Bologna, 15 marzo (Ansa) ”Lavoro alla Dozza da vent’anni e non ho mai visto tanto disagio sociale in rapporto alla criminalita’ che tutto sommato e’ latente e non molto significativa”. E’ la denuncia fatta da Massimo Ziccone, responsabile dell’area educativa della casa circondariale di Bologna, a margine della presentazione di uno spettacolo teatrale con i detenuti. Ziccone ha citato molti casi di tossicodipendenti o malati psichici (il 60% dei reclusi a Bologna hanno alle spalle reati legati allo spaccio di stupefacenti) mentre, ha detto, il 67% della popolazione carceraria e’ a reddito zero. ”Quelli che riusciamo a far lavorare all’interno del carcere sono circa 100 detenuti al mese sul totale di circa 1.200 – ha aggiunto – In media quindi lavorano una volta ogni 12 mesi e prendendo circa 300 euro al mese, con cui magari devono campare tutto l’anno”. Difficile anche il coinvolgimento dei detenuti in corsi di formazione o laboratori annuali perche’, come ha evidenziato ancora l’educatore, il 90% dei reclusi resta alla Dozza meno di un anno.

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