Azienda per i servizi sanitari triestina, e Eugenio Borgna, primario emerito di Psichiatria all&#8217;Ospedale Maggiore di Novara. Ma se il filo conduttore dei cinque giorni di incontri è stato un interrogativo costante su cosa sia la salute mentale, nell&#8217;analisi delle questioni urgenti, delle buone pratiche da seguire, l&#8217;obiettivo piuttosto è quello che possiamo pensare come &#8220;la risposta&#8221; alle domande di salute. Risposte che si concretizzano nella creazione di un forum per una rete mondale di salute comunitaria che coinvolga le associazioni, i familiari, gli utenti e gli operatori sociali. «Storicamente sono già esistite delle reti di alternativa alla psichiatria &#8211; spiega Rotelli -, a partire dagli anni Settanta in Francia con i primi esperimenti di collegamento tra diverse realtà. Ora che la radicalità dei movimenti di quel tempo si è spenta, le reti sono più mature». Ed ecco che, gli incroci di saperi e le richieste, le connessioni e gli strumenti di conoscenza da condividere diventano una tappa fondamentale per una comunicazione immediata. L&#8217;obiettivo del forum è proprio questo. «Gli eroici spostamenti di questi giorni (migliaia di persone venute a proprie spese da tutto il mondo) &#8211; sottolinea Rotelli, &#8211; sono un segnale che un confronto è sempre necessario. Con la costruzione di &#8220;una rete delle reti&#8221; vogliamo sostenere due temi fondamentali. Da un lato la critica ai processi di esclusione: i manicomi, lo stigma nei confronti delle persone malate, il pregiudizio; dall&#8217;altro il sostegno alle politiche di inclusione sociale: la costruzione di servizi, la cooperazione sociale, i centri di salute». La dialettica costituisce quindi il modello &#8220;quasi perfetto&#8221; per la comunicazione e il sostegno delle progettualità. La messa in rete tra il Nord e il Sud del mondo. A voler aderire al forum non solo i paesi presenti all&#8217;incontro triestino. Sono arrivare richieste di partecipazione da parte di molti Paesi dell&#8217;America latina: Colombia, Repubblica Dominicana, Cile, Paraguay; dal Messico e dall&#8217;est Europa. E tra i primi obiettivi la condivisione di una bibliografia ragionata. «Oggi in molti paesi &#8211; racconta Rotelli, &#8211; la cultura psichiatrica è arretrata, non esiste una bibliografia sul tema della salute mentale. Da subito possiamo diffondere materiali, spunti di discussione. Aiutare le persone a non sentirsi sole, facendo molto, magari senza fare nulla di nuovo, e con un sforzo non troppo grande, per continuare un percorso che non avrà mai fine». Ed è proprio dai Paesi di lingua spagnola e da quelli dell&#8217;Est che arriva la richiesta di tradurre quei testi che parlano di percorsi di salute, di innovazione, di inclusione, di cosa sta accadendo nel resto del mondo. A questo proposito, in maggio, a Belgrado si terrà un convegno dove saranno presentate alcune pubblicazioni sul tema dell&#8217;inclusione sociale e sulle buone pratiche. La rete comunitaria di salute è una proposta che ha trovato anche il sostegno dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità. «Il passaggio da modelli ospedalocentrici alla creazione di salute di comunità, la promozione dei diritti di cittadinanza per gli utenti psichici e l&#8217;inclusione sociale sono gli obiettivi prioritari dell&#8217;agenzia delle Nazioni Unite» ha spiegato Benedetto Saraceno, direttore del dipartimento di salute mentale. Obiettivi che sono in linea con quanto è emerso negli incontri di questi giorni sulla salute mentale. «Da parte mia &#8211; ha sottolineato Saraceno &#8211; c&#8217;è vivo interesse verso questa rete che si considera essere perfettamente allineata con gli obiettivi prioritari dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità».</p>
<p>(di Ivana Gherbaz dal Il Piccolo del 13.02.10)</p>
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		<title>Una Carta nei rapporti tra media e psichiatria</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 08:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Come comunicare i casi di disagio: una proposta dal meeting di San Giovanni.
