Marco Cavalo in viaggio con StopOPG

Marco Cavallo in viaggio con stopOPG - locandina fronte retroA maggio, e poi ancora a ottobre, si rimette in viaggio Marco Cavallo[1], il cavallo azzurro che quarant’anni fa sfondò il muro di cinta del manicomio di Trieste, diventando da quel giorno simbolo di libertà e di speranza.

Questa volta “Marco Cavallo è in viaggio con stopOPG: per CHIUDERE gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per APRIRE i Centri di Salute Mentale  h 24”.

E’ dunque un viaggio di denuncia, perché gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari italiani[2] sono ancora in funzione, con oltre mille persone internate, rinchiuse in luoghi che il Presidente Napolitano ha definito “indegni per un Paese appena civile”. Eppure le leggi per chiuderli ci sono, da anni.

Il ritardo nel superamento degli Opg è dovuto a mancanze di Governo e Regioni, aggravate dai tagli alla sanità e al sociale. Il problema vero è l’abbandono di ammalati in luoghi “malsani”, perché associano cura e custodia, secondo la logica manicomiale. Nonostante l’impegno di tanti bravi operatori e di volontari, gli OPG, per loro natura, non possono essere luoghi di cura. Questo vale anche per tante persone malate di mente rinchiuse in carcere.

Il viaggio lancia anche un allarme: al posto degli OPG si stanno progettando delle “strutture speciali” in ogni regione (i mini OPG), in cui trasferire e rinchiudere gli internati. Con il rischio si aprano, al posto dei vecchi manicomi giudiziari, nuovi manicomi regionali.

La mancata chiusura degli OPG è, anche, lo specchio di come funzionano (o non funzionano) i servizi di salute mentale nel territorio.

Ecco perché il viaggio è dedicato all’apertura dei Centri di Salute Mentale h 24.

Infatti, chiudere gli OPG significa fare buona assistenza nel territorio per la salute mentale per tutti i cittadini, come dice la legge 180, e come è successo dove si è applicata: con la “presa in carico” delle persone e dei loro familiari, con Centri di salute mentale accoglienti, aperti h24, nei servizi comunitari territoriali, a domicilio, in residenze abilitative piccole, nell’inclusione lavorativa, abitativa e sociale.

Oggi c’è una speranza: la nuova legge sugli Opg prevede l’obbligo per le Asl di prendersi cura delle persone internate per permettere le dimissioni e favorire le misure alternative alla detenzione. E sono disponibili subito 93 milioni di euro per l’assistenza.

Ora non ci sono alibi: esistono finanziamenti aggiuntivi e norme precise. E comunque  le carenze di personale e di risorse, che pure ci sono, devono diventare motivo di lotta e non ragione per assecondare logiche manicomiali. E, in ogni caso, con la legge 180 gli operatori non sono più costretti a custodire, il loro compito è assistere e curare.

Ecco perché chiediamo che i finanziamenti siano destinati ai Dipartimenti di Salute Mentale  e che i relativi programmi regionali e delle Asl servano:

  1. per le dimissioni di tutte le persone internate in “proroga” (che avrebbero terminato la detenzione ma non vengono accolti dalle Asl, e così restano internati).
  2. Per l’esecuzione di misure di sicurezza alternative all’Opg (e ai mini Opg), come prevedono le sentenze della Corte Costituzionale e ora la nuova Legge.

Sappiamo che per abolire definitivamente la logica manicomiale, cioè un trattamento speciale per i “folli autori di reato”, diverso da quello usato verso i “cittadini sani”, bisogna cambiare il codice penale. Ma intanto oggi si possono superare gli Opg e scongiurare l’apertura al loro posto dei manicomi regionali (miniOpg).

Per questo Marco Cavallo è ancora in viaggio, per richiamare allo “spirito originale” della legge 180 che, chiudendo i manicomi, restituì dignità e cittadinanza alle persone malate di mente, e rese migliore l’Italia.

Parte il 16 maggio, e poi ancora a ottobre, il viaggio di Marco Cavallo, il cavallo azzurro che quarant’anni fa sfondò il muro di cinta del manicomio di Trieste, diventando da quel giorno simbolo di libertà e di speranza. Così ne parlava Franco Basaglia: “È difficile dire cosa sia Marco Cavallo. Una cosa è certa: per i “matti” e per tutti noi ha avuto una profonda importanza. Un momento che segnò un inizio; un progetto di vita che non aveva niente più in comune con la soffocante quotidianità del manicomio, che rappresentava piuttosto un legame tra individui in una nuova dimensione. Quando il cavallo azzurro lasciò il ghetto, centinaia di ricoverati lo seguirono. Gli internati dell’ospedale invasero le strade della città portando con sé la speranza di poter stare insieme agli altri in un aperto scambio sociale, in rapporti liberi tra persone libere”.

Questa volta “Marco Cavallo è in viaggio con stopOPG: per CHIUDERE gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per APRIRE i Centri di Salute Mentale  h 24”. E’ dunque un viaggio di denuncia, perché gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari italiani sono ancora in funzione, con oltre mille persone internate, rinchiuse in luoghi che il Presidente Napolitano ha definito “indegni per un Paese appena civile”. Ma il viaggio lancia anche un allarme: al posto degli OPG si stanno progettando delle “strutture speciali” in ogni regione (i mini OPG), in cui trasferire e rinchiudere gli internati. Con il rischio si aprano, al posto dei vecchi manicomi giudiziari, nuovi manicomi regionali. La mancata chiusura degli OPG è, anche, lo specchio di come funzionano (o non funzionano) i servizi di salute mentale nel territorio. Ecco perché il viaggio è dedicato all’apertura dei Centri di Salute Mentale h 24. Infatti, chiudere gli OPG significa fare buona assistenza nel territorio per la salute mentale per tutti i cittadini, come ha stabilito la legge 180, e come è successo dove si è applicata: con la “presa in carico” delle persone e dei loro familiari, con Centri di salute mentale accoglienti, aperti h24, nei servizi comunitari territoriali, a domicilio, in residenze abilitative piccole, nell’inclusione lavorativa, abitativa e sociale.

Così Marco Cavallo è ancora in viaggio, per chiudere gli OPG, scongiurare l’apertura al loro posto dei manicomi regionali (miniOpg), e tornare allo “spirito originale” della legge 180 che, chiudendo i manicomi, restituì dignità e cittadinanza alle persone malate di mente, e rese migliore l’Italia.

Il viaggio, organizzato dal Comitato stopOPG, si svolgerà in due momenti:

  • A Maggio con tappe a: 16 Brescia, 16 e 17 Castiglione delle Stiviere (sede di OPG), 17 Reggio Emilia (sede di OPG), 18 Brescia.
  • A Ottobre da sud a nord: Barcellona Pozzo di Gotto, Napoli, Aversa, Roma, Montelupo Fiorentino e … dove Marco Cavallo verrà invitato e ospitato.

Il viaggio viene organizzato con il coinvolgimento delle associazioni che compongono stopOPG regionali e delle città tappa.

A breve, tutte le informazioni, anche sulla sottoscrizione che è stata aperta per finanziare l’iniziativa.


[1] Chi è Marco Cavallo: http://www.triestesalutementale.it/storia/marcocavallo.htm

[2] Castiglione delle Stiviere, Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino Napoli, Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto

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