Per la salute mentale in Lombardia c’è ancora molto da fare

Brescia, 22 febbraio 2021

Lettera aperta

La riforma della sanità lombarda e la rete territoriale dei servizi per la salute mentale

Complice la pandemia, la polemica tra Sindaci, Regione e Governo e da ultimi la crisi ed il cambio di Governo, la discussione sulla riforma della legge regionale 23 del 2015 viaggia in canali non aperti al pubblico dibattito.

È tenuta sequestrata dalla Giunta Regionale che ne ha addirittura esternalizzato la proposta modificativa e, per altro verso, la costruzione di una posizione unitaria del centrosinistra lombardo viaggia probabilmente tutta interna alla mediazione tra partiti.

Quindi per ogni verso, se esiste, è una discussione per nulla aperta al dialogo con gli operatori, i cittadini utenti, le associazioni, le organizzazioni sindacali.

Come si dovrebbe sapere, il Governo, dopo aver concesso un periodo di sperimentazione, ha sonoramente bocciato la legge regionale lombarda, imponendo modifiche di sostanza.

Il documento del Governo, pur lodando il principio della presa in carico della cronicità (che invece è stato un esperimento, per il momento fallito, di privatizzazione della medicina territoriale di base) ne ha imposto una modifica sostanziale, per riallinearla alla normativa nazionale.

Quindi la legge va cambiata.

La pandemia, come tutti hanno constatato, ha messo in evidenza il fallimento della rete territoriale scaricando il peso dell’emergenza sugli ospedali e lasciando morire sole, senza assistenza e cura, centinaia di persone (inchieste in corso).

Ora, alla bocciatura della LR 23/2015, il centrosinistra bresciano risponde con la proposta principale di scorporare l’ospedale cittadino dalla ASST, con l’obiettivo di trasformare il Civile in azienda autonoma ed in prospettiva in Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, liberandolo dall’onere di dover seguire ed organizzare la medicina del territorio.

A quest’ultima viene dedicato un documento che, pur contenendo proposte sacrosante, come la ricostruzione dei Distretti e la dimensione provinciale della ASST, lascia nel vago e nell’ambiguità proprio quella medicina territoriale a cui si dovrebbe dare una priorità.

Noi pensiamo che sia questo, invece, il momento di chiarire che cosa debba essere di preciso la medicina territoriale.

Il Civile è un bene prezioso intendiamoci, ma l’I.R.C.C.S. è una scorciatoia sbagliata.

Sbagliato partire dall’ospedale lasciando in secondo piano proprio la medicina territoriale.

Se ci si crede, è proprio questo invece il momento di organizzare le Case della salute, di recuperare i servizi azzerati nel tempo (dai consultori ai servizi psichiatrici territoriali, alla prevenzione), di recuperare un ruolo positivo dei Medici di Medicina Generale che debbono essere incentivati a lavorare in forma associata senza dover competere con gestori privati.

Quando dovremmo farla questa discussione se non ora?

Prima deve venire il territorio che è stato colpevolmente devastato.

Alle persone va garantito un accesso guidato alla cura, una tutela che tenga conto dell’insieme dei loro bisogni (integrando i servizi sanitari, sociosanitari e sociali).

Non dopo, ma prima!

Da tempo noi denunciamo la carenza dei servizi territoriali dedicati alla cura del disagio psicologico e psichiatrico.

Servizi che già con la LR 31/97 dell’allora Governatore Formigoni vennero scorporati dalle costituende ASL e messi alle dipendenze dell’ospedale, subendo una drammatica sudditanza dal Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e perdendo così centralità nel percorso di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone con sofferenza psichica (ruolo invece riconosciuto dal piano di salute mentale regionale).

Ora, qualora vi fosse lo scorporo dall’ospedale dell’insieme dei servizi territoriali, siamo certi che la rete territoriale dei servizi psichiatrici seguirebbe questa via?

Vorremmo vederci chiaro e vorremmo che chi fa proposte, avendo chiaro il concetto che i servizi per la salute mentale sono servizi sociosanitari, si confrontasse con i bisogni di utenti, familiari ed operatori.

Alleanza per la Salute Mentale

Associazione Marco Cavallo – Forum Salute Mentale Brescia

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