In un sala troppo piccola, ieri in tanti si sono dati appuntamento per raccontare cos&#8217;è la salute mentale, stavolta nel mondo della comunicazione e dei media. Nel Parco di San Giovanni, in occasione del meeting triestino sulla promozione della salute mentale, si è ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/una-carta-nei-rapporti-tra-media-e-psichiatria-come-comunicare-i-casi-di-disagio-una-proposta-dal-meeting-di-san-giovanni/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come comunicare i casi di disagio: una proposta dal meeting di San Giovanni.</p>
<p>In un sala troppo piccola, ieri in tanti si sono dati appuntamento per raccontare cos&#8217;è la salute mentale, stavolta nel mondo della comunicazione e dei media. Nel Parco di San Giovanni, in occasione del meeting triestino sulla promozione della salute mentale, si è svolto un curioso confronto ad armi pari curato da Massimo Cirri tra operatori dell&#8217;informazione e utenti dei servizi di salute mentale. <span id="more-2889"></span>L&#8217;obiettivo era quello di superare gli stereotipi che spesso caratterizzano il linguaggio dei media nei confronti di chi vive in prima persona problemi di salute mentale. Termini come &#8220;psicolabile&#8221;, &#8220;squilibrato&#8221; sono spesso usati per descrivere situazioni e fatti di cronaca. E se le parole sono trappole, nel mondo dell&#8217;informazione capita che le parole creino gabbie dentro le quali si mettono fatti e persone. Per il direttore del Dipartimento di Salute mentale Peppe Dell&#8217;Acqua «con l&#8217;approvazione della legge 180, trentanni fa, le persone hanno iniziato a parlare della propria sofferenza. Sono nate reti e associazioni di familiari per ascoltare queste voci. I tempi sono maturi perché ci si possa rivolgere ai media per una corretta informazione». Oggi per molti operatori dell&#8217;informazione le notizie di cronaca che riguardano persone con problemi di salute mentale sono «frullate, urlate e banalizzate &#8211; dice Iva Testa del Gr Rai. Io ho avuto problemi di depressione e sul lavoro temevo il pregiudizio». «I giovani cronisti hanno difficoltà a leggere la realtà di una persona attraverso i suoi occhi», ha spiegato invece Santo Della Volpe del Tg3. «Se ti facessi secco &#8211; ha detto Alice Banfi Massimo Cirri, storico conduttore di Caterpillar &#8211; come titolerebbero i giornali: depressa uccide psicologo giornalista?» Bisogna però anche sottolineare che le nuove generazioni di cronisti non hanno avuto l’opportunità di vivere in presa diretta la rivoluzione basagliana e quindi hanno meno conoscenze sulla salute mentale. A spiegarlo è stato Maurizio Cattaruzza, capocronista del Piccolo. «Sono favorevole a un&#8217;ipotesi di lavoro che coinvolga sia gli operatori dell&#8217;informazione che i servizi psichiatrici. La superficialità è dannosa ancora di più quando in ballo ci sono le persone». A chiedere uno sforzo comune sono state le associazioni di famigliari, per alimentare la conoscenza, per arrivare a un coordinamento, a un gruppo di lavoro che possa produrre materiali da far conoscere ai media. E magari anche una «carta per un giornalismo della speranza». Ad accogliere questa proposta, Beppe Giulietti di Articolo 21. «Questa può essere un&#8217;occasione per pensare di fare una Carta di Trieste, sulla scia di quelle di Treviso (a tutela dei minori) e di quella recente di Roma. Trieste rappresenta un modello di buone pratiche per la salute mentale. Si tratta di portare avanti un lavoro condiviso &#8211; ha spiegato Giulietti &#8211; che vede coinvolte sia le associazioni di famigliari, gli operatori dell&#8217;informazione, gli utenti dei servizi. Un patto tra giornalisti e persone che soffrono problemi di salute mentale, sull&#8217;uso corretto delle parole, sulle modalità di comunicazione del disagio». La proposta ha ottenuto il consenso del Presidente nazionale della stampa italiana Roberto Natale</p>
<p>(da Il Piccolo del 12.02.2010)</p>
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		</item>
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		<title>Alberta Basaglia a Trieste: «Le idee non sono morte»</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 13:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - 3]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era anche lei all’incontro di Trieste e presentava l’archivio ”Oltre il giardino” realizzato con Studio Azzurro.
