Salute mentale in Lombardia

L’intervento di Luigi Benevelli al convegno: Culture psichiatriche ed esperienze  nel lavoro per la salute mentale in Lombardia, Milano, 2 aprile 2014

Cosa si intende per salute mentale e per psichiatria

La psichiatria lombarda (e milanese) nel secondo dopoguerra

-          L’esperienza della Regione Lombardia

-          La chiusura dei manicomi

-          Il modello formigoniano

-          Criticità

Due testimonianze

Conclusione

Bibliografia

Cosa si intende per salute, salute mentale e per psichiatria

La salute non è una merce  che si vende e si compra, ma un progetto non delegabile cui contribuisce la cooperazione di una grande quantità di soggetti. A  partire dal 1978, anno della 180 e della riforma sanitaria la locuzione salute mentale ha sostituito il termine di psichiatria nella denominazione ufficiale  dei  servizi pubblici  di assistenza psichiatrica. Ma spesso, quasi sempre, non solo  in Lombardia si è trattato solo di un cambio di parole.  Benedetto Saraceno  ha definito salute mentale “l’insieme delle azioni di promozione, prevenzione e cura riferite al miglioramento o al mantenimento o alla restaurazione della salute mentale in una popolazione”. […] A differenza della psichiatria, una branca della medicina  che studia e assiste  i pazienti con malattie mentali, la salute mentale (ossia la condizione di salute mentale degli individui e l’insieme delle azioni per promuoverla e conseguirla) va intesa come qualcosa di più complessivo, che consideri le dimensioni psicologiche e sociali della salute e i fattori psicosociali che determinano salute e malattia. […]Salute Mentale è un insieme che contiene il sottosistema psichiatria. […] Le culture psichiatriche prevalenti si ispirano al riduzionismo biologico che postula:

-          che i processi mentali sono spiegabili e modificabili attraverso la conoscenza  della neurofisiologia e della biochimica  del SNC

-          l’identità mente-cervello

-          una relazione lineare di causalità fra danni del SN e insorgenza delle m.m., per cui i trattamenti delle malattie consistono in modificazioni (essenzialmente farmacologiche) di un alterato funzionamento cerebrale. Il riduzionismo biologico assume che le leggi  che regolano i fenomeni biologici siano le sole a regolare i comportamenti (sani o patologici),  negando il valore di sistemi retti da leggi diverse ….

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Milano- 2 aprile 2014

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