Una risposta sommessa alla psichiatria vociante. L’infermo di mente, chi è costui?

dirittodi Gennaro Pisano.

L’infermo di mente. Chi è? Non è, come giustamente scrive il dr. Veltro, una persona con un disturbo psichiatrico (vedi l’articolo). Tuttavia il termine, dal 1930 continua ad essere associato a malattia psichiatrica indebitamente. Perchè dunque Ospedali psichiatrici giudiziari, e prima ancora Manicomi criminali? Perchè ogni volta in casi di efferrati delitti, un giudice chiede una perizia psichiatrica sentendo puzza di malattia mentale ? Perchè ,nonostante l’epidemiologia psichiatrica e le evidenze scientifiche dimostrino ormai unanimemente che il disturbo psichiatrico non è associato ad un aumento della capacità criminale, si ritiene che i matti siano ” pericolosi socialmente”? Che senso ha mantenere la differenza tra Psichiatria generale e Psichiatria forense? Tale distinzione è veramente di lana caprina. Si parla della legge Marino come frutto di un’ondata emozionale, una specie di rigurgito sessantottino. Ma avete visto le condizioni degli OPG? Lager…è il termine meno brutale. E quando l’Ialia, sta subendo una procedura d’infrazione per le condizioni disumane delle carceri ,non dovremmo indignarci ancor di più per la proroga della chiusura dei medesimi e pretenderne lo smantellamento ,ritenendoci tutti colpiti dalla presenza di tali vergogne? E gli ergastoli bianchi?Internamenti che vengono prolungati per un costante giudizio di pericolosità sociale ben oltre le comuni garanzie che vengono offerte al più incallito deliquente? Da poco, leggiamo di deriva populista ed antiscientifica come nel metodo Stamina in tutta l’operazione STOP OPG. Ma la risposta che viene dalle Società psichiatriche è discutibile. Sembra escogitata da un Azzeccagarbugli neo-positivista. Si coglie il dispetto per una presunta perdita di ruolo nella partecipazione all’ elaborazione della legge. D’altronde se da un lato sarebbe esecrabile che le decisioni nell’elaborazione delle leggi si prendessero senza il dovuto approfondimento tecnico, nel delicatissmo campo che investe anche la Salute mentale, non si può tacciare di approssimazione e dilettantismo un insieme di associazioni, di familiari, professionisti del settore, utenti, ex-internati, operatori che hanno animato il civile dibattito sulla questione offrendo proposte ed eventuali soluzioni. Non è pensabile che il tecnicismo o ” la scienza” si sostituisca all’azione legislativa. E’ ovvio che in Italia la debolezza vera viene dalla Politica. La Politica ha il dovere di avere uno sguardo d’insieme e rimettere mano a quella parte del codice penale che fatto nascere gli OPG. Riformare la Giustizia,l’ordinamento carcerario, il codice penale , il concetto d’infermità e punibilità. Esiste l’obiettivo di staccare per sempre il concetto di pericolosità sociale dalla malattia mentale.. E tutto ciò con gli strumenti giuridici e scientifici del XXI sec. Il resto è propaganda, sia quella blasonata delle società scientifiche che quella dei vari comitati venati più o meno di nostalgia . E’ chiaro che si è stanchi di esercizi di potere tra personalità più o meno gloriose o più o meno importanti della sempre più vociante Psichiatria italiana.

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Un Commento a “Una risposta sommessa alla psichiatria vociante. L’infermo di mente, chi è costui?”

  1. Io credo che occorra rivedere completamente tutto il sistema e apparato ideologico-concezionale su cui si bas la psichiatria odierna che appare e sta tornando sempre di più ai vecchi modelli del passato. Quindi non solo limitarne l’ingresso sempre più massiccio nel campo forense e penale , come si nota facilmente ( oggi si fa presto e purtroppo troppo superficialmente a chiedere perizie psichiatriche e condanne per malattia mentale )conseguenza: affollamento di carceri e opg ,abusi e corruzione nelle strutture territoriali ecc.
    sciocco e inutile dare colpe alle varie istituzioni (codice penale, magistratura ecc.)separandole dall’istituzione psichiatrica .
    Perché Ricordiamo che la psichiatria non solo è parte integrante del sistema sociale ma è anche politica e la politica è tutto questo.

    eleonora favaroni

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