TSO in Veneto. I dati.

 Peschiera (Vr), 20 gen. – (Adnkronos) – Secondo i dati elaborati dalla Regione, in un anno nel Veneto 62.000 persone con problemi mentali sono state seguite dai servizi psichiatrici territoriali, ed altre 14.000 hanno avuto bisogno di un ricovero. Di tutti questi pazienti, 481 sono stati sottoposti a Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) senza consenso, che viene disposto d’autorita’ in casi particolarmente gravi o pericolosi. Di questo specifico ed interessante aspetto della psichiatria si e’ discusso oggi nell’Aula Magna della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda in un seminario di aggiornamento per operatori del servizi psichiatrici e Agenti della Scuola, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 22 di Bussolengo, e tenutosi alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore regionale alla Sanita’ Sandro Sandri e del Procuratore Capo della Repubblica di Verona Mario Giulio Schinaia. ”In Veneto – ha sottolineato Sandri – il TSO e’ oggi profondamente mutato, e’ inserito a pieno titolo nelle azioni di rafforzamento della psichiatria con il nuovo Progetto Obiettivo Regionale, ed e’ un vero e proprio procedimento sanitario e non piu’ solo di ordine pubblico o tutela della morale come era in passato. Questo grazie anche alle recenti nuove linee guida regionali emanate nel marzo del 2009, che hanno reso piu’ snella l’integrazione degli interventi tra Polizia Municipale, Forze dell’Ordine, Dipartimenti di Emergenza-Urgenza, Medici sul territorio e Dipartimenti di Salute Mentale, escluso i controversi TSO extraospedalieri e definito il delicatissimo aspetto delle situazioni ove siano coinvolti dei minori”.  Negli ultimi anni, in Veneto, si e’ particolarmente manifestato un fenomeno: a fronte dell’aumento generale di casi di disturbo mentale, che hanno complessivamente superato i 70.000 l’anno, il numero dei TSO e’ sceso o si e’ mantenuto costante, attorno ai 500 l’anno (circa lo 0,7% dei casi totali). Questo e’ considerato dagli esperti un dato estremamente positivo, perche’ il numero dei trattamenti obbligatori e’ ritenuto inversamente proporzionale alla capacita’ dei servizi sanitari pubblici di offrire risposte adeguate e precoci nel supporto alla persona, nel prevenire ricadute e crisi, nel garantire valide risposte ospedaliere e soprattutto territoriali. ”Cio’ dimostra – ha sottolineato Sandri – che la psichiatria veneta costituisce un punto di riferimento importante nella realta’ nazionale. Per quanto mi riguarda – ha concluso – in questo scorcio finale di legislatura faro’ tutto il possibile perche’ il nuovo Progetto Obiettivo, gia’ approvato dalla Giunta ed ora all’attenzione del Consiglio, possa divenire operativo”.

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