Il viaggio di Marco Cavallo nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) d’Italia è alle porte. Venerdì 5 settembre, alle ore 11.00, al Circolo della Stampa di Trieste si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto, che prenderà ufficialmente il via il giorno successivo da Gradisca d’Isonzo (GO).
Venerdì 5 settembre, alle ore 17.00, presso il foyer del cinema Ariston in viale R.Gessi 14 a Trieste, amici, sostenitori, cittadini e associazioni potranno augurare buon viaggio a Marco Cavallo, in partenza per Gradisca. Alle 17.30 Peppe Dell’Acqua e Carla Ferrari Aggradi, presidente del Forum e coordinatrice del progetto, presenteranno brevemente il viaggio del Cavallo. Alle 18.00 ci sarà un momento di saluto ufficiale, mentre il cavallo andrà verso la prima tappa. A seguire, gli interessati potranno recarsi in sala per la proiezione del film “Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza” della regista Erika Rossi, dedicato all’Accademia della follia.
Marco Cavallo, simbolo di libertà e di diritti, tornerà a viaggiare per dare voce a chi non ha voce, entrando idealmente nei Cpr, strutture che in molti aspetti ricordano i vecchi Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ma che spesso si rivelano ancor più crudeli dal punto di vista umano.
Il viaggio – frutto di un lavoro collettivo che sta coinvolgendo associazioni, gruppi e cittadini – prevede diverse tappe:
6 settembre: Gradisca d’Isonzo (GO)
20 settembre: Milano
27 settembre: Roma
4 ottobre: Palazzo San Gervasio (PZ)
8 ottobre: Brindisi
10 ottobre: Bari, conclusione del cammino
In ogni città si terranno iniziative pubbliche, incontri e momenti di confronto, raccontati tappa dopo tappa sul Forum Salute Mentale e seguiti da giornalisti italiani e internazionali. Il regista Giovanni Cioni documenterà l’intero percorso per realizzare un film che custodisca e diffonda le voci raccolte lungo la strada. Durante il viaggio consegneremo alle persone trattenute nei Cpr lettere scritte da chi sostiene l’iniziativa, per portare loro un messaggio di vicinanza e speranza. Marco Cavallo sarà accompagnato da bandiere fatte di tessuti di scarto. Un atto politico e poetico: ogni cucitura è un legame, un incontro tra materiali diversi, come le vite che si intrecciano in un luogo di detenzione, simbolo di dignità e creatività anche nelle condizioni più dure.

