Un silenzio straordinario in scena a Merano

Nuova immagineCRATere, piccola rassegna di arte, umanitĂ  e teatro contemporaneo, presenta

La Compagnia della Fortezza in Un silenzio straordinario

Merano, Teatro Puccini, 15 maggio 2010 ore 20 e 30

Carte Blanche Centro Nazionale Teatro – Carcere Volterra – Festival VolterraTeatro, Liberamente ispirato al teatro di Samuel Beckett

  • Drammaturgia e regia di Armando Punzo,
  • con Placido Calogero
  • Musiche: Andrea Salvadori
  • Scene: Alessandro Marzetti
  • Costumi: Emanuela Dall’Aglio
  • Collaborazione artistica: Pascale Piscina, Stefano Cenci, Laura Cleri, Manuela Capece, Giacomo Trinci
  • Collaborazione alla drammaturgia: Maurizio Braucci
  • Assistente ai costumi : Silvia Bertoni
  • Organizzazione generale : Cantiere Sanbernardo, C. De Felice
  • Coordinamento: Lavinia Baroni, Domenico Netti
  • Amministrazione: Isabella Brogi
  • Direzione Tecnica: Carlo Gattai, Fabio Giommarelli
  • Disegno Luci: Andrea Berselli Suono: Marco Ribecai

La Compagnia della Fortezza per la prima volta in Alto Adige sabato sera a Merano

L’esperienza della Compagnia della Fortezza inizia ventidue anni fa nel Carcere di Volterra da un’idea di Armando Punzo. Da allora, l’attività teatrale nelle carceri si è notevolmente evoluta in Italia, grazie a un impegno sempre più generalizzato del mondo del teatro nei luoghi del disagio. In questo ambito, la Compagnia della Fortezza rappresenta ancora oggi un vero e proprio modello per i risultati ottenuti sia nel campo dell’intervento sui detenuti sia per l’alto livello raggiunto sulla scena. Non a torto, infatti, essa può essere definita una delle più note compagnie teatrali europee formate da detenuti ed ex-detenuti. Un esempio eccellente di cultura socialmente responsabile, con elevati ritorni in termini di valore artistico e inclusione sociale. L’attività della Compagnia della Fortezza ha origine come laboratorio teatrale annuale di recitazione, per estendersi ben presto ad altre discipline proprie della dimensione teatrale. La ricerca condotta da Punzo, ancora oggi direttore artistico e regista del gruppo, nasceva dall’idea che il carcere potesse diventare un luogo dove reinventare il teatro e restituirgli una sua necessità. Scrive Punzo: “L’obiettivo è trasformare un luogo […] con il teatro credo che si debba distruggere anche l’idea stessa del carcere, lo stereotipo che generalmente alberga nella mente dello spettatore, dell’opinione pubblica ma anche in quella di chi lo vive direttamente”. Ogni rappresentazione è un’opportunità per spingere la comunità a riflettere sulle prigioni quotidiane in cui tutti vivono, poiché dentro il carcere è possibile vedere spaccati della realtà esterna con le sue illusioni e contraddizioni. Nel tempo, questo luogo inaccessibile e sconosciuto, vissuto spesso come una presenza negativa, è divenuto così uno spazio di produzione teatrale e culturale: “una marginalità poteva e doveva diventare un centro”. Il Carcere di Volterra si è trasformato “da Istituto di Pena a Istituto di Cultura”.

Giovedì 13 maggio (ricorrenza della legge Basaglia del 13 maggio 1978) a Bolzano, Castel Roncolo, in apertura al festival CRATere, occasione di vedere la produzione “La Torre” nata dall’esperienza meranese del Teatro Casa Basaglia, già in scena quest’anno nella stagione del Teatro Metastasio di Prato.

CRATere, piccola rassegna di arte, umanità e teatro contemporaneo  

presenta  

Teatro Casa Basaglia in “La Torre (stagioni)”

Bolzano, Castel Roncolo, giovedì 13 maggio, ore 18

Teatro PraTIKo associazione culturale – C.R.A.T.

Casa Basaglia

Spettacolo in quadri ispirato alle cosiddette poesie dalla torre di Hölderlin

Drammaturgia e regia di Nazario Zambaldi

in collaborazione con

Kira Cacco, Eva Maria Gstrein, Giovanna Lo Conte, Alessio Kogoj, Jutta Niederstätter, Josu Lezameta

con Gianpietro Amadio, Stefano Bernardi, Marco Fasan, Franky Hölzner, Marlis Kuprian, Günther Kury,

Liliane Lamprecht, Luciano e Giuseppe Loiacono, Oswald Pertramer, Felix Wallnöfer

e la partecipazione di Roberto Corradini, Camilla da Vico, Elvio Rocchi, Wolfgang Mahlknecht

Spettacolo in quadri a partire dalle cosiddette “poesie dalla torre” del poeta romantico Hölderlin. Le scene, presentate presso la Casa Basaglia di Sinigo in occasione dei trent’anni della legge 180, legge Basaglia, il 13 maggio 2008, vengono ambientate all’interno del castello principesco di Merano in occasione di Asfaltart, festival di arte e teatro di strada, e riproposte a Pergine per PSA, Pergine Spettacolo Aperto, all’interno dell’ex Ospedale psichiatrico a luglio. Nel 2009 lo spettacolo è ospitato presso gli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna nella stagione de LA SOFFITTA del DMS Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. Allestimento presso il Castel Roncolo di Bolzano il 10 novembre 2009 per “La giornata mondiale della salute mentale”. Al Teatro Metastasio di Prato, Teatro Stabile di Toscana, nel progetto speciale in stagione, curato da Giuliano Scabia, in scena a febbraio 2010. “La Torre” completa la trilogia che ha visto nascere dal 2005 i progetti “NO (A Story of Wall Street)” e “OZ (Nella città di Smeraldo)”, definendo i rapporti tra dentro e fuori, realtà e immaginario, pubblico e privato, con particolare riferimento alla “città” come spazio di prova della socialità.

L’11 settembre 1807, a seguito di una nuova crisi, Hölderlin viene ricoverato nella clinica psichiatrica del professor Ferdinand Autenrieth a Tubinga, ma le sue condizioni non migliorano. Viene allora affidato nell’autunno del 1807 alla famiglia del falegname Ernst Zimmer, uomo di buona cultura che aveva anche letto il suo romanzo “Hyperion”: il poeta occupa una stanza all’ultimo piano, nel retro a forma circolare della casa dello Zimmer, e per questo motivo chiamata “la torre”: ha una vista bellissima del fiume Neckar e della sua valle. Qui Hölderlin trascorrerĂ  tutti gli ultimi trentasei anni della sua vita.

Prenotazioni e informazioni:

+39 327 0363898

+39 329 6768999

info@crat.it

 

Programma completo di CRATere su: www.crat.it

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