Con questa testimonianza ritrovata negli archivi chiudiamo per ora
su questo tema. Sappiamo che bisognerebbero tenere accese le luci
tutti i giorni. Moltissimi ancora non sanno.
Con questa testimonianza ritrovata negli archivi chiudiamo per ora
su questo tema. Sappiamo che bisognerebbero tenere accese le luci
tutti i giorni. Moltissimi ancora non sanno.
A Brindisi, il doppio “cavallo blu” di Basaglia sfida il confine adriaticoSimbolo della liberazione dei manicomi psichiatrici nell’Italia degli anni Settanta, Marco Cavallo, il celebre “cavallo blu” di Trieste, è tornato in cammino il 6 settembre scorso, a cinquant’anni dalla sua creazione. Il suo viaggio lo ha condotto fino alla punta meridionale dell’est della penisola, a Brindisi, di fronte all’Adriatico guardando idealmente verso la costa di arrivo delle persone deportate in Albania, a ridosso del centro…
Crimini di guerra, crimini di pace.Franco Basaglia a 100 anni dalla nascitaL’esperienza del carcere del giovane Basaglia e la metafora del Lager nella lettura del manicomio, da Gorizia a Barbacena (Brasile). L’internamento della miseria e l’esclusione sociale definiscono i crimini di pace. La salute mentale ancora oggi si iscrive tra sofferenze e disuguaglianze, in un tempo segnato dalla guerra.Lo scopo del mio breve intervento, nel contesto di questo convegno, è collegare alcune parole chiave. Innanzitutto…
Sabato 18 gennaio alle 10.30 presso la libreria due punti di Trento riparte la scuola degli spiazzi, attività formativa promossa dalla libreria e da una serie di amici e amiche che attorno a essa si muovono. Saranno presenti Peppe Dell’Acqua e Maria Grazia Cogliati Dezza. Il libro La città che cura. Microaree e periferie della salute si interroga su come sia possibile mettere insieme un’organizzazione sensibile a rilevare i bisogni, a creare reti. Le storie…
Dove ci portate? Wohin bringt ihr uns? Kam nas peljete? – La deportazione dei pazienti psichiatrici dalla Val Canale e le opzioni italo-tedesche. 1939-1940 (Storia Kappa Vu, Udine 2019, pp. 135, euro 12), a cura di Paolo Ferrari e Kirsten Maria Düsberg Di Silva Bon Senza poter scegliere: questo il destino ineluttabile dei pazienti psichiatrici della Val Canale deportati in Germania. Veniamo agli antefatti. Fra estate e autunno del 1939 si concludono le trattative tra i governi…
Schedati, perseguitati, sterminati: malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo Di Allegra Carboni A Udine a Palazzo Valvasson Morpurgo fino al 31 marzo una mostra che restituisce dignità alle oltre 200 mila persone vittime dell’eugenetica da regime e della complicità di medici e personale amministrativoTra il 20 novembre 1945 e il 1° ottobre 1946 a Norimberga, città simbolo della Germania nazionalsocialista, i Paesi alleati istituirono un Tribunale Militare Internazionale per processare tutti i capi superstiti…
L’ex primario di psichiatria di Merano Toresini sulla contenzione, la filosofia che non guasta, l’elettroshock, la derivazione culturale e la storia di un ex nazista.
Ideatore e sostenitore del progetto di Casa Basaglia, seguendo pedissequamente la lezione del padre della legge 180 di porre i due poli dell’istituzione, ovvero il personale medico e i pazienti, sullo stesso piano dialettico, Lorenzo Toresini, già primario di psichiatria di Merano (in pensione dal 2013), è stato tirato in causa più volte, esplicitamente o meno, nelle ultime settimane. E cioè da quando sul tavolo anatomico del dibattito sono tornati argomenti quali i diversi approcci psichiatrici, fra posizioni monolitiche e altre più concilianti; e l’utilizzo di alcune pratiche come la contenzione, il Tso (trattamento sanitario obbligatorio) e l’elettroshock.

di Peppe Dell’Acqua e Silvia D’Autilia*
Ernest Lossa, bambino tedesco, zingaro, di minoranza Jenisch, ritenuto insufficiente mentale venne ucciso con un’iniezione letale quando aveva 14 anni. Aveva resistito per più di 6 anni ai tentativi di esecuzioni. Sembra invece che fosse particolarmente simpatico, servizievole e intelligente, tanto da ingraziarsi infermieri e aguzzini, resistendo nel chiuso dell’istituto alle violenze e alle vessazioni. Riusciva sempre a rubare una mela, a farsi dare una doppia razione di minestra o una coperta. Al compimento del quattordicesimo anno, una diligente e corpulenta infermiera non fu capace di sottrarsi all’ordine. La singolare e struggente storia di Lossa è diventata un libro e poi un film presentato al Giffoni Film Festival del 2016 ed è in corso di pubblicazione la sua storia in italiano.
di Fabrizio Starace, Direttore DSM-DP Modena Il monitoraggio dei ricoveri per TSO su base regionale consente di verificare la coerenza delle politiche e delle prassi assistenziali locali con i principi della legge di riforma psichiatrica, in particolare con le azioni poste in essere per dotare i Servizi Territoriali di idonee misure sanitarie extraospedaliere e per promuovere l’adesione volontaria ai trattamenti. Un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è sempre un’esperienza drammatica per chi la subisce e spesso…
Il 17 ottobre 2015, sono entrato nell’Opg di Reggio Emilia con il senatore Luigi Manconi, Presidente della commissione per i diritti Umani. Inutile che vi descriva i luoghi e le atmosfere. Abbiamo fatto visita ad Antonio M., un giovane vicentino, appena ventenne, da 2 anni sottoposto a misura di sicurezza ( e altri 3 dovrebbe “scontarne”) e internato prima a Castiglione delle Stiviere e dallo scorso ottobre a Reggio. Della sua vicenda puoi leggere su forum che si è occupato sempre di questa storia insensata (https://www.news-forumsalutementale.it/la-storia-minima-di-…/). Speriamo ora che si esca dalle insensatezze delle procedure dell’internamento e delle psichiatrie della pericolosità e che Antonio posa rapidamente accedere alla misura alternativa e al programma terapeutico già predisposto per lui. Il Presidente Manconi ha ascoltato molti internati e detenuti. Oggi in questo Opg ci sono poco meno di 70 persone tra detenuti e internati. Nel novembre 2013, Marco Cavallo ne aveva incontrato 175. Più che dimezzati. La legge 81sembra aver già prodotto tanto e tantissimo bisogna ancora fare. All’attenzione del presidente la presenza degli internati veneti, circa 20, per i quali quella regione continua colpevolmente a non elaborare programmi di rientro.