Trieste chiama Roma. Si incrociano all&#8217;incontro “Che cos&#8217;è salute mentale?” due esperimenti interessanti che parlano di memoria ritrovata, di manicomi, di storie italiane: sono l&#8217;archivio “Oltre il giardino” inaugurato lo scorso anno nel parco di San Giovanni e il Museo ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/alberta-basaglia-a-trieste-%c2%able-idee-non-sono-morte%c2%bb/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era anche lei all’incontro di Trieste e presentava l’archivio ”Oltre il giardino” realizzato con Studio Azzurro.</p>
<p>Trieste chiama Roma. Si incrociano all&#8217;incontro “Che cos&#8217;è salute mentale?” due esperimenti interessanti che parlano di memoria ritrovata, di manicomi, di storie italiane: sono l&#8217;archivio “Oltre il giardino” inaugurato lo scorso anno nel parco di San Giovanni e il Museo laboratorio della mente di Roma (nel comprensorio di Santa Maria della Pietà). Due dimensioni del reale che narrano i percorsi che hanno portato alla chiusura dei manicomi di Trieste e di Roma, realizzati grazie alla collaborazione di Studio Azzurro di Milano. A Trieste, l&#8217;archivio “Oltre il giardino”, racconta gli anni settanta della rivoluzione basagliana in un viaggio interattivo sui dei “tavoli magici”. Con un semplice tocco degli schermi si può scegliere un percorso per ritrovarsi in quel mondo tra video, foto, parole, saperi, documenti. Roma il museo offre un altro esperimento attraverso la rappresentazione grafica e musicografica delle tappe che hanno accompagnato lo smantellamento del manicomio di Santa Maria della Pietà. «Un approccio diverso da quello classico – spiega Stefano Roveda &#8211; che per Studio Azzurro si occupa di sistemi interattivi. Il percorso consente di far rivivere ai visitatori le stesse esperienze che vivevano gli internati del manicomio. E&#8217; un modo di prendere coscienza della storia di quel luogo attraverso. L&#8217;idea è quella di fondere i due archivi perché Trieste ha bisogno di un museo vero». Nel workshop, organizzato all&#8217;interno del meeting triestino sulla salute mentale, si è discusso di approcci attuali e di prospettive future nel campo della ricerca di archivio, di conservazione della memoria dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici in Italia. «Sono molte le realtà italiane che hanno iniziato a raccogliere i materiali – ha spiegato Pompeo Martelli direttore scientifico del Museo laboratorio della mente. Vincono però ancora gli egoismi di provincia. E&#8217; fallito finora il tentativo di creare una rete di coordinamento con la volontà di raggiungere un obiettivo comune. E&#8217; questo il senso del nostro essere assieme a questo incontro». C&#8217;era anche Alberta Basaglia, la figlia di Franco Basaglia, a raccontare la sua esperienza. «Sull&#8217;isola di San Servolo a Venezia nella sede della Fondazione Franco e Franca Basaglia – ha spiegato – stiamo sistemando quello che io chiamo l&#8217;archivio di casa mia. L&#8217;obiettivo è catalogare il materiale che mia madre e mio padre negli anni hanno raccolto». E non nasconde lo stupore per l&#8217;interesse suscitato dalla figura di suo padre dopo la fiction andata in onda sulla Rai. «Mi ha confermato che la gente non è morta che, anche se tutto sembra sopito, quel mondo non è scomparso. Se c&#8217;è lo stimolo, se c&#8217;è la curiosità si torna a vivere pensando che un mondo migliore è possibile. Nel lavoro quotidiano di tutti noi il passato, il presente e il futuro sono la stessa cosa». Sull&#8217;incontro triestino è fiduciosa. «Le idee non sono morte, siamo in tanti qui in questi giorni a rafforzare un sentire comune, a pensare che c&#8217;è ancora la possibilità di dire molte cose. In questo parco che oggi è stato restituito alla città, che fa parte della città, ci venivo da adolescente, quando mio padre lavorava qui. E si respirava un&#8217;altra aria, sembrava un luogo “molto vissuto” nel quale mi riconoscevo, per me è stato normale studiare psicologia. Con la fondazione Basaglia ci dedichiamo proprio a portare avanti la filosofia del lavoro fatto da mio padre riportandola al presente con progetti che coinvolgono i ragazzi delle scuole superiori e anche delle elementari». E si continua a parlare dell&#8217;oggi anche negli incontri di “Trieste 2010: che cos&#8217;è salute mentale?”