Fumare regolarmente cannabis raddoppia il rischio di psicosi, e il pericolo aumenta di sette volte se si fuma una particolare varietà, la “skunk”. A dirlo è uno studio condotto dall’Institute of Psychiatry del King’s College di Londra, pubblicato sul British Journal of Psychiatry.

Dopo aver analizzato 280 pazienti che mostravano per la prima volta sintomi psicotici, i ricercatori hanno rilevato che di questi l’80% era un forte consumatore di cannabis, in particolare di skunk. I rischi, spiegano i ricercatori, aumentano con la durata e la quantità dell’utilizzo: tra i consumatori di cannabis, chi la utilizza da più di cinque anni ha il doppio della possibilità di contrarre psicosi, mentre le possibilità aumentano di 6 volte per chi ne fa abuso quotidianamente. I rischi, poi, aumentano di sette volte per chi usa la skunk: secondo i ricercatori la chiave è nelle sostanze chimiche contenute nella composizione di questa varietà di cannabis. La skunk contiene infatti una maggiore quantità di THC (Tetraidrocannabinolo), uno dei maggiori e più noti fra i principi attivi della cannabis.

Durante gli esperimenti, questa sostanza si è dimostrata un ingrediente psicoattivo capace di produrre sintomi psicotici come allucinazioni e deliri. Il consumo di droga, si legge nella ricerca, rappresenta comunque solo una percentuale ridotta delle cause che scatenano patologie psicotiche (tra il 10% e il 15%); altri fattori di rischio, come la storia familiare di problemi di salute mentale, giocano invece un ruolo più importante. (ASCA)

01/12/2009

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