riflessioni
La spiegazione della fenomenologia? Un dettaglio inutile domenica, maggio 27th, 2018
Di Alberto Fragomeni Qualche tempo fa, mi ha chiamato Peppe Dell'Acqua per chiedermi se ci saremmo visti a Milano per Book Pride. C'era una presentazione dei libri narrativi della Collana 180, e io, che ho deciso già da ...
40#180 Intorno al ’68: i manicomi, l’istituzione negata e le nostre letture venerdì, maggio 18th, 2018
È soltanto un inizio di Peppe dell’ Acqua Nell’ottobre del 1967 Franco Basaglia presenta al  Reggio di Parma  “Che cos’è la psichiatria?”. E’ un libro collettivo sull’esperienza che era iniziata a Gorizia nei primi anni ‘60. Edito dall’Amministrazione Provinciale di Parma verrà poi ...
40#180 Italiani per caso: biografia alternativa di una nazione sabato, maggio 12th, 2018
Franco Basaglia, per i quarant’anni della l. 13 maggio 1978, n. 180 (*). di Daniele Piccione. Rievocare il profilo di Franco Basaglia, oggi,si rivela arduo per almeno due ragioni. La prima è che,tornando alla  sua vicenda di vita, ...
Dall’esperienza dei Servizi di salute mentale (1978-2018) un contributo per un nuovo assetto del SSN mercoledì, aprile 11th, 2018
Il "Movimento per la Difesa e il Rinnovamento del Servizio sanitario nazionale" ha tenuto nella mattinata  di sabato 7 aprile presso la Casa della Cultura a Milano un incontro sul contributo che l'esperienza dell'assistenza psichiatrica pubblica italiana può dare al miglioramento generale e strutturale del Servizio sanitario nazionale, Regione per ...
Silvia, Desirée e il CSM 24h. Architettura e salute mentale domenica, marzo 18th, 2018
di S. Meterc e D. Grisoni Siamo Silvia e Desirée, ci siamo laureate a dicembre 2017 in Architettura al Politecnico di Torino evi racconteremo il percorso della nostra tesi “Il centro di salute mentale nel sistema psichiatrico. Sperimentare un progetto multidisciplinare”. Il nostro lavoro tratta di luoghi e di istituzioni, di ambienti e persone legate dalla psichiatria, di muri che sono stati abbattuti e degli spazi che la salute mentale sta conquistando nel territorio. Parliamo di una storia che non si è mai conclusa e che proprio per la sua natura non finirà mai. L’istituzione e il potere della psichiatria hanno sempre cercato compimento nello spazio progettato. Per questa ragione gli spazi della psichiatria con le loro differenze e le loro mutazioni ricalcano con grande precisione la storia dell’istituzione.
Aldo Moro era stato rapito. 58 giorni dopo la 180. giovedì, marzo 15th, 2018
di Peppe Dell’Acqua La mattina di giovedì 16 marzo sono a Barcola. Nella stanzetta che chiamiamo dei colloqui e dell’accoglienza sto parlando con la mamma e il papà di una giovane donna in quel momento ospite al Centro. La stanza si trova proprio all’ingresso, la prima sulla destra. Molti ospiti abituali quando arrivano aprono la porta per salutare. Quella mattina, sono circa le nove e mezza quando: “Hanno rapito Aldo Moro – urla entrando Paolo – le brigate rosse hanno rapito Aldo Moro. Cinque morti…” Faccio un cenno bonario di assenso, conosco da due anni Paolo e il suo delirio. Gli dico: “Va bene, va bene Paolo aspetta che finisco con questi signori e ne parliamo”.
Morire di classe, il GR1, il Ddl 2850: Cosa accadrà adesso? lunedì, marzo 12th, 2018
Di Peppe dell'Acqua “Il mio amico Goffman mi diceva che uno psichiatra può recarsi senza alcun disagio, anche senza conoscere la lingua, in qualunque manicomio del mondo perché la scena e le quinte non cambiano mai. Si troverà sempre col suo schizofrenico, col suo infermiere, col suo assistente o col suo direttore.” Così Franco Basaglia per commentare quanto riportava dai suoi viaggi, ma soprattutto per dire dell’immutabilità e della ripetitività di quei luoghi. Di paese in paese e di tempo in tempo i manicomi restano immutabili.
Il disagio della vita quotidiana martedì, febbraio 27th, 2018
di Fabrizio Starace Ringrazio Keller per il commento all’articolo “Salute Mentale, la mappa del disagio” pubblicato nel Sole24Ore Sanità del 13 febbraio u.s. Le questioni che pone meritano a mio avviso un supplemento di riflessione. Anch’io non credo che “da quando non c’è più il manicomio c’è più gente che soffre”: sarebbe effettivamente paradossale solo immaginare un’ipotesi del genere, e non c’è bisogno di scomodare Sir Michael Marmot per affermare che l’aumento del disagio e dei problemi di salute mentale della popolazione costituisce fenomeno globale che rinvia al più ampio tema delle disuguaglianze e dei determinanti sociali. E tuttavia, chi sia genuinamente interessato a perseguire il benessere della comunità non può non interrogarsi sulla diffusione dei c.d. “disturbi psichiatrici comuni” e sulla reale capacità che il sistema di welfare ha di individuarli, comprenderli, e realizzare le migliori strategie di cura e assistenza.
Salute mentale per tutti? giovedì, febbraio 22nd, 2018
di Sergio Keller Nella critica o autocritica psichiatrica un passaggio fondamentale è stato la ridefinizione del campo di competenza dei servizi di salute mentale. Quando si è iniziato a pensare l’altro non come pazzo ma come persona con sofferenza mentale, ci si è anche accorti che la sofferenza riguarda un po’ tutti e allora l’orizzonte dei servizi di salute mentale si è ampliato: anche chi ha problemi d’ansia o depressioneè diventato un potenziale utente dei servizi. Uno degli effetti della trasformazione della psichiatria è stato, quindi, l’aumento del numero di persone che ne hanno bisogno. Allora, se da quando non c’è più il manicomio c’è più gente che soffre, forse la pazzia è contagiosa? Per evitare queste conclusioni assurde è necessario avere ben presente il senso della trasformazione della psichiatria, perché il mero dato statistico può essere fuorviante.
Un Commento a “Sul pregiudizio” domenica, febbraio 18th, 2018
Di Luigi Benevelli Non sono stati abbastanza l’angoscia e l’orrore prima per l’uccisione e lo squartamento di una diciottenne con problemi di dipendenza patologica, pare ad opera di un giovane spacciatore africano, poi per il raid anti-immigrati di un giovane maschio italiano tatuato da fascista. Ancora peggiori sono state, a mio avviso, le reazioni di troppi protagonisti della campagna elettorale politica in corso, tese da una parte a “tranquillizzare” l’opinione pubblica (noi non faremmo mai cose del genere; non preoccupatevi, Luca Traini è un matto !!) e dall’altra a dire che però Luca Traini aveva tutte le ragioni di questo mondo a sparare ai “negri” per le vie del centro di Macerata.
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