Roma, 21 Gen. (Ansa) – L’America sta esportando le malattie mentali nel mondo, ovvero il disagio psichico in tutti i paesi, ricalca i problemi psichici degli americani. Sindromi come depressione e stress post-traumatico stanno dilagando nel mondo a ritmi inverosimili, come fossero malattie contagiose. E’ quanto sostiene Ethan Watters, autore del libro: ‘pazzi come noi, la globalizzazione delle malattie mentali’, secondo cui in buona parte la globalizzazione del disagio psichico americano e’ foraggiata dagli interessi delle case farmaceutiche a trovare altri mercati per i propri farmaci. Secondo quanto riferito da Watters nella presentazione del suo libro sul magazine britannico New Scientist, i disturbi piu’ esportati dagli Usa sono il disturbo da stress post-traumatico, l’anoressia, la schizofrenia e la depressione. Secondo Watters psichiatri e antropologi che studiano la malattia mentale nei vari paesi hanno scoperto che i disturbi della psiche non sono distribuiti ugualmente nelle diverse nazioni, ma che la loro presenza o addirittura l’idea stessa che essi esistano varia a seconda del background etnoculturale di ogni singolo paese. Per esempio in Giappone la nozione di depressione come malattia era scarsamente accettata e si tendeva a considerare malattia solo lo stato depressivo grave che pero’ interessava pochissimi nipponici; i sintomi meno gravi, invece, erano visti come normali ‘malumori’ dovuti ai problemi dell’esistenza quotidiana e quindi tutto sommato accettabili perche’ in grado di fortificare il carattere. Eppure secondo Watters, per intervento delle case farmaceutiche intenzionate a conquistare nuovi mercati, questa visione in Giappone e’ radicalmente cambiata e tale cambiamento e’ coinciso con l’aumento vertiginoso delle vendite di antidepressivi nell’isola. ”La nozione occidentale delle malatti mentali – conclude Watters – e’ una delle piu’ insidiose voci di esportazione degli Usa, e queste malattie si stanno diffondendo nel mondo come un contagio”.



UN DERAGLIAMENTO MISTERIOSO – FERMATA 6


