Convegno OMS “Capacity building workshop on best practices for community based mental health services” Trieste 17-19 ottobre

L’area dipartimentale di Salute Mentale ASUGI  e l’Ufficio Regionale OMS per l’Europa hanno organizzato l’incontro “Capacity building workshop on best practices for community based mental health services” che si è tenuto a Trieste dal 17 al 19 ottobre e  rivolto a 5 paesi  rappresentati dai delegati dei ministeri della salute:  Uzbekistan, Kazakistan, Tajikistan, Turkmenistan e Kyrgystan. Nelle tre giornate di incontro si è data una rappresentazione completa del Sistema Salute Mentale locale quindi includendo anche la presenza di Cooperative Sociali, Associazioni, Persone con Esperienza. Non poteva mancare l’associazione dei familiari A.Fa.so.P. NoiInsieme OdV a completamento dell’illustrazione della rete esistente.

Perchè non può esserci Cura senza il coinvolgimento dei familiari e il confronto pratico e continuo tra servizi, familiari, utenti e collettività

IL RUOLO DELLE FAMIGLIE

In qualità di rappresentante, in questa sede, dell’Associazione dei familiari dei pazienti con sofferenze psichiche desidero testimoniare il lavoro della nostra Associazione.

Innanzitutto va fortemente evidenziato come il trattamento di una persona con disturbi psichiatri non può seguire gli schemi e le procedure di tutte le altre malattie. Se per le malattie organiche la chirurgia, il trattamento farmacologico l’informazione pre e post trattamento dei pazienti sono sufficienti per il disturbo psichiatrico  è necessaria una prassi di lavoro che coinvolga l’intera sfera delle capacità e dei bisogni riguardanti il soggetto in questione.

Non è possibile in questo breve tempo soffermarsi sulla varia e complessa casistica ma cercherò di tracciare le caratteristiche ed i bisogni comuni a tutti i nostri familiari sofferenti.

In merito al singolo caso:

  1. La necessità di fare squadra tra medici, familiari, psicologi ma anche eventuali datori di lavoro ed altro concordando e convergendo su un obiettivo comune deve essere intendimento essenziale. Intervenire insieme sulla numerosità degli aspetti che una persona sofferente esprime deve essere protocollo applicativo di tutti i servizi. L’unitarietà e l’intesa tra le diverse componenti è fondamentale per la costruzione di un nuovo equilibrio post crisi tale da determinare, talvolta, la guarigione.
  2. I familiari pertanto devono venir coinvolti, istruiti, informati da parte dei rappresentanti dei servizi ma, e forse soprattutto, devono venir ascoltati come portatori di un punto di vista prezioso e di capacità di osservazione derivanti dalla vicinanza col familiare sofferente, che è essenziale.
  3. Certo, bisogna riconoscere che vi sono anche nuclei familiari disfunzionali, sui quali allora è doveroso intervenire complessivamente al fine della prevenzione della cronicizzazione o dell’aggravamento o della possibile amplificazione del problema.
  4. Va riconosciuto che i familiari stessi, che hanno prevalentemente il carico della gestione quotidiana, devono essere supportati e sostenuti nello scorrere della fatica giornaliera.
  5. Non va dimenticato che, talvolta, nel gioco di squadra devono essere fatti entrare anche i legali. Infatti, non è infrequente che i nostri  tormentati familiari incorrano in reati.
  6. Va evidenziata anche la necessaria revisione del ruolo degli amministratori di sostegno che, a nostro avviso, non dovrebbero estromettere i familiari ma costruire con gli stessi una costruttiva relazione.

In merito alla società civile ed alle Istituzioni ed Amministrazioni:

  1. Non è certamente casule se su tutto il territorio italiano sono nate e sono cresciute un notevole numero di Associazioni. L’aggregazione ed il mutuo aiuto tra familiari è irrinunciabile per il confronto tra gli stessi, per la ricca circolazione di idee ed esperienze all’interno delle Associazioni in questione, per l’allargamento ed il consolidamento del tessuto solidale tra famiglie. Raccomandiamo pertanto il sostegno pubblico all’intraprendenza dei familiari che costituisce in sé forza collaborativa con i servizi.
  2. All’interno delle Associazioni si costruisce cultura in merito alla questione psichiatrica che è fondamentale sia divulgata dentro le stesse ed all’esterno e questo è uno dei compiti operativi dell’associazionismo.
  3. Le Associazioni svolgono anche un ruolo cruciale nei confronti della Pubblica amministrazione alla quale le problematiche psichiatriche vengono sottoposte accompagnate sempre dalla richiesta di doverosa scelta in merito alle risorse economiche, strumentali e soprattutto di personale. Purtroppo va considerato che in questi ultimi anni in Italia e nella nostra regione Friuli Venezia Giulia la tendenza è il taglio di fondi e di risorse generali nei confronti della psichiatria.
  4. Ciò risulta particolarmente problematico in anni in cui il disturbo psichiatrico ha visto un considerevole aumento soprattutto tra i giovani e giovanissimi con un aumento di suicidi, di fenomeni di autolesionismo e di depressioni. 
  5. Per questi motivi, anche da questa platea, evidenziamo quanto sia importante per la costruzione di una società del benessere che la spesa pubblica sia orientata verso questo settore della sanità affinché lo stesso sia autenticamente investimento per il futuro.

A nome dei familiari auguriamo che il patrimonio di esperienza e cultura maturato nella nostra città che è ed è stato esemplare ed autenticamente modello possa vedersi valorizzato e non svilito e mortificato come, purtroppo, ci par amaramente ed in maniera allarmante di constatare. 

Trieste, 16 ottobre 2023

Per l’Associazione Afasop                                                                                                             (associazione familiari sofferenti psichici)

Marisa Semeraro