. In apertura, alle nove, nel teatrino del parco di San Giovanni si discuterà di “salute mentale e sistemi di salute globali e locali: servizi e comunità” con John Jenkins dell&#8217;International Mental Health Collaborating Network e Sashi Sashidharan del Global Forum for Mental Health, Giovanni Monchiero (FIASO), Nerina Dirindin dell&#8217;Università di Torino, Steven Segal dell&#8217;Università di Berkley (Usa), Roberto Mezzina del Dsm di Trieste e Matt Muijen della Who Euro. E poi ancora la tavola rotonda sul tema “Che cosa significa evidenza?” con un gruppo di docenti delle università italiane, svizzere e australiane. Quattro i video in programma a partire dalle 10 nelle Officine Rosa e dalle 14 ancora decine di workshop. Alle 18.30 invece la seconda tappa del forum per una rete mondiale di salute comunitaria: la costruzione di una piattaforma comune di lavoro e riflessione.</p>
<p>(di Ivana Gherbaz da Il Piccolo del 11.02.10)</p>
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		<title>L’eredità di Basaglia? È una ricerca continua</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 13:28:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal lavoro alla cooperazione sociale sono molte le testimonianze della portata storica della legge 180 
Chi si trovasse a frequentare le persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale, le loro famiglie, i luoghi dove è realmente accaduto e continua ad accadere il cambiamento, scoprirebbe che esistono associazioni di persone che rivendicano la propria storia, che ci ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/l%e2%80%99eredita-di-basaglia-e-una-ricerca-continua/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal lavoro alla cooperazione sociale sono molte le testimonianze della portata storica della legge 180 </p>
<p>Chi si trovasse a frequentare le persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale, le loro famiglie, i luoghi dove è realmente accaduto e continua ad accadere il cambiamento, scoprirebbe che esistono associazioni di persone che rivendicano la propria storia, che ci raccontano le loro svolte, le loro conquiste, che ci dicono come è possibile vivere malgrado la malattia. Scoprirebbe le tante associazioni di familiari non più condannate alla vergogna e all&#8217;isolamento, che si battono per la costruzione di una rete efficace di servizi nei loro territori. Verrebbe a sapere che nuove figure sono sulla scena e il campo del lavoro terapeutico è davvero mutato. Che sono molte e poi molte le opportunità di formazione, di lavoro, di riconquista del protagonismo sociale e relazionale. Che la cooperazione sociale &#8211; così ben resa dall’illuminante “Si può fare”, il bellissimo film di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio &#8211; ha aperto scenari impensati di rimonta. Oggi sono moltissimi i giovani e meno giovani, gli uomini e le donne che lavorano, che guidano l&#8217;automobile, che hanno figli, che si scommettono quotidianamente nella normalità e nella fatica delle relazioni. Persone, ad esempio, che malgrado il disturbo schizofrenico, hanno risorse spesso insospettate e grazie a queste giocano le loro relazioni, con consapevolezza e spesso con gioia. Persone con l’esperienza del disturbo mentale, non più malati di mente, che oggi, concretamente possono interrogarci a partire dalla loro semplice presenza, esperienza, dai loro bisogni che ora finalmente possono e sanno esprimere. <span id="more-2892"></span>Tutto ciò è accaduto e continua ad accadere laddove l’eredità e l’esperienza di Basaglia non hanno smesso di essere ricercate, alimentate, aggiornate. Assiduamente, con