image_gallery
di Michela De Mattio
Passo un’ora a visitare una paziente anziana che attualmente non sta benissimo. La visito, la coccolo, ci chiacchiero e via dicendo. Poi vado in studio a modificarle la terapia.
Quando esco è stata messa in carrozzina, in quel salone dove sembrano tutti uguali, posizionati come al cinema, verso lo schermo di una televisione che forse nemmeno guardano.
No, non la guardano.
Ho memorizzato tutti i loro nomi e i loro volti perché non diventassero mai, nemmeno per un’istante, sovrapponibili l’uno all’altro, come fogli appiccicati.
Sto per prendere l’ascensore e sento una voce come un borbottio.
Mi volto e torno indietro. Ho riconosciuto la voce della donna anziana che ho visitato poco prima
– È da questa mattina che la aspetto! Voi medici siete delle merde!
Mi avvicino, la abbraccio e sorrido
Mi guarda…e riprende a parlare
– Scherzavo!
Scoppio a ridere e lei, al mio orecchio sussurra
-Grazie per prima
[Queste poche righe di Michela per dire quanto sia stata profonda la svolta prodotta da quel 13 Maggio. Da allora non possiamo non sapere che un altro modo di ascoltare, di vedere, di avvicinare l’altro è alla nostra portata.

Siamo arrivati a 39. L’anno prossimo saranno 40. Cifra tonda. Per quel traguardo, noi tutti di questa comunità che siamo, faremo festa. Siamo certi che per tutto l’anno ci saranno eventi, raduni e conferenze. Potrebbe essere l’anno di un’ampia partecipazione e di un grande riconoscimento di tutte le esperienze buone, coraggiose e innovative che accadono.

Il cantiere per la salute mentale che allude alla necessità di un grande cambiamento potrebbe chiudersi il prossimo Maggio con un Parlamento festoso che approva una legge per la salute mentale. Una legge che non dovrà fare altro che produrre sviluppo e attuazione della 180.]

Write A Comment