Breve resoconto delle giornate e degli impegni presi al VII Forum nazionale Salute Mentale

cuore_testaDella portavoce Giovanna Del Giudice

Si sono concluse la due  giornate del VII Forum salute mentale. Centinaia le presenze tra  operatori della salute mentale, sindacalisti, familiari, persone con esperienza, ricercatori, specializzandi in psichiatria, psicologi, precari, comitati di base per la salute mentale, cooperativisti. Particolarmente rilevante la partecipazione delle persone con esperienza.

Molti i giovani, molti gli incontri, intenso il dibattito.

In apertura del Forum è stato ribadito, non senza preoccupazione, l’attualità del documento fondativo del 2003 e le criticità che presentano tutt’ora la stessa urgenza.

Nel corso di questi dieci anni le pratiche  e la cultura della deistituzionalizzazione, le esperienze avanzate “forti” sono state sempre sotto un continuo e subdolo attacco politico. Negli ultimi tempi facilitato dalla spendig review, dalle manovre di rientro e da conseguenti politiche regionali di “riordino”  l’affondo amministrativo e burocratico ai sistemi più deboli è stato micidiale e rischia di essere definitivo. L’attacco alla legge 180 e’ arrivato, per la prima volta in questi anni, alla approvazione di un testo unico di riforma della L.180 approvato nella commissione Affari Sociali della Camera del maggio 2012.

Per questo, con interesse e fiducia, il Forum ha accolto la Relazione finale della Commissione parlamentare sul SSN del 30 gennaio scorso, nella parte sui servizi di salute mentale. La Commissione ha ribadito che una modifica della L.180 non è affatto necessaria; ha potuto verificare come la sua piena applicazione produce sistemi di servizi coerenti ed efficaci. Nel caso contrario i servizi si sono dimostrati carenti, degradati, stigmatizzanti e “inaccessibili” e non capaci di rispondere alla domanda di salute della comunità. La relazione, che sembra riprendere molte parti del documento fondativo del Forum, rimarca la centralità del lavoro territoriale e propone (finalmente!) i Centri di Salute mentale aperti sette giorni /24 ore.

Nelle due intense giornate si sono susseguiti interventi di denuncia sullo stato dei servizi di salute mentale in molte regioni, dalla Puglia alla Lombardia, servizi indeboliti ed impoveriti nelle risorse ma anche ripiegati sul paradigma medico- biologico. Che operano più nella logica di collocare le persone in un contenitore che di avviare di percorso terapeutico: ingenti risorse consumate/perdute per strutture (sedicenti) residenziali, ad alta intensità terapeutica (!),  senza tempo e senza cura che non possono fare altro che riprodurre istituzionalizzazione, dipendenza, cronicità. E rendere sempre più miseri i servizi e i programmi territoriali.

Ancora ribadita la denuncia della violazione dei diritti per TSO burocratici quanto non illegittimi, per  la  contenzione fisica, per le porte chiuse e blindate dei servizi,  il degrado ambientale. Forte anche da parte delle persone con esperienza la denuncia di un uso spregiudicato, massiccio, non razionale, dannoso e invalidante dei farmaci

In molti interventi è stata evidenziata l’attuale carenza del sistema formativo, avulso dalla realtà dei servizi e principalmente dai luoghi concreti di vita delle persone, e la necessità di una formazione che ri-proponga una cultura della salute mentale.

Ma se la denuncia ha attraversato tutti gli interventi, questa e’ da mettersi in connessione con la  necessità del Forum di non abbassare mai lo sguardo critico sulla qualità delle risposte dei servizi come  sulla violazione dei diritti e della dignità delle persone in cura.

Il tema del superamento dell’Opg è stato tema centrale, sia per la scadenze imposte dalla L.9/12, sia per le proposte in questa contenute di internamento in strutture sanitarie dedicate, sia per ribadire la necessità di rafforzamento dei servizi del Dipartimento di salute mentale come necessità per il concreto superamento dell’Opg. Nel pomeriggio del 21 è giunta all’assemblea la notizia della proroga al 1 aprile del 2014 della chiusura degli Opg (vedi comunicato di Stopopg).

La lettura del dialogo di Marco Cavallo con il Drago e gli internati di Montelupo ha emozionato l’assemblea rendendo palpabile il forte senso di appartenenza e di condivisione che del forum resta la cifra più straordinaria.

Non sono peraltro mancate le testimonianze di buone pratiche, di sinergie tra soggetti diversi, di interventi di emancipazione, di proposte e pratiche di non professionali intorno ai temi della salute mentale.

Alcuni parlamentari neo eletti e il Presidente di Lega Ambiente a manifestare interesse alle tematiche della salute mentale e vicinanza al lavoro del Forum.

Il Forum ha concluso le sue giornate con i seguenti impegni e ribadendo alcune linee di intervento:

  • impegno sulle politiche di salute mentale regionali con particolare attenzione a Lazio, Sicilia, Puglia
  • organizzazione di un’assemblea de Forum in Sicilia, alla fine di giugno
  • organizzazione, da parte della CGIL  e della Funzione Pubblica, di una Conferenza sul lavoro in salute mentale nel prossimo autunno
  • impegno in tutti i Dipartimenti di salute mentale per l’apertura dei Centri di salute mentale almeno sulle 12 ore per 7 giorni per un territorio mai superiore ai centomila abitanti, e almeno  un CSM sulle 24 ore, sperimentale, per verificare la possibilità di depotenziare il carico del Servizio psichiatrico ospedaliero
  • impegno per il ri-orientamento delle risorse dalla residenzialita’ pesante (strutture residenziali h24, comunità riabilitative, comunità riabilitative, case di cura, cliniche private…) verso progetti terapeutico riabilitativi individuali/ budget di salute  e degli operatori da queste strutture versus i servizi territoriali
  • vigilanza e controllo per il rispetto dei diritti nei servizi di salute mentale, anche attraverso la costituzioni di comitati cittadini
  • organizzazione di un incontro specifico sulla cooperazione sociale.

Nelle giornate del Forum e’ stata lanciata la proposta di un viaggio di Marco Cavallo attraverso gli ospedali psichiatrici giudiziari nella settimana del 13 maggio, a 35 anni dalla promulgazione della L.180 con lo slogan

“Chiudiamo gli Opg e apriamo i Centri di Salute Mentale sulle 24 ore”

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