la consapevolezza della durezza e della fatica del rapporto con l’altro e l’umiltà di voler imparare dagli errori, non smettendo mai di pensare al bene delle persone, di mettere al centro di ogni cosa la vita della singola persona con tutte le sue peculiarità e contraddizioni, il dolore, la bellezza, la irripetibilità. Grazie alla legge 180, nel campo della salute mentale si sono prodotte accelerazioni, innovazioni, inconfrontabili col resto degli altri paesi occidentali, cambiamenti che hanno restituito speranze e possibilità. Possibilità di restare cittadini, di essere titolari dei propri diritti, di rimontare il corso delle proprie esistenze, di guarire nel mondo condiviso e non lontano da esso. Una legge che ha il suo sofferto retroscena: quello che, nel 1978, ha indotto il legislatore a chiedersi se anche per gli internati, i malati di mente, dovesse valere l’articolo 32 della Costituzione: “…diritto alla cura e alla salute nel rispetto della libertà e della dignità..” e a rispondere di sì. Non c’è più da allora lo Stato che interna e che interdice per difendere l’ordine e la morale; né il malato di mente “…pericoloso per sé e per gli altri e di pubblico scandalo”. C’è un cittadino, bisognoso di cure, cui lo Stato deve garantire, e rendere esigibile un diritto fondamentale della Costituzione, senza privarlo di tutti gli altri. E questa la scommessa più ardua da accettare. Basaglia, quando entra per la prima volta nel manicomio di Gorizia è angosciato e consapevole della sfida che dovrà affrontare. Di fronte al vuoto, alla violenza e all’orrore che scopre è costretto a chiedersi “che cos’è la psichiatria?”, è costretto a rivisitare criticamente le culture e le pratiche che da quasi due secoli informavano il lavoro nei manicomi. È costretto a “mettere tra parentesi la malattia” quale condizione necessaria, indispensabile a fare emergere le persone, i soggetti avviando così un lungo e durissimo lavoro di deistituzionalizzazione che coinvolgerà via via sempre più operatori, soggetti politici, mezzi di informazione e comunicazione, cittadini. In questo difficile percorso lo sostengono anni di lavoro all’università di Padova così come lo studio di Goffman, Sartre, Foucault, Fanon, Husserl, Heidegger. E, non ultime, una profonda conoscenza delle esperienze inglesi delle comunità terapeutiche e le molteplici relazioni da lui intrattenute con gli psichiatri francesi impegnati nella trasformazione degli ospedali psichiatrici. Questa la portata storica della ferita irreparabile prodotta da Franco Basaglia nel corpo dei saperi e delle istituzioni della psichiatria: e tuttavia, ciclicamente, ritornano opinioni e definizioni estremamente discutibili intorno a questo passaggio. Anche quando riecheggiano le parole di personalità per altri versi straordinariamente ricche e preziose, come Oliver Sacks e Mario Tobino. Il primo, recentemente, quasi dimenticando la ruvidezza della vita istituzionale, si è lasciato andare a una morbida e nostalgica memoria degli asili. Ma ancora di più, nel centenario della nascita di Mario Tobino, la parola di questo grande della letteratura, che è stato anche psichiatra, viene ripresa nella parte che esprime la resistenza alla fine del manicomio, dove egli stesso aveva vissuto per quarant’anni. “Le libere donne di Magliano” mi hanno affascinato e hanno forse sostenuto la mia scelta di fare lo psichiatra. Non posso quindi non riconoscere la formidabile profondità letteraria con cui Tobino descrisse la follia, il delirio, le passioni amorose, le storie, la guerra, la drammatica esistenza delle donne e degli uomini ritratti nei suoi libri. Non alla stessa maniera ritengo di celebrare il Tobino medico, che scrive di manicomi e di psichiatrie. Quando smette di chiedersi se la “pazzia” sia una malattia chiamandola “una delle tante misteriose e divine manifestazioni dell&#8217;uomo”; quando prende a difendere i manicomi con una sorta di dovuta, quasi inviolabile affezione, liquidando con ironia chi si dedica alla folle impresa di smantellarli e dimentica che queste istituzioni annientano gli uomini, le donne che vi sono internati; quando arriva a sostenere il non reversibile destino del “malato di mente”, l’incomprensibilità, l’inguaribilità. Qui la narrazione di Tobino così eccezionale, fantastica, stupita riduce le persone e le loro biografie, le storie e la loro singolarità, a un oggetto tanto evidente quanto immutabile detto malattia mentale. Che delle biografie, ossia delle persone non lascia traccia. Effettivamente, solo chi non ne conosce minimamente l’opera e il lavoro può affermare che “Basaglia tende a considerare i malati come vittime della società, il manicomio come causa prima del disagio mentale, psichiatri e infermieri come aguzzini al servizio del potere capitalistico” sbarazzandosi con un colpo di penna di una faticosa e aspra impresa culturale, etica, politica e sociale. Nel manicomio di Gorizia prima e di Trieste dopo, Basaglia, aprendo la porta, scompaginava praticamente le forze in campo riportando nella dimensione della cittadinanza, del diritto, del contratto sociale le persone che avevano perduto con la malattia ogni cosa e che oggi sempre più numerose, la “maggioranza deviante”, rischiano di vedere sottratta la loro soggettività, la loro possibilità di essere nei luoghi, nelle relazioni, nel tempo della loro vita. Il film televisivo “C&#8217;era una volta la città dei matti”, in onda su Raiuno in questi giorni, è pervaso dalla drammaticità di questo passaggio e di questi rischi. Il meeting “Trieste 2010: che cos’è salute mentale?” intende creare uno spazio amplissimo di discussione intorno a queste questioni. Che cos&#8217;è la psichiatria? è stato l&#8217;interrogativo che, alla fine degli anni ’60, ha aperto la ferita più irreparabile nel corpo dei saperi e delle istituzioni psichiatriche. Che cos&#8217;è salute mentale? è l’interrogativo che oggi si propone di illuminare il campo ormai vastissimo delle imprese della deistituzionalizzazione, delle fabbriche del cambiamento, dei nuovi orizzonti possibili.</p>
<p>(Peppe Dell&#8217;Acqua per il Piccolo del 09.02.2010)</p>
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		<title>Trieste 2010: per una rete mondiale di salute comunitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 18:09:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Trieste2010]]></category>

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		<description><![CDATA[(G. Butturini, Trieste 1977, 3° Réseau Internazionale - Parco di San Giovanni) 
 
OBIETTIVO E CUORE DELL’INCONTRO:
UNA RETE MONDIALE PER LA SALUTE COMUNITARIA COME “STRUMENTO DI SALUTE MENTALE”
 
In allegato il terzo annuncio. Informazioni, logistica, iscrizioni e prenotazioni  su: www.trieste2010.net
Di seguito i percorsi tematici:
 
 

I SAPERI E I PARADIGMI: il tema dei diritti umani globali – alla salute, ...<br /><a href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-2010-per-una-rete-mondiale-di-salute-comunitaria/" class="leggi-ancora">leggi tutto &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2804" class="wp-caption alignleft" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-2804" href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-2010-per-una-rete-mondiale-di-salute-comunitaria/bar_t037/"><img class="size-large wp-image-2804" title="BaR_T037" src="http://www.news-forumsalutementale.it/public/BaR_T037-500x316.jpg" alt="BaR_T037" width="500" height="316" /></a><p class="wp-caption-text">(G. Butturini, Trieste 1977, 3° Réseau Internazionale - Parco di San Giovanni) </p></div>
<p> </p>
<p>OBIETTIVO E CUORE DELL’INCONTRO:</p>
<p><em>UNA RETE MONDIALE PER LA SALUTE COMUNITARIA COME “STRUMENTO DI SALUTE MENTALE”</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>In allegato il terzo annuncio. Informazioni, logistica, iscrizioni e prenotazioni  su: <a href="http://www.trieste2010.net">www.trieste2010.net</a></p>
<p><em>Di seguito i percorsi tematici:<span id="more-2802"></span></em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong><em>I SAPERI E I PARADIGMI</em></strong>: il tema dei diritti umani globali – alla salute, alla cittadinanza e alla libera espressione – si pone ancora e sempre all’interno del rapporto con saperi specifici che, direttamente o indirettamente, legittimano o inficiano l’esigibilità del diritto. In una fase segnata dalla frammentazione e dal conflitto tra diversi paradigmi, la coesistenza di pratiche e di modelli eterogenei trova il proprio limite in istituzioni deboli, sconnesse, soffocate da procedure. E’ possibile definire la salute mentale nel suo senso per le persone e per i sistemi di cura marcando la distanza con la psichiatria riduzionista?</li>
<li><strong><em>LA PRATICA CRITICA ANTI ISTITUZIONALE</em></strong>: nel processo di deospedalizzazione dell’assistenza psichiatrica, verificatosi su scala globale in generale nel mondo, solo parzialmente si è spostato l’asse dalla custodia-controllo alla cura, dall’ospedale al territorio, dalle istituzioni ai servizi, dalla malattia alla persona. È possibile creare un sistema globale per un determinato territorio, che risponda ai bisogni di salute, alla realizzazione personale degli individui e che attivi le risorse umane, economiche, sociali e culturali di una comunità? Quali sono i soggetti, i luoghi e le forme della deistituzionalizzazione?</li>
<li><strong><em>LA “MAGGIORANZA DEVIANTE”: ECONOMIA SOCIALE E INCLUSIONE:</em></strong> il particolare contesto storico-sociale attuale, caratterizzato dalla crisi economica in atto, spinge a ridefinire standard e obiettivi macroeconomici e di coesione sociale. La crisi interroga sulla sicurezza individuale e collettiva, sugli stili di vita, sui valori e sulla possibilità di sopravvivenza. Chi è oggi la “maggioranza deviante” e chi oggi si impegna a garantire cura, diritti e inclusione sociale dei soggetti vulnerabili? Dove va l’economia sociale tra mercatizzazione ed economia pubblica? Qual è il ruolo delle cooperative sociali e cosa accade nel confronto con il mercato? E ancora, dai luoghi di cura alla cura dei luoghi: l’esperienza del lavoro nei luoghi (trasformazione e costruzione di contesti iniziata nel manicomio) costringe a fare i conti con le differenze.</li>
<li><strong><em>MEMORIA, ARCHIVI IN MOSTRA E COMUNICAZIONE</em></strong>: alla costruzione del presente, della realtà che ci interpella qui e ora, con ineguale tensione, risulta essere contemporanea e coestensiva la definizione della memoria o, più precisamente, di una pluralità di memorie in conflitto. Tale pluralità è rintracciabile nella dimensione dell’archivio, non solo per poter ripensare e ritrovare il passato e il presente senza cancellazioni, manipolazioni ideologiche, falsificazioni, ma anche per renderli immediatamente interpretabili sul piano documentale, per produrre una distanza storica dall’eccessiva prossimità (la “falsa immediatezza”) del “contemporaneo”. Troppo spesso il presente immemore riproduce “istituzionalizzazione” – all’apparenza senza concetto. Dalla memoria all’attualità dei contesti e delle persone: qual è oggi la rappresentazione della salute mentale o più spesso della malattia che i media offrono? Quale può essere il contributo nel contrasto dello stigma e dell’esclusione sociale di radio e televisione, di Internet e web tv?</li>
</ul>
<p><a rel="attachment wp-att-2803" href="http://www.news-forumsalutementale.it/trieste-2010-per-una-rete-mondiale-di-salute-comunitaria/terzo-annuncio/">Terzo annuncio</a>
<div class="wam_wrap">
<h4 class="wam">Allegati</h4>
<ul class="wam_ul">
<li><a href='http://www.news-forumsalutementale.it/public/Terzo-annuncio.pdf' class="wam_icon_link" style='padding-left:20px; line-height:16px; background-image:url("http://www.news-forumsalutementale.it/wp-content/plugins/attachment-manager/icons/page_white_acrobat.png");'>Terzo annuncio</a>
</p>
</li>
</ul>
</div>
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